DIMISSIONI A SORPRESA

Gaetano Fontana si dimette? Colpo si scena sulla ricostruzione

Dimissioni improvvise «per le polemiche»

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Chiodi e Fontana

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L’AQUILA. Nelle ultime ore circola insistente la voce ed un mistero: le dimissioni dell’architetto Gaetano Fontana, capo della struttura tecnica di missione

L’AQUILA. Nelle ultime ore circola insistente la voce ed un mistero: le dimissioni dell’architetto Gaetano Fontana, capo della struttura tecnica di missione.
Singolare anche il fatto che non si capisca se le dimissioni le abbia date sul serio e già protocollate oppure le abbia solo minacciate  e annunciate. Gli esponenti politici, però,  hanno già iniziato a strombazzare e funestare la giornata di dichiarazioni pro e contro questa mossa e nelle prossime ore il turbinio ed il consueto disorientamento avranno la meglio.
Dal Comune de L’Aquila i capigruppo consiliari Vito Albano (Pd), Carlo Benedetti (Ci),  Pasquale Corriere (Gruppo misto), Adriano Durante (Udc), Angelo Mancini (Idv), Pierluigi Mancini (Api), Enrico Perilli (Rc), Salvatore Placidi (Udeur) e Giancarlo Vicini (Pse) hanno sottoscritto il documento relativo alle dimissioni di Gaetano Fontana. «Prendiamo atto delle notizia sulle dimissioni dell’Architetto Gaetano Fontana ritenendo che sia una scelta utile e giusta», dicono, «al di là degli aspetti personali e professionali, riteniamo che il Capo della Struttura Tecnica di Missione abbia preso atto del fallimento della sua azione, in particolare del grave ritardo dell’avvio della ricostruzione cosiddetta pesante, oltre che della eccessiva burocratizzazione e sovrastrutturazione per la ricostruzione dei centri storici. Ci sarebbero volute regole snelle e veloci e invece ci si è impantanati nella più assurda  delle ragnatele burocratiche».
Secondo i consiglieri di fronte a questo atto il commissario alla Ricostruzione Gianni Chiodi dovrebbe trarre analoghe decisioni dimettendosi  e «favorendo una transizione ad un nuovo ed efficace sistema di governance della fase post sisma tale da rimuovere la situazione di totale empasse e, soprattutto, di dispendiosa burocratizzazione che si sta traducendo in un inaccettabile ed inutile spreco di risorse, oltre che di vera e propria disperazione dei cittadini».
Lo stesso Fontana avrebbe fatto filtrare su alcuni organi di stampa il messaggio che la decisione sia maturata per il forte stress dovuto alle continue polemiche e la bagarre politica che spesso ingessa l’operato delle strutture impegnate nella ricostruzione. Insomma il messaggio sarebbe: «è impossibile lavorare in questo modo dunque me ne vado».
Nelle prossime ore potrebbe giungere anche un messaggio rassicurante del presidente –commissario Chiodi di elogio e di stima per l’operato di Fontana in questi anni durissimi per L’Aquila.
In mancanza di dichiarazioni ufficiali del diretto interessato tuttavia non vi sono certezze né sulle scelte né sulle motivazioni.
Certo potrebbe risultare singolare anche la coincidenza del fatto che da un paio di anni è in corso una inchiesta penale della magistratura aquilana che da qualche mese si starebbe dirigendo direttamente sul capoluogo funestato dal terremoto. L’inchiesta Caligola (che conta al momento 10 indagati) ha al centro l’operato della società romana Ecosfera con tutta una serie di addentellati in regione con esponenti della politica e dell’imprenditoria. Finora non si conosce l’interesse degli investigatori nello specifico degli appalti aquilani ma se si parla di Ecosfera  non si può non ricordare che il braccio destro di Fontana è Enrico Nigris già socio di Ecosfera al fianco dei Gruttadauria nell’ascesa della società grazie a commesse raccolte in tutta Italia ed in Abruzzo nelle amministrazioni pubbliche.
Inoltre nelle intercettazioni tra Gruttadauria e Quarta si fa spesso riferimento ad un certo “Gaetano” pezzo grosso del ministero e a qualcuno ha ricordato proprio Fontana  che del resto non ha mai smentito né di conoscere Gruttadauria né di aver avuto contatti con il mondo di Ecosfera.

STRUTTURA TECNICA MA DI QUALE MISSIONE?

Nella ordinanza che nomina Gianni Chiodi commissario per la ricostruzione si trovano anche le definizioni di “Struttura tecnica di missione” che è organismo di supporto per il Commissario delegato impegnato «nella definizione delle strategie di ricostruzione e rilancio dell'area colpita dagli eventi sismici della regione Abruzzo, adiuvandolo per le funzioni di sintesi e di coordinamento, nonché di garanzia della trasparenza e della conformità alla normativa vigente delle attività da svolgere in collaborazione con i diversi soggetti pubblici e privati che sono coinvolti nei processi propri della ricostruzione, nonché per fornire il necessario supporto tecnico-amministrativo ai soggetti istituzionali coinvolti».
In particolare, la Struttura tecnica di missione svolge funzioni di assistenza al Commissario per:  «la ricognizione delle risorse finanziarie complessive disponibili per la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma;   l'istruttoria di atti di programmazione delle risorse e di pianificazione degli interventi sul territorio;   l'istruttoria e proposta sul piano economico, giuridico e territoriale dei singoli progetti pubblici e dei progetti integrati di ambito;  la tracciabilità, monitoraggio e trasparenza degli interventi;   il monitoraggio dell'attuazione degli interventi, anche sotto il profilo finanziario e procedurale nonché individuazione delle criticità e delle relative soluzioni».
Insomma responsabilità enormi che impongono un alto tenore di vigilanza, occhi sempre aperti e nessuna distrazione.
C’è il sospetto (ancora dopo quasi tre anni), tuttavia, che la trasparenza sulla ricostruzione sia solo quella scritta nel sito del commissario e quella riproposta come un ritornello propagandistico mentre in realtà la nebbia sia più che fitta. La vera trasparenza è quella delle spiegazioni vere.

Si attendono quelle di Fontana e di Chiodi.