LA PROPOSTA DI LEGGE

Proposta di legge dell’Idv: «semplificazione e trasparenza per combattere la corruzione»

Costantini: «siamo aperti al contributo di tutti, ma si faccia in fretta»

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Carlo Costantini

Carlo Costantini

L’AQUILA. E' iscritto all'ordine del giorno del Consiglio Regionale di oggi il progetto di legge dell'Idv sulla semplificazione, la digitalizzazione e la tracciabilità informatica dei procedimenti amministrativi.

Se approvato, sparirebbero autorizzazioni, licenze o permessi oggi imposti ai cittadini ed alle imprese per tutte le attività svincolate dalla tutela di interessi pubblici. Inoltre, in aggiunta alle semplificazioni già introdotte con la recente approvazione della legge comunitaria, la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) sostituirebbe tutte le autorizzazioni, le licenze ed i permessi che non implicano esercizio di discrezionalità amministrativa.
«Tanto per fare un esempio di attualità», spiega il consigliere Carlo Costantini, «sul problema cave in Abruzzo, se la Regione si dotasse rapidamente di un Piano Cave a "maglie strette", in molti casi gli operatori del settore potrebbero sostituire i 22 mesi di tempo medio di attesa per arrivare ad una autorizzazione con una semplice mail, inviata tramite posta certificata».
Molte ispezioni amministrative potrebbero essere sostituite dal possesso di certificazioni ambientali o di qualità. Tutti i procedimenti che spesso viaggiano su binari separati sarebbero assemblati in un unico procedimento, con competenze assegnate ad un unico soggetto.
La Pec sostituirebbe definitivamente la presenza fisica e le code di cittadini e di imprenditori dinanzi agli sportelli ed agli uffici regionali. I dirigenti inefficienti saranno agevolmente individuati e perderanno benefici, a vantaggio di chi avrà lavorato e prodotto di più. «E poi», chiarisce ancora Costantini, «con la tracciabilità informatica dei procedimenti amministrativi, i cittadini potranno conoscere in ogni momento lo stato di avanzamento delle loro pratiche. In questo modo chi avrà esercitato all'interno della regione i propri poteri in modo vessatorio, con la finalità di ottenere un qualche tornaconto personale, sarà privato degli strumenti necessari a fermare il corso ed il primato della legge».
Dunque anche un antidoto alla corruzione, sostiene l’Italia dei Valori, «che va a braccetto con inefficienze spesso create ad arte, perchè poi qualcuno possa offrirsi di risolverle "a pagamento". E nessuno, soprattutto dopo le più recenti inchieste giudiziarie, può sostenere che la regione Abruzzo non sia esposta a questi rischi».
La proposta non è ingessata, assicura Costantini, ma è aperta al contributo ed agli emendamenti di tutti.
«L'importante», sottolinea il consigliere d’opposizione, «è che non si trasformi in un ennesimo vuoto rinvio, che darebbe ulteriormente ragione ai tanti già convinti della inutilità dei politici e della loro incapacità di passare dalle parole ai fatti».