LO SCANDALO

Bufera su Lusi, «dottor Jekyl e Mister Hide»

Nessuno riesce a parlare con lui. La Finocchiaro lo contatta via email

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Luigi Lusi a Capistrello

Luigi Lusi a Capistrello

ROMA. E’ bufera sul senatore Luigi Lusi accusato di aver fatto sparire 13 milioni di euro della Margherita.

Soldi prelevati dalla cassa del partito e spesi a titolo personale per acquistare immobili, per consulenze alla moglie, per il suo studio legale. Nessuno si era mai accorto di niente, pare, prima che la Guardia di Finanza ricevesse una segnalazione della Banca d' Italia che indicava un' anomalia dietro l' acquisto del lussuoso appartamento romano.

Ma possibile che nessuno si fosse mai reso conto che dal conto del partito mancavano tutti questi milioni? Questa mattina su Il Giornale c’è la denuncia degli ex deputati Carra, Lusetti e Piscitello (ieri Margherita oggi Udc): i tre avevano presentato una memoria al tribunale civile di Roma contro l’associazione Dl Margherita «in cui si affronta», ricostruisce il quotidiano, «l’escamotage utilizzato per escluderli dall’assemblea federale convocata per prendere visione dei bilanci. La motivazione addotta da Lusi&Co in tribunale è stata che Lusetti e Carra non dovevano partecipare perché ormai erano da considerarsi ‘receduti’ dall’associazione in quanto lontani dal centrosinistra. Peccato», fa notare Il Giornale, «che anche Rutelli, con L’Api, si era posizionato al Centro ed era uno dei pochissimi a essere presente».

Il quotidiano La Stampa rivela, invece, che da due giorni (ovvero da quando è scoppiato lo scandalo) è diventato praticamente impossibile parlare con il senatore: «dove sia nessuno lo sa. Da 48 ore Lusi è diventato talmente introverso che di lui si sono perse le tracce. Per poter parlare con lui la presidente dei senatori Pd Anna Finocchiaro è dovuta ricorrere alla posta elettronica». E se nell’email la Finocchiaro ha chiesto a Lusi di dimettersi lui ha replicato: «no, grazie». Da qui poi il partito ha scelto autonomamente per l’espulsione dal gruppo che però, spiega sempre il giornale di Torino, «non può diventare subito operativa perché se Lusi opporrà le sue controdeduzioni dovrà esprimersi in via definitiva l’assemblea plenaria dei senatori».

Il parlamentare Roberto Giacchetti, invece, parla in una intervista al Corriere della Sera di Lusi come «Dottor Jekyll e Mister Hide». I due si conoscono da vent’anni «dai tempi di Rutelli sindaco di Roma». Giacchetti descrive Lusi come uno «duro, meticoloso, puntiglioso, integerrimo» e non riesce a capire come possa essere accaduto quello che è accaduto. Secondo Repubblica, che riporta alcune voci interne al Pd «questa storia non si ferma a Lusi». Sarebbe questo il vero «incubo» e «in molti cercano un avvocato» e Francesco Rutelli si difende al telefono: «co-intestatario del conto? Sì, una volta ho firmato un foglietto ed è finita lì. Mai fatto un bonifico, un assegno, un versamento. Faccio il politico non il ragioniere». «Lusi deve essere impazzito», dice invece Beppe Fioroni. «Io ho conosciuto un cerbero che non faceva debiti e teneva le finanze del partito in ordine».

Sempre Repubblica fa i conti in tasca alla Margherita e scopre che nell’arco del 2008, pochi mesi dopo essere confluita nel Pd, «ci sono spese elettorali e di propaganda per 10,5 milioni di euro. Poi ancora fatture per collaboratori e consulenze per 792 mila euro, il sito internet è costato 293 mila euro e un altro milione è stato speso per «viaggi, ristoranti, spese di rappresentanza». «Sono costi importanti», sottolinea Repubblica, «per un partito che ha appena cessato di esistere».