L'APPELLO

Gessopalena, centrale idroelettrica. Caramanico (Sel): «via gli equivoci»

Il consigliere scende in campo: «la Regione punta sul rinnovabile»

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Franco Caramanico (Sel)

Franco Caramanico (Sel)

GESSOPALENA. Il consigliere regionale Franco Caramanico (Sel) dice la sua sulla centrale idroelettrica di Gessopalena.

«La centrale non comporta danni», è il pensiero del consigliere, «la Regione ha approvato piano energetico sul rinnovabile». Invito alla Provincia di Chieti ed ai Comuni delle zone interessate ad un incontro tecnico-politico.
 Per Franco Caramanico è il momento di fare chiarezza sul progetto della centrale idroelettrica sul fiume Aventino, con prelievo delle acque a circa 2 Km dall’immissione del fiume nel Lago Sant’Angelo tra i comuni di Civitella Messer Raimondo e Gessopalena.
In una lettera inviata al sindaco di Civitella Messer Raimondo, Paolo di Guglielmo (uno dei più accesi contestatori all’impianto), il consigliere  ricorda come la Regione Abruzzo abbia investito  punti sulla energia rinnovabile approvando un Piano energetico che prevede lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile, stabilendo la soglia del 51 per cento come obiettivo da soddisfare entro il 2015.
«Tutto questo», precisa Caramanico, «sia per sostituire  i combustibili fossili  che stanno facendo gravi danni  all’ambiente, sia per rispettare gli impegni  stabiliti dalla Comunità europea e quindi  non incappare in procedure di infrazione». L’iniziativa di Gessopalena, poi,  sarebbe molto importante secondo Caramanico, perché la concessione è data al Comune, cioè a un soggetto pubblico, che in questo modo può esercitare  e garantire il controllo  sulla fornitura di energia elettrica.
Quanto ai rischi di prosciugamento fiumi, il problema non si pone, secondo il consigliere, visto che ci sono norme che salvaguardano l’ambiente e la vita dei fiumi, come dimostra lo studio redatto dalla Regione Abruzzo nel 2007 sul minimo vitale dei corsi d’acqua. Senza considerare il ritorno economico dell’operazione visto che l’attività della centrale idroelettrica è legata al pagamento di canoni e sovracanoni  da parte dell’Ente gestore alle comunità locali che appartengono al bacino imbrifero del Sangro, non solo dunque al Comune di Gessopalena.
 La storia della centrale si trascina dal 2003, quando il Comune di Gessopalena, titolare di una concessione di derivazione d’acqua scaduta, chiede di riavere la concessione per uso idroelettrico, servendosi del sito dell’ex Mulino Tozzi per un progetto da 5 milioni di euro. Nel 2010 la Regione, concede al Comune la concessione per trent’anni a derivare acqua a uso idroelettrico dal fiume Aventino, il Comune indice un bando per individuare chi realizzerà l’opera. Al momento la procedura è ferma alla fase di aggiudicazione.
Il Comune di Gessopalena è stato già oggetto di due diffide da parte del sindaco di Civitella Messer Raimondo che lo invitava a sospendere il procedimento di aggiudicazione dell’opera. Anche il  Ministero dell’Ambiente, su spinta di Civitella, ha chiesto alla Regione dei chiarimenti. Numerosi anche gli appelli di sportivi  ed ambientalisti scesi in piazza per difendere le acque dell’Aventino dal  possibile prosciugamento.