ENERGIA

Abruzzo e risparmio energetico. Regione autonoma ma in ritardo

Autosufficienza per l’energia elettrica

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Abruzzo e risparmio energetico. Regione autonoma ma in ritardo
ABRUZZO. Nel settore dell’energia elettrica l’Abruzzo è autosufficiente, sulle emissioni è in ritardo.

A dirlo è il Wwf Abruzzo che torna sulla questione energetica della regione con dati e grafici alla mano. Nel 2009 la produzione elettrica regionale è stata addirittura superiore ai consumi. L'Abruzzo però resta la seconda regione in Italia per emissioni di Co2 pro-capite connesse ai trasporti (2,8 tonnellate/anno a persone contro una media dell'Italia di 2 tonnellate/anno).
Sul risparmio e sull'efficienza il Wwf ha organizzato l'evento globale Earth Hour che si terrà il 31 marzo. «Tutti, cittadini», ha annunciato l’associazione,«aziende ed amministrazioni pubbliche, possono partecipare all'evento spegnendo per un'ora le luci: in Abruzzo stanno già aderendo decine di Comuni».
Secondo il Wwf «non si può ridurre la questione energetica abruzzese al comparto elettrico che è soltanto una parte dell’energia complessiva». L’associazione ha fatto notare come l'energia elettrica sebbene importante corrisponda ad una parte minoritaria, tra il 38% e il 40% dell'energia complessiva in gioco (l'Abruzzo consuma energia per poco più di 4 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, di cui 1,6 da energia elettrica, 1,27 da fonti petrolifere e 1,2 da gas naturale).
La parte preponderante in valore assoluto corrisponde quindi ai prodotti petroliferi e al gas naturale (entrambi quindi al 30% circa) utilizzati direttamente nei vari settori. In particolare i trasporti impiegano la quasi totalità dei prodotti petroliferi consumati (circa l'85%) e, quindi, sono responsabili di poco meno di 1/3 dei consumi energetici totali. Anche i consumi residenziali per il riscaldamento attualmente dipendono quasi totalmente dai combustibili fossili, in particolare metano, e sono responsabili di una quota variabile tra il 15 e il 20% dell'energia da fonte fossile consumata.
Di conseguenza, ha fatto presente il Wwf, «se si vogliono abbattere le emissioni di gas-serra bisogna ridurre i consumi nei settori più dipendenti da petrolio e metano migliorando l'efficienza energetica e promuovendo il risparmio energetico nei processi produttivi nell'industria, nel riscaldamento domestico e, soprattutto, nei trasporti».
Dalle statistiche e dati Istat sulle emissioni Abruzzesi Infatti, se guardiamo ai consumi finali, escludendo quelli connessi alla produzione elettrica, l'Abruzzo è in gravissimo ritardo. L'Abruzzo è la seconda regione in Italia per emissioni di Co2 pro-capite connesse ai trasporti (2,8 tonnellate/anno a persona contro una media dell'Italia di 2 tonnellate/anno). Le cause sono un uso smodato dei mezzi privati e del trasporto delle merci su gomma. I dati Istat 2009 ci dicono che gli abruzzesi sono quart'ultimi in Italia per uso del treno (20,3% della popolazione usa il treno rispetto al 30,7% della media italiana) e tra gli ultimi per l'uso di autobus (16,8% della popolazione contro il 24,1% della media italiana). A questo si aggiunge il trasporto merci che avviene quasi esclusivamente su gomma.

I NUMERI
Nel 2011 sono entrati in funzione 4.247 nuovi impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili per una potenza di oltre 420 megawatt. E infatti in base ai dati aggiornati al 31 dicembre 2010 risultano 57 impianti idroelettrici, 18 termoelettrici 25 eolici.
Il consumo maggiore di energia si è registrato a Chieti (2.141,8 GWh), L’Aquila (1.399,6 GWh), Pescara (1.234,1 GWh), Teramo (1.479 GWh).
« In realtà», ha aggiunto il Wwf,«con l'aggiunta di alcuni nuovi e criticabili impianti da fonti fossili, come la centrale a metano da 104 MW di Ortona, addirittura si rischia di produrre molta più energia elettrica del necessario».
Le soluzioni, per un maggiore risparmio energetico secondo il Wwf non vanno ricercate in opere faraoniche e costose «come la pedemontana Abruzzo-Marche o i raddoppi delle strade costiere, previsti nell'attuale piano regionale dei trasporti ma in investimenti sul trasporto pubblico locale con linee veloci sull'asse Sulmona-Pescara-Giulianova-Montorio e soprattutto sulle linee interne, anche per il comparto del turismo, sia estivo che invernale».
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