LA CRISI

Confindustria: «legalità, etica e rispetto delle regole per far crescere l’Abruzzo»

«Stop a corruzione, privilegi, rapporti clientelari, logiche elettorali, burocrazia opprimente, incompetenza»

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Mauro Angelucci

Mauro Angelucci

ABRUZZO. La gravità della crisi che sta interessando l’economia mondiale è il motivo per cui Confindustria Abruzzo ritiene dover fare il punto sulla situazione.

L’associazione illustra le sue richieste e posizioni sulle iniziative da intraprendere per la crescita.
Per l’associazione se la crisi ha determinato un tale mutamento nell’economia e sulle conseguenti strategie da adottare, «non è più pensabile e ammissibile» che la politica, da parte sua, rimanga passiva e immutabile, «senza l’assunzione di nuovi atteggiamenti e percorsi orientati al fare, alla capacità di prendere decisioni, al superamento di particolarismi e interessi personali, alla costruzione di una visione strategica coraggiosa e di ampio respiro proiettata agli anni a venire».
In questa logica, Confindustria Abruzzo, rappresentata dal presidente Mauro Angelucci, intende affermare la sua volontà di voler dare ancora il suo contributo al Patto per lo Sviluppo: «se non raggiungerà gli obiettivi attesi il Patto è destinato a morire come naturale conseguenza».

«LEGALITÀ, ETICA, CERTEZZE E RISPETTO DELLE REGOLE»
Sono queste le parole chiave secondo Confindustria: «troppe volte la nostra regione ha conquistato la ribalta delle cronache giudiziarie per fatti legati a gestioni politiche o amministrative poco trasparenti o a rapporti illeciti tra economia e politica, minando la stessa reputazione e credibilità dell’Abruzzo a livello europeo».
Corruzione, privilegi, rapporti clientelari, logiche elettorali, burocrazia opprimente, incompetenza, cultura del “no a prescindere” e del rinvio delle scelte, «sono elementi di un mondo che non ci appartiene e non vogliamo più. Vogliamo e pretendiamo, invece», continua l’associazione, «un sistema orientato al bene collettivo rispetto ai particolarismi, all’efficienza e alla trasparenza nell’amministrazione della cosa pubblica, capace di generare e liberare risorse e competenze adeguate, dando spazio e riconoscimento al merito e all’innovazione. Pretendiamo un Territorio credibile, e competitivo, in grado di favorire l’espressione delle progettualità esistenti e , soprattutto, capace attrarre investimenti e risorse esogeni che da troppo tempo mancano in Abruzzo».
Legalità, certezza e rispetto delle regole sono da considerare per Confindustria alla stregua di infrastrutture immateriali di cui il territorio necessita. E su questi valori chiede tolleranza zero. 

RIFORME ISTITUZIONALI
Una prima necessaria riforma strutturale che Confindustria Abruzzo richiede investe quindi direttamente la politica e il sistema Istituzionale abruzzese con i suoi costi, diretti e indiretti. Si chiede una modifica statutaria che preveda la diminuzione dei Consiglieri Regionali, l’introduzione di una soglia minima del 6% per l’accesso dei partiti al Consiglio regionale e, soprattutto, la previsione di un Collegio Unico Regionale per superare i localismi, i particolarismi e il clientelismo che purtroppo da sempre hanno caratterizzato la gestione politica di questa regione.
Devono essere inoltre regolamentati i rapporti tra Governo regionale e Consiglio Regionale «affinchè i provvedimenti approvati dalla Giunta, magari con la condivisione delle parti sociali, non trovino più impedimenti e ritardi nell’approvazione dal parte dell’assemblea consiliare regionale, pur nel rispetto dei ruoli e delle rispettive autonomie e funzioni istituzionali». Non sono rari, infatti, gli esempi di provvedimenti, anche di estrema importanza, approvati dalla Giunta regionale con la condivisione delle Parti sociali e fermi inspiegabilmente da anni nelle Commissioni consiliari.

RIFORMA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA.
La burocrazia, unitamente alla politica, è avvertito come il maggiore ostacolo al fare impresa e allo sviluppo. «Le imprese sono soffocate dagli adempimenti, dai ritardi, dalle inefficienze della PA senza che vi sia nessuna norma sanzionatoria nei confronti degli uffici inadempienti o di previsioni risarcitorie per i cittadini e le imprese danneggiate». Non è più tollerabile e accettabile, sempre secondo Confindustria, «una PA costosa quanto inefficiente, che distorce di fatto le potenzialità competitive delle imprese e dei territori e che a fronte di costi ormai non più sostenibili non sono in grado di fornire servizi adeguati ai tempi e alle esigenze della collettività. Bisogna assolutamente snellire e semplificare l’apparato amministrativo accelerando la riorganizzazione, razionalizzazione ed efficientamento degli uffici pubblici, degli enti strumentali ed amministrativi regionali e locali -a cominciare dall’abolizione o all’accorpamento degli Enti locali».

LIBERALIZZAZIONI E PRIVATIZZAZIONI
Una ulteriore riforma strutturale è quella relativa all’effettiva liberalizzazione dei servizi pubblici locali con la reale applicazione ed osservanza dei principi di sussidiarietà orizzontale di libera concorrenza sanciti dall’UE. «Non sono più ammissibili servizi pubblici costosi ed inefficienti alimentati e sostenuti da rendite di posizione, da logiche e spartizioni partitiche e da gestioni clientelari». Obiettivo primario per Confindustria Abruzzo è garantire qualità ed efficienza a minor costo.
Confindustria chiede ancora misure a sostegno all’accesso al credito, lo sblocco dei crediti per ritardati pagamenti da parte della Pa e un provvedimento speciale per la ricostruzione che semplifichi e acceleri tutte le procedure post sisma. Ma anche un rapido utilizzo dei Fondi FESR, il riconoscimento immediato elle aree di crisi (Val Pescara, Val Vibrata, Valle Sinello, Valle Peligna), in aggiunta a quella dell’area del cratere sismico di L‘Aquila già riconosciuta con specifico provvedimento ministeriale