«Non sparate sulla Croce rossa»: la Baraldi ci prova con i tagli

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La scure della Baraldi si abbatte anche sulla Croce Rossa e sulle Misericordie. Tagli in vista per la loro convenzione con le Asl, con rischio chiusura dei loro punti fissi in molte zone dell’Abruzzo.  *L’ASSISTENZA RESIDENZIALE SPIEGATA IN COMMISSIONE SANITÀ. A COSE FATTE

ABRUZZO. La scure della Baraldi si abbatte anche sulla Croce Rossa e sulle Misericordie. Tagli in vista per la loro convenzione con le Asl, con rischio chiusura dei loro punti fissi in molte zone dell’Abruzzo.

 *L’ASSISTENZA RESIDENZIALE SPIEGATA IN COMMISSIONE SANITÀ. A COSE FATTE

Dove le ambulanze di queste associazioni sono le uniche sentinelle sul territorio nel sistema di emergenza-urgenza sanitaria.

Se ne è parlato nei giorni scorsi a Pescara, quando il sub commissario ha illustrato  il Decreto 4 del 23 febbraio scorso per “l’approvazione delle linee guida per i servizi di trasporto dei malati”. Si è parlato infatti di quello che sarà il futuro del servizio della Croce Rossa e delle altre realtà di questo tipo, come le Misericordie locali, nel trasporto con ambulanza dei malati, sia in appoggio che in sostituzione del 118.

Di fatto sono previsti tagli sostanziosi: ad esempio il diritto fisso di chiamata di un’ambulanza è previsto in 13 euro e basta, senza indennità chilometrica per interventi entro 30 km. Come dire che i 13 euro basteranno sì e no ad accendere il motore: il personale, che pure è previsto, lavora gratis. E così la presentazione di questo atto commissariale è stata un pò burrascosa, perché i tagli presentati rischiano di mandare in tilt l’organizzazione del trasporto malati. Sembra che a Pescara la Misericordia non abbia intenzione di firmare l’accordo con la Asl, mentre la Croce Rossa affida il suo commento e le sue valutazioni al presidente regionale Maria Teresa Letta, che però minimizza l’impatto sulla sua organizzazione, offrendo una spiegazione del tutto in linea con lo spirito volontaristico della Cri.

In realtà il volontario è persona insostituibile e meritoria, ma la sanità come servizio pubblico non può sostenersi sulla buona volontà di persone di cuore.

«A RISCHIO IL TRASPORTO MALATI»

«No, non è vero che ci saranno problemi per la Croce rossa – spiega sicura la professoressa Letta – per le province che hanno molti volontari, non cambia nulla. Le altre si dovranno adattare. Se la Cri offre servizi come volontariato, è normale che corra in soccorso anche del Programma operativo. Però debbo aggiungere che il sub commissario Baraldi mi ha assicurato che, a fronte di una rendicontazione precisa, ci potranno essere correttivi nelle zone dove saranno registrate criticità. D’altra parte per proporre questo tipo di convenzione, il sub commissario si è basato su statistiche nazionali e sui costi nella Asl di Teramo».

 E forse questo è il punto dolente di tutto il piano, peraltro ampiamente condivisibile nelle sue premesse di rendere trasparenti i contratti per il trasporto malati. Adattare alle altre province, con altre realtà, la camicia di forza di Teramo non sembra il massimo per poter condividere questa scelta, come rilevano i sindacati.

«Le verifiche statistiche sono state fatte sulla provincia di Teramo che ha il minor numero di dipendenti e molti più volontari – commenta Domenico Rega, Uil sanità - Se per risparmiare bisogna sempre e solo licenziare oppure, nel caso specifico della Cri Abruzzo, mettere in mobilità extra regionale i dipendenti, la Baraldi può anche dirlo. Mandiamo un pò di dipendenti in giro per l'Italia e forse risolveremo i problemi di contabilità, ritrovandoli poi aggravati per l'aumento della mobilità passiva».

 La domanda che si pongono molti operatori del settore è infatti questa: se già a Chieti il bilancio della Croce rossa è in deficit, se Pescara vivacchia, con l’arrivo del nuovo Piano che fine faranno le sedi di Cepagatti, Pianella, Cappelle sul Tavo, Penne, Montesilvano, Loreto Aprutino, Caramanico ecc. ecc? E la rete dell’emergenza urgenza che viene presentata come sostitutiva della chiusura dei piccoli ospedali farà affidamento sulla Croce rossa che non ci sarà più?

Sebastiano Calella  31/03/2011 10.31

 

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L’ASSISTENZA RESIDENZIALE SPIEGATA IN COMMISSIONE SANITÀ. A COSE FATTE.

 ABRUZZO. La riorganizzazione delle strutture residenziali abruzzesi è stata illustrata da Giovanna Baraldi, sub commissario alla sanità abruzzese,  nell’audizione alla Quinta commissione del consiglio regionale.

 «Questa riorganizzazione potrà diventare un esempio anche per altre regioni italiane, comprese quelle del Nord», ha detto la stessa Baraldi durante l’incontro. Non viene detto se l’esempio è positivo o negativo e se si riferisce al contenuto della riorganizzazione delle Rsa o alla sua esposizione. Infatti Nicoletta Verì, presidente della Commissione (a lei si deve il recupero del ruolo dei consiglieri regionali nella Sanità) si sofferma solo ad illustrare il progetto e nulla dice sul metodo della Baraldi di mettere tutti - consiglieri compresi - di fronte al fatto compiuto. Un metodo che - come dice il sub commissario - forse sarà di esempio nelle regioni del Nord che sentono di più la leadership di qualcuno, ma che in Abruzzo continua a suscitare perplessità perché si chiede maggiore partecipazione.

Fatto sta che la Commissione ha solo potuto ascoltare «un progetto - ha spiegato la Verì - che si basa su una priorità: la diversificazione dell’offerta, con il riequilibrio tra servizi di alta, media e bassa complessità e la loro distribuzione omogenea sul territorio e nelle quattro Asl, così da garantire la contiguità rispetto alla residenza, uniformità ed equità di accesso».

 I monitoraggi e le verifiche delle strutture esistenti «hanno portato ad una ridefinizione dell’intero quadro di riferimento e all’introduzione di nuove specialità, così da dare una risposta efficace all'utenza. Il settore pubblico, in questo processo, reciterà un ruolo da protagonista, assicurando però al privato condizioni e risorse tali da poter operare con efficienza e garantendo i livelli occupazionali».

 Il sub commissario tornerà in Commissione tra due settimane, per continuare l’illustrazione e la «condivisione» (sarebbe meglio parlare di comunicazione) del piano di riordino del sistema sanitario.

s. c.  31/03/2011 10.29