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Abruzzo, nasce il Gran Sasso Science Institute. Al via la fase sperimentale

130 studenti per cominciare

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 Abruzzo, nasce il Gran Sasso Science Institute. Al via la fase sperimentale
L’AQUILA. Il Gran Sasso Science Institute è venuto alla luce.

La nascita della scuola sperimentale di dottorato internazionale è arrivata con l'approvazione di un emendamento del governo al decreto legge semplificazioni in discussione nelle commissioni Attività Produttive e Affari Costituzionali della Camera.
Il progetto verrà presentato in occasione del forum dell'Ocse il prossimo 17 marzo a L’ Aquila alla presenza dei ministri Fabrizio Barca e Francesco Profumo.
In termini pratici, ha precisato Chiodi, «la nascita del Gran Sasso Science Institute permette alla Regione da un lato di avere un polo di eccellenza e di valorizzazione delle ricerche all'interno dei laboratori del Gran Sasso e dall'altro, grazie al dipartimento di Bussiness innovation, potrà esprimere le potenzialità di un territorio che vuole rinascere».
«La scuola ha l’obiettivo di attirare specialisti di alto livello nel campo delle scienze di base», si legge nel testo dell'emendamento del governo approvato, «e dell’intermediazione tra ricerca e impresa (fisica, matematica e informatica, gestione dell’innovazione e dello sviluppo territoriale) attraverso attività didattica post laurea».
La struttura organizzativa del Gran Sasso Science Institute comprende diversi raggruppamenti: Fisica delle particelle, Matematica e Scienze informatiche, Bussinness innovation e Sviluppo territoriale ed ha come soggetto attivatore l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.
L’istituto inizierà ad operare per un quadriennio (fase sperimentale) a partire dall’anno accademico 2013-2014. Sono 130 gli studenti previsti all’inizio, 11 i professori ordinari, 11 quelli associati, 18 i ricercatori e 6 le unità amministrative.
La copertura finanziaria della fase sperimentale (4 anni), che sarà proseguita in base a valutazione positiva da parte dell’Anvur (Agenzia Nazionale della Valutazione del sistema universitario e della ricerca), fa sapere il deputato Udc Pierluigi Mantini, «è di circa 13 milioni, di cui 6 a valere sulle risorse post-sisma e 6 sul Fondo per lo sviluppo e la coesione della Regione Abruzzo».
«Ora che i soggetti istituzionali hanno svolto il loro compito», precisa il presidente della Regione Chiodi, «la parola passa al mondo accademico, alle imprese e ai rappresentanti del mondo produttivo, attori principali e imprescindibili del rilancio economico de L’Aquila e del suo comprensorio».