SANTA MARIA IMBARO

Mario Negri Sud lettera-sfogo dei dipendenti: «basta parole, vogliamo i fatti»

«Restrizione stipendi, perdite di opportunità». I dipendenti chiedono impegno

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Mario Negri Sud lettera-sfogo dei dipendenti: «basta parole, vogliamo i fatti»
L’ennesimo appello alle istituzioni. I dipendenti del Consorzio Mario Negri Sud tornano alla carica e si rivolgono a Provincia e Regione per chiedere «fatti, non più parole».


SANTA MARIA IMBARO. L’ennesimo appello alle istituzioni. I dipendenti del Consorzio Mario Negri Sud tornano alla carica e si rivolgono a Provincia e Regione per chiedere «fatti, non più parole».
Nella lettera-sfogo 28 dipendenti del settore ricerca, servizi ed amministrazione ripercorrono la storia dell’Ente dallo status giuridico agli impegni dei soci, alla sua trasformazione in fondazione, alle difficoltà. Un modo per fare chiarezza su un centro «che è fiore all’occhiello della Regione per la sua attività di ricerca e sviluppo».
«Pensiamo sia un nostro diritto e dovere», scrivono, «prendere la parola a nome di tutte le 200 e più persone con cui lavoriamo per le dichiarazioni cui non seguono fatti ma solo rimandi sospetti e richieste di nuove verifiche. Siamo costretti ormai da più di un anno a restrizioni delle retribuzioni, evitabili se gli impegni venissero mantenuti ed a perdite di opportunità e finanziamenti (è noto che per fruire dei fondi europei ci vuole una disponibilità di capitale di garanzia)».
Il consorzio Mario Negri Sud è un centro di ricerche farmacologiche e biomediche nato nel 1980 su iniziativa della Provincia di Chieti e dell’Istituto di ricerca “Mario Negri” di Milano. Dal 1987 ha avviato l’attività scientifica in Abruzzo, a Santa Maria Imbaro, e nel 2002 del Consorzio è entrato a far parte anche la Regione Abruzzo.
Fin dal 3.11.2010 i tre soci (Provincia di Chieti, Regione e Mario Negri di Milano) «per far fronte alla situazione di criticità dell’Ente», dicono i dipendenti, «hanno concordato lo stanziamento di un milione di euro da parte della Regione e la donazione da parte della Provincia dell’edificio in cui il consorzio operava. Contestualmente alla donazione si decide di trasformare il consorzio in fondazione, il 25. 10 .2011».
Il cambiamento di status e l’acquisizione dello stabile messole a disposizione dalla Provincia, avrebbe consentito all’Ente di fornire le necessarie garanzie alle banche per avere le anticipazioni di credito sui progetti di ricerca.
«Il Consorzio», continuano, «su richiesta della Provincia, ha redatto anche il paino industriale di sviluppo della fondazione con progetti, dati, stime economiche fino al 2013 e lo ha fatto fin dal 3.11.2011. Un piano che è stato riformulato nonostante la constatazione che la prima versione non era stata nemmeno letta da quelli che si sono sentiti in dovere di dire qualcosa per aiutare il consorzio. Ma ogni ritardo da parte di Provincia e Regione può rendere il paino impraticabile».
Il Centro è situato in un campus che comprende 8 edifici, su una superficie coperta di circa 18.000 mq ed è dotato di attrezzature scientifiche per un valore di circa 3 milioni di euro, quali: microscopi confocali, microscopio elettronico a scansione, citofluorimetro a flusso, spettrometri di massa. E’ una realtà, secondo i suoi dipendenti, «che aggiungerà ancora più valore solo se la Provincia e la Regione contribuiranno a mobilizzare risorse reali».