LO SCANDALO

Luigi Lusi, soldi alla moglie e al suo studio legale. Bersani: «nessuno sconto»

Da Capistrello a Roma, l’ascesa dell’immobiliarista-penalista

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Bersani e Lusi

Bersani e Lusi

ROMA. 12.961.000 euro: è esattamente questa la cifra che è uscita dalle casse della Margherita ed è finita nelle tasche del senatore Luigi Lusi indagato per appropriazione indebita.


Un lavoro certosino quella della Finanza romana che ha ricostruito i movimenti del denaro. Il senatore ha ammesso le proprie responsabilità e dichiarato che è pronto a restituire ogni centesimo, anche se al momento ha a disposizione solo 5 milioni di euro. Restituirà il maltolto, in pratica, ma secondo i suoi tempi.
Ma che fine hanno fatto questi soldi? Secondo la ricostruzione della procura di Roma sono transitati dalla cassaforte della Margherita alla società Ttt Srl (si contano almeno 90 bonifici diversi), una società riconducibile al senatore. I soldi venivano trasferiti con la causale «pagamento di fatture per consulenze».
Da qui, poi, avrebbero preso strade diverse tramite bonifici bancari. Ci sono ad esempio 49 mila euro finiti direttamente nel conto personale dell’ex tesoriere, 1,9 milioni di euro sono stati utilizzati per l’acquisto di un appartamento in via Monserrato 24 a Roma, 272mila euro sono finiti alla Luigia Ltd, società canadese sempre riconducibile a Lusi, 60 mila euro allo studio legale Lusi (il suo), 119.000 euro allo studio di architettura canadese Giannone-Petricone. Si noti che Pina Petricone è la moglie italo canadese di Lusi. 5,1 milioni sono serviti per pagare le imposte mentre gli ultimi 4,6 milioni di euro sono stati versati in due tranches alla ‘Paradiso Immobiliare’ un'azienda canadese che si occupa di transazioni di stabili e appartamenti e parte di quei soldi sarebbero serviti per acquistare una villa a Genzano, ai Castelli Romani. La causale dei versamenti, però, è sempre la stessa: ‘consulenza’.
Il Pd oggi scarica tutte le responsabilità sul senatore e nessuno pare si fosse accorto di questi movimenti e della sparizione di circa 13 milioni di euro. Possibile? Il partito sostiene che Lusi «aveva interamente nelle sue mani il potere amministrativo». Il Tesoriere del Parito Democratico, il deputato Antonio Misiani, ha voluto precisare che «gli unici rapporti economici tra Pd e Margherita, che sono soggetti giuridicamente distinti, riguardano i pagamenti che il Pd effettua regolarmente ed esclusivamente per il subaffitto e per le spese di gestione della sede di via Sant’Andrea delle Fratte».
Intanto il presidente della Commissione nazionale di Garanzia del Pd, Luigi Berlinguer, ha convocato la Commissione per svolgere «tempestivamente» l’istruttoria sulla vicenda del senatore e verificare se risultano attendibili le informazioni apparse sui giornali. «Ove così fosse», si spiega in una nota, «la Commissione prenderà tutte le misure previste dallo Statuto e dal codice etico del Partito democratico». Il segretario Pierluigi Bersani si dice «indignato» e assicura che «non si faranno sconti a nessuno». Incredulo Francesco Rutelli: «siamo incazzati», assicura. 

LUSI E LA CRICCA ABRUZZESE
Nella scheda del Senato alla voce professione si legge “avvocato penalista”, “contratti d’affari”, “Real Estate” (settore immobiliare). Nell’ultimo rilevamento sui redditi dei senatori al suo nome corrispondeva la cifra di 320 mila euro. Lusi è nato a Roma ma i suoi genitori sono abruzzesi. Il fratello, Antonio, è attualmente il sindaco di Capistrello. Nonostante sia stato eletto in Liguria sono tante le iniziative promosse per il territorio, da quelle inerenti la soppressione dei tribunali nella marsica agli interventi a favore del cratere terremotato. Ma come ricostruisce il settimanale Panorama proprio Capistrello deve dire più volte grazie al fratello del primo cittadino: «il comunello (5 mila abitanti) in provincia dell’Aquila di cui la famiglia Lusi è originaria» ha ricevuto grazie alle battaglie in commissione Bilancio del Senato «275 mila euro per le scuole, 80 mila per la strada in frazione Pescocanale, 50 mila per il tetto della parrocchia,156 mila per la rete idrica delle frazioni… E non basta ancora: a rimettere in sesto i conti del comune», si legge ancora su Panorama, «il cui consiglio era stato sciolto nel 2009 per un buco di 2 milioni, ha pensato un nuovo emendamento alla Finanziaria: et voilà un bel contributo di 2 milioni tondi. Ma che vogliamo farci? A Capistrello il senatore non ha solo lasciato il cuore, ma anche un sacco di case, cantine, locali, terreni, in parte condivisi col fratello, la sorella e la madre, in parte acquistati e ristrutturati in proprio, con lavori che in paese ricordano come faraonici. Meno male che il terremoto del 2009 qui non ha fatto cadere neanche una tegola. Cosa che al mago dei contributi pubblici, Luigi Lusi, non ha impedito di far avere al paesello un bel po’ di soldi per rifarsi il look».
Sul sito del senatore abruzzese, dove campeggia una foto con il senatore Franco Marini, con Dario Franceschini e la parlamentare abruzzese Vittoria D’Incecco, spicca, tra i più letti, un suo intervento sulla «cricca abruzzese», così la chiamò.
Parlava degli arresti dell’estate del 2010 del ‘gruppo Stati’ e le commesse girate ad Abruzzo Engineering. Lusi non risparmiò critiche e commentava: «emerge invece un vero e proprio sistema corrotto della politica in Abruzzo: la sistematica “deviazione” nell’esercizio della funzione pubblica è innanzi gli occhi di tutti. I favori al privato-amico sistematicamente estesi a qualunque vicenda economicamente significativa nel territorio nel quale si opera».
E poi ancora: «le allusioni, rinvenibili nelle conversazioni telefoniche pubblicate sulla stampa, fra (diversi) esponenti politici regionali e locali, sembrerebbero confermare quel drammatico sono tutti uguali. In quella provincia il PD attende di celebrare un congresso provinciale che rinnovi una classe dirigente ormai troppo statica da almeno due decenni….».
Alessandra Lotti