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Fondo sanitario nazionale: all’Abruzzo concessi 2 miliardi e 400 milioni

Accordo raggiunto per il riparto del fondo sanitario nazionale

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Fondo sanitario nazionale: all’Abruzzo concessi 2 miliardi e 400 milioni
ABRUZZO. Alla regione toccheranno 2 miliardi e 400 mln, cioè 48 milioni in più rispetto allo scorso anno quando furono assegnati 2,344 miliardi.

Una decisione-lampo della conferenza Stato-Regioni che ha trovato subito l’accordo perché ha rinviato al prossimo anno l’adozione di nuovi criteri per dividere il fondo sanitario nazionale. Dalle prime dichiarazioni, il presidente Chiodi ha spiegato inoltre che l’Abruzzo anche per il 2012 beneficerà di un contributo di solidarietà legato alla maggiore mobilità sanitaria passiva dovuta al post-terremoto.
L’importo però non è stato ancora quantificato e finché non lo sarà, è bene non farci affidamento. Nella trattativa con le altre regioni infatti, potrebbe avere un peso negativo il fatto che l’Abruzzo si presenti al tavolo tecnico con un avanzo di 11 mln, cioè al termine di un processo di risanamento del bilancio iniziato con il Piano di rientro firmato dall’assessore Bernardo Mazzocca e realizzato dall’Ufficio del commissario alla sanità. Come si diceva, l’accordo per dividere la torta di 108,8 miliardi del fondo è stato rapido perché il criterio utilizzato è stato quello di attribuire i soldi in base al criterio demografico, cioè più cittadini, più fondi, rinviando al prossimo anno l’introduzione dei costi standard della sanità, che però stanno già sollevando polemiche. E’ infatti abbastanza vero che una siringa deve costare più o meno allo stesso modo dalle Alpi alla Sicilia, ma è altrettanto vero che il costo di certi servizi e la loro disponibilità sono molto differenti tra le zone urbane e quelle rurali, tra le città e la montagna. Il che farà discutere molto il prossimo anno. Quello che infatti non è stato condiviso né durante la passata distribuzione dei “pani e dei pesci” né in quella attuale è la proposta di utilizzare come criterio di ripartizione “l’indice di deprivazione”. Cioè più soldi alle zone più povere, meno a quelle ricche. Il che però non è molto gradito proprio alle regioni del Nord, nelle quali il livello di assistenza sanitario è migliore. L’Abruzzo in realtà, con la richiesta di fondi ulteriori per la mobilità passiva causa terremoto, non fa che applicare già questo tipo di indice e finché dura…. Ma il problema che però si pone è un altro: non è che le regioni più ricche accettano di erogare un obolo ulteriore perché intanto questi soldi ritornano a casa loro? Forse sarebbe il caso di adottare incentivi per stimolare la mobilità attiva e scoraggiare quella passiva, come hanno fatto altre regioni (ma non l’Abruzzo).
Sebastiano Calella