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Avvocati contro le «liberalizzazioni selvagge», a marzo altri 8 giorni di sciopero

Ieri e oggi astensione dalle udienze ma la protesta andrà avanti

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Avvocati contro le «liberalizzazioni selvagge», a marzo altri 8 giorni di sciopero
PESCARA. «Un gazebo a Piazza Salotto con avvocati in toga a spiegare che queste riforme vanno in primo luogo contro gli interessi dei cittadini».

E’ questa la nuova iniziativa promossa dai professionisti pescaresi che insieme ai colleghi di tutta Italia stanno manifestando in questi giorni contro le «liberalizzazioni selvagge».
A Pescara gli avvocati hanno costituito un presidio per la simbolica occupazione del tribunale, con un’adesione massiccia all’astensione.
Chiara la posizione della sede locale dell’ Anf, espressa dal segretario Marcello Pacifico: «condividiamo, naturalmente, le ragioni della protesta da portare però anche fuori dal tribunale, in modo da farle conoscere bene alla gente comune. L’avvocatura paga da sempre un gap di comunicazione inadeguata e questo ha contribuito non poco, soprattutto negli ultimi anni, alla sua cattiva immagine nella società. Dobbiamo portare la protesta fuori dai soliti luoghi, manifestare solo nei tribunali non avrebbe senso: faremmo un favore ai giudici e un dispetto ai nostri clienti, mentre la collettività continuerebbe a saperne poco».
Proprio questa mattina presso il Palazzo degli Studi di Lanciano gli avvocati penalisti d’Abruzzo stanno tenendo un incontro-dibattito con la stampa dal titolo “Le Camere Penali d’Abruzzo a confronto con la politica per ragionare sullo statuto dell’Avvocatura”, per spiegare le ragioni per le quali hanno deciso di astenersi dalle udienze di ieri e di oggi.
Una protesta che scaturisce dagli interventi legislativi sulla professione forense degli ultimi mesi, che «pongono in pericolo il diritto dei cittadini di essere assistiti da avvocati realmente indipendenti, forti, preparati e liberi».
Un’astensione dalle udienze proclamata «non a difesa di interessi corporativi», assicurano, «bensì a difesa dei valori di autonomia, indipendenza e qualificazione professionale dell’avvocato, quali strumenti indispensabili per le garanzie del cittadino, in particolare del settore penale».
Nei giorni scorsi l’avvocatura italiana riunita a Roma in assemblea al cinema Adriano nel primo dei due giorni di agitazione proclamati dall’Organismo Unitario dell’Avvocatura ha deciso di proclamare altre otto giornate di sciopero dal 15 al 23 marzo, con una manifestazione nazionale a Roma il 15 marzo davanti al Ministero della Giustizia, con blocco totale delle attività giudiziarie, sciopero bianco e autosospensione dalle funzioni di avvocato, dal gratuito patrocinio e dalla difesa d’ufficio.
Il presidente dell’Oua, Maurizio De Tilla, è determinatissimo: «se il Governo non dialoga, andremo avanti con ancora più decisione».