IL CASO

Fira spa, presidente e direttore generale in uno. «Micucci non ha i titoli»

Interrogazione a Chiodi dell’Italia dei Valori

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

7541

Micucci

Micucci

PESCARA. Circola una leggenda negli ambienti della politica e riguarda la... moltiplicazione delle poltrone.
Qualcuno sussurra, ma non si saprà mai se è vero, che Venanzio Cretarola, amministratore unico di Teramo Lavoro srl balzato agli onori della cronaca nazionale per essersi auto assunto come impiegato, da amministratore in carica di una società pubblica, si sia ispirato a lui.

Adesso gli occhi sono tutti puntati su Rocco Micucci, presidente pro tempore della Fira dal novembre del 2009. Da qualche tempo riveste anche il ruolo di direttore generale della Finanziaria regionale ma è polemica. L’incarico è stato deciso dall’assemblea dei soci a luglio 2010 ma adesso crescono le perplessità. Il consigliere dell’Idv, Carlo Costantini, fa notare che per essere direttore generale (anche per le società partecipate dalla Regione) si deve avere la laurea ed una esperienza almeno quinquennale di direzione.
Micucci, 47 anni si è fermato al diploma, Liceo classico, per poi conseguire «per passione» l’attestato di qualifica di Grafico Pubblicitario. Nel 1999, dopo essere stato nei banchi dell’opposizione nel suo comune di nascita viene eletto sindaco e resta in carica per due mandati (il primo nel 1999 e il secondo nel 2004).
Poco dopo la fine del secondo mandato viene scelto da Chiodi per guidare la Fira. Secondo Costantini, dunque, non ci sarebbero i requisiti richiesti.
Inoltre chi amministra la Fira S.p.a. non può essere al tempo stesso dirigente della stessa società (articolo 20 dello statuto), e chi da gli indirizzi e valuta l’operato del direttore generale non può essere anche direttore generale. Insomma una commistione di poteri che non farebbe bene all'ente e al controllo.
I dubbi dell’esponente dell’Italia dei valori sono stati messi tutti in una interrogazione girata al presidente della regione Chiodi, invitato a rispondere.  Per svolgere il ruolo di direttore generale , si legge nell’interrogazione, a Micucci è stato corrisposto un compenso aggiuntivo rispetto a quello già stabilito: ovvero 20 mila euro in più.
«Chiodi sa quello che succede alla Fira spa?», domanda Costantini. E poi ancora. «Micucci è in possesso dei requisiti richiesti per lo svolgimento delle funzioni di direttore generale? E’ corretto che le funzioni di presidente del cda e direttore generale siano svolte dalla stessa persona? La Fira ha trasmesso, come disposto dallo Statuto, un rapporto sull’andamento della gestione sociale al settore competente della Giunta regionale?»
Dopo i noti scandali degli anni passati il consigliere si domanda se non stiano venendo meno «i presupposti necessari ad un adeguato controllo sugli atti rispetto alla programmazione».
Il consigliere regionale chiede infine di valutare il rischio che, una volta terminato il mandato, Micucci tenti di far valere i propri diritti di lavoratore subordinato: «a pagarne gli ingenti costi», sottolinea Costantini, «sarebbero gli abruzzesi che detengono il 51% del capitale sociale della Fira spa.
L’interrogazione girata a Chiodi è stata inoltrata anche alla Procura regionale della Corte dei Conti.