SANITA'

Rsa, sospensiva del Consiglio di Stato sui tetti di spesa

Chiodi esulta: «ho applicato la legge 5»

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 Rsa, sospensiva del Consiglio di Stato sui tetti di spesa
ABRUZZO. Il Consiglio di Stato ha sospeso la sentenza del Tar Abruzzo sui tetti di spesa assegnati alle Rsa (Residenze sanitarie assistenziali) per l’anno 2010.

Il Tribunale amministrativo aveva accolto infatti il ricorso contro la delibera del Commissario ad acta che per fissare il tetto di spesa aveva applicato quanto previsto dalla legge regionale n.5 del 2008, quella del Piano sanitario 2008/2010. Il Consiglio di Stato, nel motivare la sospensiva, ha scritto che «nella composizione degli interessi deve  prevalere, in questa fase, l’interesse pubblico che richiede di non alterare
l’equilibrio di atti di programmazione complessi, che intervengono
contestualmente e nei diversi settori della sanità regionale». La sospensiva è stata accolta con favore dal commissario Chiodi, secondo il quale sarebbe il riconoscimento che la Regione ha «ben operato per la tutela dell’interesse generale». «Anzitutto si valida il principio che un’azione programmatoria deve essere valutata nel suo complesso pena lo sfilacciamento delle azioni che vengono intraprese e la perdita della loro efficacia – ha commentato Chiodi - In secondo luogo si conferma la correttezza del nostro operato, perché il Consiglio di Stato spiega che l’obiettivo di un amministratore pubblico è principalmente quello di far prevalere le ragioni dei cittadini che amministra, soprattutto in tema di salute».
Come per tutte le sospensive, anche in questo caso si dovrà aspettare la discussione e poi valutare la decisione finale nel merito. Però è del tutto normale che questo orientamento provvisorio del Consiglio di Stato, favorevole alla Regione, venga sfruttato politicamente, pur se con qualche «appropriazione indebita».
 Infatti la legge 5 - richiamata nella sospensiva - risale al 2008 e fu approvata dalla Giunta precedente, quando era assessore Bernardo Mazzocca. Come dire che, se la decisione finale fosse confermata nel senso che era corretto il tetto del 95% dei posti letto, si tratterebbe dell’ennesimo riconoscimento che forse tutto l’impianto della precedente gestione della sanità abruzzese non va buttato a mare. Tra l’altro, infatti, quel Psr è ancora vigente in attesa del nuovo Piano che doveva essere pronto a metà settembre scorso. Così come hanno retto le decisioni sulla rete ospedaliera che, pur con i tagli ai posti letto, non produssero lo sconquasso del Programma operativo attuale.

s. c.