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Chiodi: «ho abbassato i costi della politica e abbasserò le tasse»

D’Alessandro (Pd): «monologhi patetici»

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Chiodi: «ho abbassato i costi della politica e abbasserò le tasse»
Vuole distinguersi tra tutti i presidente di Regione e annuncia che sarà l’unico in Italia ad abbassare le tasse.


ABRUZZO. Vuole distinguersi tra tutti i presidente di Regione e annuncia che sarà l’unico in Italia ad abbassare le tasse.
L’annuncio è stato fatto questa mattina nel corso della conferenza stampa convocata per fare il bilancio dell'attività del 2011 della Regione Abruzzo.
Un bilancio che per il presidente è positivo nonostante il generale momento di crisi. «La Regione Abruzzo ha ridotto il proprio indebitamento del 14 per cento circa, per un importo pari a 800 milioni di euro, cioe' un carico di cambiali di 1.600 miliardi di vecchie lire in meno che gli abruzzesi dovranno pagare in futuro, specie i giovani».
Tre anni, ha sottolineato il presidente, «la Regione aveva tre primati: era la più indebitata d'Italia, con la più alta tassazione e la prima ad essere commissariata sul fronte della sanità, e non era in grado di pagare i fornitori del sistema sanitario».

LE PROMESSE MANTENUTE
Tra le «promesse mantenute» il presidente ha parlato dell'abbattimento dei costi della politica, e in primo luogo ha citato l'eliminazione del vitalizio per i consiglieri regionali, con l'eliminazione di 250 poltrone in enti e agenzie, il taglio dei compensi ai componenti del Cda, la riduzione del numero dei dipendenti regionali (quelli in servizio sono passati da 1.323 a 1.208, mentre i dirigenti sono passati da 113 a 82, nel periodo 2008-2012), e la riduzione di tutta una serie di enti che gravitavano attorno alla Regione, compresa la riduzione dei Consorzi Fidi.

IL SUO STIPENDIO: 8.450 EURO AL MESE
Chiodi ha anche sottolineato che per quanto riguarda il personale dell'ente «si premia il merito» e sul fronte dei collaboratori esterni la spesa e' stata dimezzata, ed e' passata da 6 milioni 328mila euro a 3 milioni 276mila euro, dal 2008 al 2011. A proposito di stipendi Chiodi ha sottolineato che percepisce «zero euro» come commissario per la ricostruzione e la sanità e poi, citando l'articolo di oggi del Corriere della Sera, ha fatto notare che il suo stipendio ha subito il taglio piu' consistente tra quelli promossi dai presidenti di Regione. La retribuzione di Chiodi, comprensiva dei rimborsi, e' pari a 8.450 euro netti al mese, cioe' 5.394 euro in meno rispetto a quella del suo predecessore, Ottaviano Del Turco, di centrosinistra.

«LA RICOSTRUZIONE NON E' FERMA. CI VORRANNO 20 ANNI»
Si è passati poi alla ricostruzione aquilana: «migliaia di persone sono tornate a casa, dopo che le case sono state riaggiustate», e ha mostrato i dati ufficiali in suo possesso. Nel 2009, ha detto, 27.788 persone usufruivano del contributo di autonoma sistemazione, mentre oggi sono 11.777; 6.165 persone, poi, erano in albergo e oggi sono 382; e ancora 1.137 persone erano nelle caserme e oggi sono 177. Il 6 aprile 2009, questo il dato globale sull'assistenza alla popolazione, 67.459 persone erano senza casa, a gennaio 2012 33.439 persone sono rientrate a casa.
«Ci si possono mettere anche una ventina d'anni, ma L'Aquila si ricostruisce. Non c'è dubbio», ha detto ancora. «Ci vorrà molto tempo, con molte difficoltà e complessità. Quello che manca a L'Aquila è il clima sereno e una comunità che si stringe e questo è dovuto anche al susseguirsi di momenti elettorali, prima la Provincia e ora il Comune». Chiodi ha ammesso che la ricostruzione è «lenta, così come è necessario, purtroppo», ma non è ferma.

D’ALESSANDRO (PD): «MONOLOGHI PATETICI»
«Dopo tre anni consenta un confronto pubblico sulla verità dei suoi tre anni di mandato. Siamo stanchi dei suoi monologhi francamente orami patetici», commenta il capogruppo del Pd Camillo D’Alessandro
«Mi sembra che Chiodi sia affetto da una sindrome conosciuta in politica come la “sindrome dello scadente” nel senso che in prossimità della scadenza aumenta la sua autocelebrazione, quindi non è in grado di percepire la realtà . Per cui tutto sommato, anche essere ultimi tra i governatori italiani diventa per l’effetto dalla sindrome un dato positivo».
«Sfido il Presidente Chiodi di affermare ora, oggi», continua D’Alessandro, « che si ricandiderà e poi vedremo chi vincerà le prossime elezioni. Il suo oggetto di vanto, sarebbe ancora una volta la riduzione del debito della Regione, pari al 14%. Ci troviamo di fronte alla caricatura della realtà . Perché  la Regione Abruzzo in questi anni ha pagato rate di mutuo e rate di cartolarizzazioni che generano un’automatica riduzione del debito. Sul fronte del personale , egli non ha fatto altro che registrare un sua diminuzione dovuta in realtà a pensionamenti e non certo ad una riforma della macchina burocratica amministrativa, che resta un piccolo bisonte incapace della velocità che richiedono i tempi di oggi».