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Abruzzo «sprecona», soldi europei ancora da spendere.

Acerbo: «altro che regione virutosa»

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Abruzzo «sprecona», soldi europei ancora da spendere.
ABRUZZO. Soldi europei ancora da spendere. L’Abruzzo è in testa alla classifica tra le regioni italiane che non hanno ancora investito i fondi strutturali europei (l´80% dei fondi da impiegare), seguito da Campania (75%), Sicilia (72%), Puglia (66%).


Risorse da utilizzare, secondo le indicazioni europee, per contrastare la disoccupazione. Il consigliere regionale Maurizio Acerbo Prc interviene: «prevista interrogazione al presidente Gianni Chiodi».
I dati della Commissione Europea alla fine del 2011 parlano chiaro: il 53% dei circa 28 miliardi messi a disposizione dall´Europa per il 2007-2013 non è stato ancora impegnato. L´Italia che ne ha usati alla fine del 2011 appena 12,3 entro il 2013 deve spendere, se non vuole perderli, 8 miliardi di euro di fondi strutturali non ancora impegnati: 3,7 miliardi del Fondo sociale europeo e 4,3 miliardi del Fondo regionale. I dati di Bruxelles segnalano poi che in cima alla classifica delle Regioni sprecone si colloca l´Abruzzo che ha ancora l´80% dei fondi da impiegare, seguito da Campania (75%), Sicilia (72%), Puglia (66%) e Calabria (60%). La più virtuosa è la provincia di Trento (solo il 10%). A distanza, Emilia Romagna (32%), la provincia di Bolzano (33%), Lombardia e Piemonte (attorno al 40%).
«Escono autorevolmente smentite le dichiarazioni altisonanti dell’assessore Mauro Febbo», dice il consigliere regionale Maurizio Acerbo (Prc), «che lo scorso 13 ottobre dichiarava che l’Abruzzo era tra le regioni più virtuose. Lo stesso presidente Chiodi, che ha relazionato al tavolo del “patto per lo sviluppo”, è stato piuttosto reticente sui dati forniti dal ministro Barca».
L’esponente Prc ritiene «indispensabile che il Presidente della VI Commissione (Politiche europee, internazionali e programmi della Commissione europea) Emiliano Di Matteo convochi al più presto il Presidente e il direttore Antonio Sorgi per parlare del caso».
Gli 8 miliardi da spendere entro il 2013 sono gli stessi che il presidente Barroso raccomanda di destinare ai giovani e alle piccole e medie imprese per rilanciare crescita e occupazione.
Sembra che il ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, si stia muovendo in tal senso visto che ha riprogrammato 3,7 miliardi di questi fondi in base a un nuovo Piano di azione e coesione, "Il Mezzogiorno per l´Europa" che prevede l’utilizzo di queste risorse per attività produttive ed occupazione.

«Alla data del 31 dicembre 2011, la spesa effettiva certificata dalla Regione è di circa 110 milioni di euro. Quindi si tratta di una cifra di circa 25 milioni di euro superiore al target di spesa prefissato per evitare il disimpegno automatico di fondi UE che, per l'Abruzzo, era di circa 85 milioni di euro».
Lo precisa una nota della presidenza della Regione.
«E' stata realizzata, infatti», si legge, «una performance straordinaria, superiore a poco meno del 130 per cento rispetto al limite minimo previsto. Quindi, sempre al 31 dicembre scorso, la percentuale di spesa certificata si è attestata intorno al 31 per cento del totale dei fondi Por Fesr. Per cui, la percentuale di fondi non ancora utilizzati tocca il 69 per cento e non il 79,1 per cento. Un dato tutto sommato in linea con quello fatto segnare dalle altre Regioni»