SANITOPOLI

Anche l’ex assessore Mazzocca alla Commissione del Senato sulla sanità

Mercoledì ascoltato anche Luigi Pierangeli

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Bernardo Mazzocca

Bernardo Mazzocca

ABRUZZO. C’è stata un’altra audizione, passata sotto silenzio, alla Commissione del Senato sul sistema sanitario nazionale.


Mercoledì della scorsa settimana è stato infatti ascoltato Bernardo Mazzocca, assessore regionale alla sanità della passata Giunta Del Turco, decapitata da Sanitopoli. Ai senatori-commissari, Mazzocca ha risposto illustrando la sua attività con riferimento ai risultati riportati nel rapporto recentemente pubblicato dell’Agenzia sanitaria regionale. «Ho letto le parole del rapporto – riferisce l’ex assessore – senza aggiungere altro: dal 2005 al 2008 c’è stata in Abruzzo una forte diminuzione dei ricoveri (meno 30%), il che viene definito un fenomeno senza precedenti che ha avvicinato i ricoveri abruzzesi a quelli della media italiana. Sta scritto proprio così. ‘E’ migliorata la salute degli abruzzesi o il tutto è stata la conseguenza di un’attività legislativa e politica?’ La Giunta dell’epoca, non voglio dire il mio assessorato, elaborò la legge 20 che ancora oggi regola l’assistenza sanitaria abruzzese – ribadisce Mazzocca - produsse il nuovo Piano sanitario regionale che era assente dal 1999, pubblicò la legge 5 sulla rete ospedaliera, con il taglio di 700 posti letto, di cui il doppio nel privato. Questi tagli furono impugnati dalle cliniche, ma la Corte costituzionale ci ha dato ragione. Pubblicò infine la legge 32 sull’accreditamento definitivo delle strutture sanitarie. Si tratta di quella legge che la Giunta attuale non è riuscita ad applicare o a cambiare, tanto che ora ha dovuto chiamare una consulente dall’Emilia per modificarla».
E’ stato ascoltato anche sui rapporti con le cliniche? «Ho ricostruito una storia nota a tutti: a marzo 2005, poco prima della scadenza del mandato, la Giunta Pace (assessore alla sanità Vito Domenici, ndr) deliberò i nuovi contratti con le cliniche, assegnando loro 136 mln di euro per tre anni – aggiunge Mazzocca – cioè ipotecando il lavoro della nuova Giunta regionale che di lì a pochi mesi si insediò. In questi contratti erano previste verifiche solo del 5% dei ricoveri, non c’era il piano delle prestazioni ed insomma le cliniche producevano quello che volevano. Noi non potevamo disdire quei contratti, e decidemmo di agire sui controlli che passarono dal 5% al 50%: in un anno furono attivati 30 mila controlli su 59 mila ricoveri. Come raffronto basta dire che Chiodi nel 2010 su 39 mila ricoveri ha fatto 6 mila controlli».
Vi siete limitati ai controlli o c’è stato qualche intervento anche sulle tariffe e sul budget? «Ci furono anche tagli in questo settore e le cliniche Aiop e Angelini fecero ricorso, ma il Consiglio di stato ci ha dato ragione. Non so se la Giunta attuale si è attivata per recuperare quanto erogato in più. Dimenticavo: sostituimmo anche la Commissione di controllo (quella dove operava Cordoma) che aveva contestato in tutto 7 mila euro di sanzioni. Con la nuova commissione le contestazioni arrivarono a 20 milioni»
La Commissione ha chiesto lumi anche sul Piano di rientro dai debiti? «Si, ne abbiamo parlato – conclude Mazzocca – ho risposto che sono orgoglioso di averlo scritto e sottoscritto. E’ stato quello lo strumento che ha consentito all’Abruzzo di non essere più una regione canaglia. I meriti ora se li prendono altri e noto che si fanno convegni sull’argomento senza nemmeno invitarmi, io che l’ho scritto e firmato».
Sebastiano Calella