L'OPERA CONTESTATA

Il consiglio regionale vota all’unanimità seconda mozione sul metanodotto Snam

Tra le altre cose si chiede la sospensione in atto del procedimento

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Giovanni D'Amico

Giovanni D'Amico

ABRUZZO. All'unanimità è stata approvata anche una risoluzione – proposta da Luca Ricciuti (PdL) e Giovanni D'Amico (PD), ma sottoscritta dai Consiglieri regionali di tutti i gruppi – sul progetto del metanodotto Snam in Valle Peligna.

 Il documento, che fa seguito a un’altra risoluzione approvata in Consiglio lo scorso 18 ottobre, impegna il Presidente Gianni Chiodi ad adempiere a una serie di prescrizioni: trasmissione al Ministero dello Sviluppo Economico del parere contrario della Regione sull'attuale progetto del metanodotto e della centrale che la Snam vorrebbe realizzare in Valle Peligna; richiesta – allo stesso Ministero – di fermare l'iter e disporre la modifica del tracciato (così come stabilito dalla risoluzione della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati); sospensione di ogni procedimento in atto da parte di organi e strutture della Regione e blocco del rilascio di pareri o autorizzazioni; richiesta al Governo centrale di istituzione di un tavolo tra tutti i soggetti interessati, al fine di individuare una soluzione alternativa sia per il metanodotto, che per la centrale di compressione.
Anche l’assessore all’Ambiente del Comune dell’Aquila, presidente del coordinamento che si oppone alla realizzazione del gasdotto Snam lungo la dorsale appenninica, Alfredo Moroni, ha preso parte stamane a Pescara al Consiglio Regionale d’Abruzzo.
Presenti, tra gli altri, anche alcuni sindaci e comitati dei Comuni abruzzesi interessati dal passaggio dell’infrastruttura Snam.
«Sono molto soddisfatto – ha dichiarato Moroni – perché, nonostante le grandi pressioni che la Snam sta facendo sul Presidente della Regione Giovanni Chiodi, sugli altri soggetti attivi e sui Parlamentari, il Consiglio Regionale d’Abruzzo ha approvato oggi, all’unanimità, la seconda risoluzione per impedire la realizzazione del metanodotto nell’attuale percorso».
«Si tratta infatti, - ha continuato l’assessore -  di un documento importante che impegna il Presidente Chiodi ad esprimere il parere contrario della Regione sull’opera e a richiedere al Ministero dello Sviluppo Economico di riunificare i procedimenti relativi al metanodotto e alla centrale di compressione che è prevista a Sulmona. La risoluzione prevede anche di sospendere i procedimenti in corso per le autorizzazioni regionali e di chiedere al Governo Nazionale l’istituzione di un tavolo interistituzionale per il cambiamento del percorso, ai fini di persuadere la Snam a individuarne uno alternativo, che privilegi il passaggio sotto il mare Adriatico».
«In coerenza con la precedente risoluzione approvata dal Consiglio Regionale – ha ribadito l’Assessore -  e con le altre risoluzioni approvate all’unanimità nell’ottobre scorso dalla competente commissione della Camera dei Deputati, è stato aggiunto un altro tassello a questa difficile battaglia delle comunità interessate dal progetto».
«La soluzione alternativa, sotto il mare, non convince evidentemente la Snam per ragioni che devono ancora essere dichiarate. – ha concluso Moroni -  Come presidente del coordinamento anti gasdotto, ringrazio il Consiglio Regionale, i sindaci e i comitati di quanto si sta facendo ma siamo ancora alla mobilitazione per costringere anche il Governo Nazionale ad onorare gli impegni assunti e quindi, a convocare immediatamente un tavolo che abbia come protagonisti tutti i soggetti interessati, per la ricerca di un percorso diverso da quello originario. Il presente documento verrà trasmesso al Ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera e al Ministro dell'Ambiente Corrado Clini, oltre che al Presidente della Regione Abruzzo e ai Parlamentari che si stanno impegnando in questa difficile battaglia per la tutela dell’ambiente e delle economie specifiche della regione».

«Il risultato raggiunto oggi», spiega il comitato soddisfatto, «è ancora più significativo perché, prima del voto, il Presidente Chiodi ha dato lettura di una lettera del Governo nazionale con cui si mirava a condizionare l'esito della votazione. Nella lettera, a firma del sottosegretario Claudio De Vincenti, si auspicava che il Consiglio Regionale non approvasse la risoluzione, il che si configura come una pesante ingerenza sull'autonomia di giudizio del massimo consesso regionale, democraticamente eletto».
I Comitati che, prima dei lavori, hanno tenuto un sit-in davanti al Comune di Pescara, dove si é svolto il Consiglio Regionale, hanno ringraziato gli amministratori presenti mentre hanno evidenziato la mancanza di altri.
«Purtroppo», dicono, «in tanti continuano a mancare all'appello in questa lotta che dura ormai da quattro anni e che troppo spesso ha costretto i cittadini a riempire i vuoti della politica. L'indifferenza, e non di rado, il doppio gioco di chi é stato eletto, per poi non onorare il proprio mandato, provoca danni incalcolabili alla nostra comunità ed é una delle cause principali del distacco sempre più profondo tra società civile e mondo della politica. Noi crediamo nelle istituzioni e riteniamo che, ora più che mai, il compito decisivo spetti ai pubblici amministratori che devono dare prova, nei fatti, di essere da una sola parte : quella delle sacrosante ragioni del territorio e non quella della Snam che, per motivi di profitto, vuole imporci a tutti i costi un'opera che avrebbe un impatto devastante sulla salute e sulla sicurezza dei cittadini, sull'ambiente e sulle agonizzanti economie locali».