ABRUZZO

Anno giudiziario, L’Aquila strozzata dalle associazioni mafiose

Presentata la relazione annuale nel corso dell’inaugurazione del nuovo anno giudiziario

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Anno giudiziario, L’Aquila strozzata dalle associazioni mafiose
Sono aumentati in Abruzzo i reati di associazione di tipo mafioso. E questo per diretto effetto della ricostruzione aquilana post terremoto.


ABRUZZO. Sono aumentati in Abruzzo i reati di associazione di tipo mafioso. E questo per diretto effetto della ricostruzione aquilana post terremoto.
Il cantiere più grande d'Europa è quindi oggetto di interesse da parte di organizzazioni malavitose. Sono arrivate tutte qui in Abruzzo, ex isola felice, tra l’indifferenza delle istituzioni. L’ennesima certificazione arriva dalla relazione sull'amministrazione della giustizia nel distretto della Corte d'Appello dell'Aquila, presentata dal presidente vicario della Corte d'Appello, Augusto Pace, nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario presso l'auditorium della Scuola Ispettori della Guardia di Finanza di Coppito, all'Aquila. Non si può certo definire una sorpresa se è vero che non più di 6 ore dopo dalla scossa del 6 aprile le agenzie di stampa ‘battevano’ gli allarmi di più esponenti di alcune istituzioni che avvertivano del concreto pericolo di infiltrazioni malavitose. Detto. Fatto.
Nella sua relazione, il presidente vicario della Corte d'Appello ha lodato l'attività di monitoraggio, di alcuni settori economici più esposti a rischio di infiltrazioni criminali, da parte delle istituzioni preposte alla prevenzione e alla repressione delle infiltrazioni.
«Il modello d'azione», si legge ancora, «per prevenire le ingerenze della criminalità organizzata negli appalti per la ricostruzione post sismica (con speciale riguardo alle commesse per il risanamento dei centri storici a cura della Regione Abruzzo e delle autonomie locali), per investimenti di molti miliardi e un tempo misurabile in termini di non pochi anni, pur lasciando sostanzialmente invariati gli ordinari poteri e competenze antimafia, vede nella figura del prefetto dell'Aquila il nuovo e originale baricentro dell'azione di contrasto, risultandone rafforzata la funzione di coordinamento e di indirizzo rispetto alla rete dei diversi soggetti istituzionali coinvolti».
Il presidente vicario ha ricordato l’indagine della Procura della Repubblica dell'Aquila che ha portato all'arresto di quattro persone legate alla 'Ndrangheta, «che tentavano di ingerirsi proprio nei lavori commissionati dai privati con l'impiego dei fondi pubblici».
Gli avvocati dal canto loro hanno protestato contro le prossime liberalizzazioni ritenendo che le norme governative sulle liberalizzazioni «mortificano il ruolo dell'avvocato ». Lo ha detto il presidente del consiglio dell'ordine degli avvocati de L'Aquila, Antonello Carbonara, presente all'inaugurazione dell'anno giudiziario in rappresentanza degli avvocati abruzzesi, ha abbandonato l'aula in segno di protesta contro le ultime norme che hanno coinvolto la categoria nel pacchetto liberalizzazioni.
«Non possiamo mettere un banchetto per strada nel quale fare pubblicità, offrendo due cause al posto di una oppure promuoverci con insegne luminose installate fuori dai nostri studi - ha proseguito Carbonara -. Dobbiamo domandarci se questo é l'avvocato che si vuole al posto, invece, di un professionista che lavora con dignità e professionalità». L'abbandono dell'aula in segno di protesta da parte di Carbonara è stato accompagnato da una dichiarazione del presidente vicario della Corte d'Appello dell'Aquila, Augusto Pace, il quale ha sottolineato: «Non possiamo fare a meno che rammaricarci della decisione che priva quest'aula di una importante presenza».
Un’altra protesta ha segnato questa giornata, si tratta di quella all’esterno della caserma della guardia di finanza di Coppito dove uno sparuto gruppo in rappresentanza dei Radicali Italiani ha promosso un sit in. La protesta è inerente le condizioni dei detenuti «28 mila persone che stanno aspettando in carcere il momento del proprio giudizio». Recita un volantino da loro distribuito: «giustizia amnistia per la Repubblica, 28 mila cittadini in carcere in attesa di giudizio». Queste persone «non sono ancora state dichiarate colpevoli e la metà di loro verrà riconosciuta innocente», si legge ancora nel volantino, «68 mila detenuti sono ristretti in carceri che ne possono contenere appena 45 mila. L'Italia è al momento uno Stato illegale, non rispetta le sue stesse leggi e viola i diritti umani garantiti dalle convenzioni internazionali». «Per far ripartire la Giustizia, per eliminare la vergogna delle prescrizioni di massa - continua il volantino - i Radicali propongono una grande amnistia per la Repubblica, un'amnistia di diritto e non di classe, un'amnistia per riportare l'Italia a essere un Paese civile».