ABRUZZO

Rischio geologico e sismico: «il 12% del territorio regionale a rischio»

In Abruzzo non esiste ancora il servizio Geologico e Sismico

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Rischio geologico e sismico: «il 12% del territorio regionale a rischio»
ABRUZZO. In Abruzzo ci sono 600 chilometri quadrati a rischio idrogeologico elevato ma non esiste ancora un servizio Geologico e Sismico che invece è già attivo in molte altre realtà italiane.

Si tratte di strutture che curano l'aggiornamento dei dati cartografici e tematici relativi al Demanio Idrico, realizzano cartografie di base e tematiche, studiano le caratteristiche, la valutazione della consistenza e la disponibilità delle risorse idriche superficiali e effettuano indagini sulla pericolosità sismica e approfondimenti geologici e geotecnici per la prevenzione degli effetti.
«E’ oramai indispensabile istituirlo anche nella nostra regione», commenta Giorgio Di Bartolomeo, abruzzese, consigliere nazionale dei geologi (Cng). Un anno fa, ed esattamente l’1 ed il 2 Marzo, la provincia di Teramo veniva severamente colpita da un’alluvione.
«Nel solo Abruzzo – prosegue Di Bartolomeo – il Ministero dell’Ambiente ha censito oltre 178 comuni per circa 600 chilometri quadrati di aree complessive “a potenziale rischio idrogeologico più elevato”. Questi dati assai indicativi dell’entità del fenomeno, sono peraltro ampiamente confermati dal Piano di Assetto Idrogeologico Regionale, il quale a sua volta evidenziava già nel 2008, soltanto per i dissesti da frana ed erosione, un numero complessivo pari a 16.666, estesi lungo ben 1.560 Kmq di superficie».
Geologi a confronto a Teramo, in Abruzzo ad un anno dall’evento alluvionale e quasi a 3 anni dal terremoto che colpì L’Aquila. Ed in Abruzzo arriverà anche Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi .
«Evidenzieremo tutti i dissesti - ha affermato Di Bartolomeo - che affliggono il nostro territorio. Siamo dinanzi ad un problema annoso, quale quello del rischio idrogeologico, la cui complessità dei fenomeni geologici ed idraulici (legati) assieme alla crescita delle attività antropiche richiede non solo un’attenzione sempre maggiore e capillare, ma l’istituzione di nuove strutture operative sul territorio che sappiano gestire e monitorare i fenomeni nonché coordinare gli interventi di pianificazione e/o risanamento. I Geologi ritengono sia oramai essenziale istituire anche in Abruzzo il Servizio Geologico e Sismico, indispensabile cardine per il processo di sviluppo della regione stessa)».
Incisive le dichiarazioni di Nicola Tullo, presidente dell’Ordine dei Geologi dell’Abruzzo.
«I dati sul dissesto idrogeologico – ha affermato Tullo - riportati dal Piano per l’Assetto Idrogeologico dei Bacini Abruzzesi e del Bacino Interregionale del Fiume Sangro, approvato nel 2008, sono eloquenti: 258 le località abitate instabili, l’85% dei comuni Abruzzesi è a rischio frane, alluvioni ed erosioni. In termini percentuali oltre il 12% del territorio regionale è interessato da dissesti. Non è più ammissibile che eventi meteorologici, per quanto intensi, possano causare ancora esondazioni dei corsi d’acqua, allagamenti e frane causando ingenti danni al patrimonio pubblico e privato, alle infrastrutture ed alle attività produttive e a volte, purtroppo , anche vittime innocenti. Le cause del dissesto sono da ricercarsi quasi sempre nelle radicali modificazioni degli equilibri idrogeologici lungo i corsi d’acqua e nella scarsa manutenzione del territorio da parte dell’uomo che fa si che ogni qual volta piova un poco più del normale interi paesi vadano in crisi».
Tullo chiede di avviare una diversa politica di prevenzione e gestione del territorio: «serve un nuovo modello di governance basato su una corretta e consapevole Pianificazione e Programmazione territoriale, seguendo un più moderno approccio interdisciplinare».
L’evento , organizzato dall’Ordine dei Geologi dell’Abruzzo, Ordine degli Architetti di Teramo, Ordine degli Ingegneri di Teramo, Ordine degli Agronomi, è in programma domani 1 Marzo, ore 10 e Venerdì 2 Marzo .