IL MONDO DEL LAVORO

Lavoro: nel 2011 compiute 1309 ispezioni: il 59% della aziende è irregolare

I dati riportati nel consuntivo della direzione territoriale di Pescara

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

2467

Lavoro: nel 2011 compiute 1309 ispezioni: il 59% della aziende è irregolare
ABRUZZO. Prevenzione e contrasto. Sono questi gli obiettivi dell’azione della Direzione Territoriale del Lavoro di Pescara che oggi ha snocciolato i dati relativi al 2011.

Prevenzione e contrasto a tutta una serie di irregolarità del mondo del lavoro che incidono in maniera profonda sul contesto socio-economico. Azioni sono state compiute nei campi della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori operanti nel settore edile e negli ambienti confinati, del lavoro sommerso, delle forme illecite di decentramento ed esternalizzazione dei processi produttivi, della cooperazione spuria, della corretta qualificazione dei rapporti di lavoro, del settore dell’autotrasporto ed in generale alle violazioni ed elusioni della normativa in materia di lavoro e di legislazione sociale finalizzate, altresì, a determinare condizioni di evasione contributiva e fiscale.
Nello specifico, le aziende oggetto di ispezioni in materia di lavoro e legislazione sociale ammontano a 1309 (+24% rispetto al 2010), cui devono sommarsi 355 aziende oggetto di riviste finalizzate alla verifica dell’ottemperanza delle prescrizioni impartite e 429 aziende nei cui riguardi si sono svolti accertamenti tecnici e verifiche amministrativo-contabili.
Le ispezioni hanno interessato aziende dei settori del terziario (54%), dell’edilizia (30%), dell’industria (15%) e dell’agricoltura (1%).
La percentuale di irregolarità media delle aziende ispezionate è risultata pari al 59% (776 aziende irregolari sulle 1309 ispezionate), con punte del 79% nel settore edile e addirittura superiori nel settore della cooperazione.
Delle 1939 posizioni lavorative verificate, 1054 sono risultate irregolari (54,5%) e di queste 280 erano completamente sconosciute alla Pubblica Amministrazione (27%).
Alle aziende del settore terziario si riconducono le maggiori percentuali di irregolarità dei lavoratori in relazione alle posizioni lavorative verificate (57%) e dei lavoratori in nero rispetto alle posizioni lavorative irregolari (36%).
Ad ulteriore conferma che il settore terziario è quello maggiormente a rischio di lavoro sommerso si sottolinea che il 79% dei provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale adottati ha riguardato pubblici esercizi e aziende del commercio.
Complessivamente sono state comminate 6956 sanzioni per violazioni amministrative e rilevate 1209 ipotesi di reato.
Inoltre, risultano adottati 90 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale a seguito di riscontrato utilizzo di lavoratori in nero in misura pari o superiore al 20% della forza lavoro rinvenuta in sede di accesso ispettivo.

VIOLAZIONI NEL CAMPO DELLA PREVENZIONE E DELLA ESTERNALIZZAZIONE
In particolare, si rileva un incremento delle irregolarità riscontrate rispetto all’anno 2010 particolarmente acuto in materia di violazioni prevenzionistiche e di illeciti decentramenti ed esternalizzazioni produttive
Tale ultimo fenomeno ha interessato 343 lavoratori a fronte dei 190 dell’anno precedente (+ 80%).
La vigilanza nel settore edile ha riguardato 292 cantieri (+32% rispetto al 2010) e 400 aziende, di cui 315 (79%) risultate irregolari, per un totale di 699 violazioni riscontrate in materia di salute e sicurezza (+ 29% rispetto al 2010) e una percentuale di irregolarità dei lavoratori pari al 56%.
L’attività in questione ha riguardato anche numerosi cantieri edili della provincia de L’Aquila con n. 105 aziende ispezionate e n. 174 prescrizioni impartite.
Le violazioni prevenzionistiche maggiormente ricorrenti attengono alla mancata adozione di misure tecnico-organizzative, alla inidoneità delle opere provvisionali e dei ponteggi, alla non corretta disposizione dei montanti e alla mancata difesa delle aperture.
Complessivamente le somme recuperate ai lavoratori o per le quali è stato costituito titolo esecutivo in loro favore a seguito di conciliazione monocratica e diffida accertativa ammontano a €. 678.563,89.

RECUPRO CONTRIBUTI EVASI
I recuperi di contributi previdenziali e premi evasi ammontano a €. 2.058.612,00.
Si segnala il notevole incremento delle sanzioni riscosse, che ammontano a €. 968.566,00 (+53% rispetto al 2010).
In conseguenza dell’attività ispettiva, sono state emesse 382 ordinanze di ingiunzione per un importo complessivo di €. 1.686.533,00, mentre le somme iscritte a ruolo ai fini della riscossione coattiva da parte di Equitalia ammontano a €. 1.210.169,00.
Notevole l’incremento del contenzioso giudiziario radicato dalle aziende in opposizione all’emanazione di ordinanze ingiunzione (100 nuove cause, a fronte delle 54 incardinate del 2010).
«Si deve sottolineare», ha detto il direttore della direzione del Lavoro di Pescara, Dott. Orazio Parisi, «che la quasi totalità delle cause definite (54 su 56) ha registrato sentenze favorevoli alla Direzione e confermato le risultanze degli accertamenti ispettivi».
DIREZIONE DEL LAVORO: DATI CONSUNTIVO 2011