PESCARA.

Evasione Fiscale, il processo Spadaccini non parte

Contestata maxi evasione fiscale da 90 milioni di euro

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Giuseppe Spadaccini

Giuseppe Spadaccini

PESCARA. Un altro difetto di notifica e il processo Spadaccini non decolla.


Ieri mattina al Tribunale di Pescara nuovo stop a causa di un nuovo rinvio, sempre per difetto di notifica, dell'udienza preliminare che riguarda l'inchiesta della procura di Pescara su una maxi evasione fiscale internazionale da 90 milioni di euro. Il principale indagato è l’imprenditore Giuseppe Spadaccini, arrestato a ottobre del 2010. Il gup del tribunale di Pescara Gianluca Sarandrea ha accertato la mancanza della notifica dell'avviso di chiusura indagini a carico del commercialista Giacomo Obletter: la posizione dell'imputato è stata stralciata e sarà riunita al procedimento nel corso della prossima udienza fissata per il 10 aprile 2012.
Il legale dell'imprenditore Spadaccini, l'avvocato Antonio Valentini, depositerà una memoria per chiedere la revoca del provvedimento di sequestro preventivo di alcuni beni del suo assistito.
Secondo l'accusa, Spadaccini avrebbe promosso e organizzato, attraverso collaboratori italiani, una fitta rete di società italiane e portoghesi le quali, tra il 1999 e il 2008, avrebbero emesso e utilizzato fatture per operazioni inesistenti per 30 milioni di euro. Un giro vorticoso di danaro, con l'unico fine di sottrarre i ricavi delle società italiane al fisco, creando altresì fondi occulti all'estero. Nell'ambito dell'inchiesta “Flying money” risultano indagate in totale 24 persone e insieme a Spadaccini ne sono state arrestate altre 12. Si è proceduto inoltre al sequestro di immobili, quote societarie, uno yacht e saldi attivi su conti correnti, per quasi 12 milioni di euro.
Sequestri e voci su questa indagine andavano avanti da quasi due anni. Spadaccini in quel periodo diede anche le dimissioni da presidente del Cda della società Sorem. Un abbandono soltanto formale, sostengono gli inquirenti, perché invece di fatto il dominus sarebbe rimasto sempre lui, impartendo direttive e ordini ai suoi collaboratori e fiduciari .
Sempre dall'inchiesta è emerso che c'erano piloti senza previdenza e società in Irlanda, Lussemburgo, Panama.
Dopo lo scoppio dell'indagine la Protezione Civile ha rescisso il contratto con la Sorem società che nel 2003 aveva vinto un secondo appalto per la gestione dello spegnimento degli incendi boschivi. In questi mesi, in cui non sono mancate difficoltà per i piloti rimasti a terra , è stata esperita una nuova gara d'appalto (dopo un primo tentativo fallito) e il servizio è stato affidato alla spagnola Inear.
Sul fronte dell'inchiesta vera e propria, invece, a gennaio 2011 Spadaccini è uscito dal carcere .