POST TERREMOTO

Terremoto, Legnini preme su Monti: «serve il rendiconto di tutte le spese»

Il senatore Pd: «il governo tecnico faccia ciò che Berlusconi ha omesso»

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Giovanni Legnini

Giovanni Legnini

L’AQUILA. Un’indagine parlamentare conoscitiva sulle spese dell’emergenza e su cosa impedisce l’avvio della ricostruzione pesante dell’Aquila e delle zone colpite dal sisma.

Lo ha chiesto ieri, in commissione Bilancio di Palazzo Madama, il senatore abruzzese del Partito Democratico Giovanni Legnini.
Dopo la lettura del servizio di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera, «che rappresenta con drammatica efficacia la situazione dell'Aquila» sottolinea Legnini, «ho riproposto con forza alla commissione Bilancio del Senato l'urgente necessità di espletare un'indagine conoscitiva parlamentare sulle spese dell'emergenza post-terremoto e sulle ragioni impeditive, di carattere procedurale e finanziario, dell'avvio della ricostruzione pesante e delle misure per la ripresa economica nei territori del cratere. Fin dal giugno del 2011 avevamo presentato una circostanziata istanza al presidente della Commissione finalizzata ad accertare l'entità e la natura delle spese per l'emergenza che dovevano essere rendicontate in virtù di una precisa disposizione di legge sin dal mese di aprile 2011 e poi annualmente, norma approvata in virtù di un nostro emendamento».
Legnini ricorda di aver chiesto, al tempo, soprattutto le ragioni che impedivano persino di utilizzare le risorse disponibili, «ragioni tutte rintracciabili nelle confuse e pletoriche ordinanze di Protezione civile e nella totale inefficienza della struttura commissariale, figlie di un modello di governance voluto dal governo Berlusconi ed al quale, è bene ricordarlo, ci opponemmo fermamente».
Il senatore abruzzese ricorda di aver proposto dal mese di maggio 2009, una governance alternativa, studiata su un modello già testato efficacemente per le emergenze del Friuli e del sisma in Umbria-Marche.
«Adesso il nuovo governo faccia ciò che ha omesso per troppo tempo il governo Berlusconi: si faccia chiarezza sui conti del terremoto» chiede Legnini, «sulle risorse spese e su quelle ferme, su quelle che occorreranno nei prossimi anni per sostenere un ritmo accettabile della ricostruzione, sullo stato dei beni culturali che vanno sempre in più in deperimento, sul perché i fondi promessi per lo sviluppo economico non si sbloccano, sulle ragioni per cui ci si ostina a mantenere una strutturale commissariale che non funziona tanto da costringere il commissario Chiodi ad annunciare le dimissioni, evidentemente a ciò indotto dal sostanziale fallimento della sua missione. Il presidente della commissione si è impegnato a chiamare il governo a rispondere in commissione con dati e valutazioni idonei a pervenire ad un primo chiarimento su un problema, che per entità finanziaria e rilevanza economica e sociale, non è aquilano o abruzzese ma è e deve essere nazionale. La chiarezza sui conti del terremoto è solo il primo passo».