SANITA'

Sanità in Abruzzo secondo la Bocconi: «governance debole e squilibrata»

In un rapporto alcuni dati molto critici sull'attività del commissario Chiodi

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2820

Sanità in Abruzzo secondo la Bocconi: «governance debole e squilibrata»
ABRUZZO. Quanti hanno letto il Rapporto Oasi 2011 dell’università Bocconi (tanto cara ai politici abruzzesi) sull’aziendalizzazione della sanità in Italia?

La domanda provocatoria viene dal senatore Angelo Orlando, già presidente della Commissione Bilancio della Regione. Il Rapporto infatti parla anche dell’Abruzzo, nelle pagine in cui viene fatta un’analisi comparativa delle traiettorie evolutive dei “sistemi sanitari regionali”, una formulazione strana visto che il sistema sanitario è nazionale e dovrebbe assicurare a tutti lo stesso trattamento e la stessa assistenza. Secondo Orlando, accanto a leggerezze e valutazioni quantomeno ottimistiche, ci sono almeno due feroci giudizi «che forse Chiodi non ha letto, alle pagine 247 e 249».
Il primo giudizio negativo è che la governance tecnica, dirigista e accentrata è la conseguenza della debolezza politica che non ha saputo guidare un sistema sanitario multiforme.
«Cioè si è dimostrata arrendevole ai sistemi corporativi della sanità – spiega Orlando – e il Rapporto dice questo subito dopo aver constatato che la governance del sistema sanitario è debole e conflittuale e che non c’è equilibrio tra necessità e risorse finanziarie disponibili. Inoltre la carenza di azioni di programmazione e controllo ha determinato uno sviluppo disarmonico dei servizi sanitari e la necessità di riorganizzazione ha indotto le Asl ad azioni estemporanee. La seconda nota negativa è la constatazione che il Piano di rientro ha introdotto rigore, ma che Chiodi non applica questo rigore».
 Tra le criticità di questa governance, sempre secondo il Rapporto Oasi, ci sono poi «le difficoltà di concertazione e programmazione insieme alle tensioni nella gestione degli erogatori privati che il sistema deve risolvere. Inoltre l’obiettivo finanziario va legato anche all’equità distributiva».
 Ma la confusione, secondo Orlando, c’è soprattutto nell’applicazione del Piano di rientro, di cui vengono criticati i documenti contabili e la mancata conoscenza del verbale successivo al Tavolo tecnico romano, tenutosi a dicembre: «Il saldo 2011 della mobilità passiva, che si conosce da oltre sei mesi e che i consiglieri regionali hanno potuto leggere solo a fine dicembre in delibere di variazioni di bilancio, è negativo per 124.377.492,00 euro. Senza dire del modo di Chiodi di redigere i documenti finanziari: a pagina 51 del documento di programmazione della Regione, in una tabella dei debiti Asl sono indicati 200 milioni di euro non rintracciabili nei documenti di bilancio, per un mutuo che ora si dice non necessario».
s. c.