INCHIESTA CALIGOLA

Inchiesta Caligola, concessi i domiciliari a Quarta

17 giorni dietro le sbarre per il consulente di Ecosfera

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Inchiesta Caligola, concessi i domiciliari a Quarta
PESCARA. Il Tribunale dell'Aquila ha concesso gli arresti domiciliari a Lamberto Quarta.

L’ex braccio destro di Del Turco, arrestato il 16 gennaio scorso nell’ambito dell’operazione Caligola , torna a casa. Le esigenze cautelari nei suoi confronti si sono attenuate essendo stato interrotto il rapporto di collaborazione con Ecosfera. Non potrà uscire dalla propria abitazione e potrà incontrare solo le persone che vivono con lui.

A Quarta viene contestato il reato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione aggravata nonchè il falso in atti pubblici e l'occultamento di atto pubblico. Quarta è coinvolto nell'inchiesta della Procura della Repubblica dell'Aquila perchè consulente della società Ecosfera Gruppo spa con sede a Roma

Nei giorni scorsi sono stati disposti i domiciliari anche per Duilio Gruttadauria e la moglie Anna Teodoro dal momento che si sono dimessi e non ricoprono più cariche societarie in Ecosfera.

Oggi davanti al Riesame si discuterà invece della posizione di Vanna Andreola, dirigente regionale (già sospesa e sostituita) intorno alla quale ruota l’intera inchiesta, e il marito Michele Galdi, ritenuto il beneficiario delle tangenti sotto forma di consulenze sia con Ecosfera e Welfar Net. Al momento i due si trovano ai domiciliari, così come Mario Gay, vice presidente dell’Osservatorio interregionale cooperazione sviluppo (Oics) e Domenico Peca , amministratore della Welfar Net, società satellite della Ecosfera, arrestato solo nei giorni scorsi.

Proprio oggi Peca parlerà davanti al gip e potrà spiegare la propria posizione nel corso dell’interrogatorio di garanzia. La procura (procuratore Alfredo Rossini e pm Antonietta Picardi) sostiene (e il gip conferma firmando i domiciliari) che Peca abbia partecipato con «assoluta consapevolezza e chiara volontà al sodalizio criminoso» e che abbia tentato anche di far sparire documenti preziosi all’indagine. Ma la squadra Mobile condotta da Piefrancesco Muriana lo ha bloccato in tempo, nel parcheggio del Megalò, i primi giorni dell’anno, con una cartellina piena di documenti ritenuti interessanti.

L’unico indagato tornato in libertà e Troiano della Cyborg. Gli arresti domiciliari sono stati revocati dal gip Ferrari in quanto non ci sarebbero prove di un suo coinvolgimento. Ma la procura ha già presentato ricorso.