IL VIDEO. ABRUZZO

Protesta Tir, la polizia scorta gli autotrasportatori che non si fermano

Ieri l’ipotesi del blocco totale poi scartata

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Protesta Tir, la polizia scorta gli autotrasportatori che non si fermano
«Le maniere buone non servono, qui bisogna bloccare tutto»

CITTA’ SANT’ANGELO. «Le maniere buone non servono, qui bisogna bloccare tutto»
Si è rischiato grosso ieri quando intorno alle 13 si è diffusa la notizia di un blocco totale dell’uscita del casello dell’A14 di città Sant’Angelo. In mattinata si era fatto vedere anche il questore Passamonti, l’aria era abbastanza tranquilla, una cinquantina i tir fermi tra la piazzola davanti al casello e un’altra settantina di ‘bisonti’ nei pressi del ponte sul Saline e la stazione di servizio.
Poi l’annuncio, scivolato via radio e cellulari: previsto l’arrivo di una colonna di tir da Vasto, una trentina in tutto. In prossimità del casello di Città Sant’Angelo avrebbe spento i motori e mandato in tilt la circolazione. Il piano era organizzato poi si è deciso di glissare e continuare con la linea ‘morbida’. La stanchezza è forte così come l’esasperazione: «non si smuove niente». Ma gli autotrasportatori sono determinati. Il pericolo precettazione? «Noi andiamo avanti». 

I BLOCCHI
Al momento i presidi di protesta sono in corso nei pressi dell’A14 ai caselli di Pescara sud, Pescara Nord, Ortona, Roseto degli Abruzzi, Giulianova, Lanciano, Val Vibrata. Tir anche all’ingresso della A25 ai caselli di Aielli, Magliano dei Marsi, Pescina, Villanova, Chieti, Avezzano. Ieri per solidarietà agli autotrasportatori hanno confermato lo stato di agitazione anche le marinerie di Vasto, Ortona e Giulianova: hanno incrociato le braccia e non sono usciti in mare.

LE FABBRICHE E L’AGRICOLTURA
Con il passare dei giorni aumentano i disagi anche per le fabbriche dell’Abruzzo. La Sevel ha comunicato il fermo almeno fino a venerdì prossimo a causa del mancato arrivo di alcuni pezzi per poter continuare la produzione. Lo stabilimento di Atessa è quello che nella galassia Fiat in Italia produce piu' pezzi al giorno, circa 1.000 furgoni sui 4.200 pezzi complessivi che quotidianamente escono dalle fabbriche che fanno capo al Lingotto di Torino.
 La Honda si ferma invece da oggi, così come la Irma, Ergom automotive di Atessa, la Bimo di Atessa. All’Amadori di Mosciano è emergenza per i polli che potrebbero rimanere senza mangimi. Ma in queste ore soffre anche il comparto agroalimentare.
Secondo Coldiretti sono a rischio 50 milioni di euro di prodotti alimentari deperibili al giorno tra latte, fiori, frutta e verdura che quotidianamente lasciano le aziende agricole e le stalle per raggiungere i mercati e le industrie di trasformazione per poi arrivare sugli scaffali dei negozi e dei supermercati. Secondo Coldiretti ogni giorno viaggiano su camion e tir circa 525mila tonnellate di prodotti agricoli e alimentari dei quali poco meno del 10 per cento sono deperibili. «I produttori agricoli - sottolinea la Coldiretti - sono costretti a smaltire a proprie spese il prodotto che marcisce o a svenderlo mentre i consumatori sono costretti a fare i conti con gli scaffali dei supermercati vuoti e il rischio di effetti speculativi sui prezzi che cominciano a farsi sentire sugli ortaggi. Al danno economico immediato va aggiunta - continua la Coldiretti - la perdita di credibilità con la grande distribuzione europea pronta a sostituire il prodotto Made in Italy con quello proveniente da Paesi come la Spagna nell’ortofrutta o dall’Olanda per i fiori, diretti concorrenti della produzione Made in Italy. La situazione di difficoltà dell’economia è reale, a partire dal caro gasolio che è costato solo alle aziende agricole 400 milioni di euro in un anno, ma - conclude la Coldiretti - la crisi in queste condizioni rischia di aggravarsi e occorre far ripartire al più presto la circolazione».

IL COSPA SI UNISCE AGLI AUTOTRASPORTATORI
Intanto da Ofena il Cospa, l’associazione degli allevatori, si unisce agli autotrasportatori nella protesta e già da questa mattina i trattori inizieranno a muoversi per raggiungere i posti di blocco dei camionisti.
«La cosa che accomuna tutti è il fallimento della politica italiana, nonostante, i parlamentari fossero i più remunerati d’Europa», denuncia Dino Rossi, presidente dell’associazione. «Noi agricoltori non possiamo andare più avanti», denuncia Dino Rossi, «il gasolio è arrivato alle stelle i nostri prodotti vengono pagati sempre meno, grazie ad accordi presi dai governi precedenti, come il corridoio verde».
La manifestazione «si svolgerà in modo pacifico senza conseguenze per il traffico», assicura Rossi, «si arriva nei blocchi con i mezzi agricoli a distanza di due minuti l’uno dall’altro».

LA POLIZIA SCORTA I TIR
Al casello Val Di Sangro sono oltre un centinaio i tir fermi, lungo la stradale, anche questa mattina come si vede nel video di Pier Paolo Di Nenno pubblicato qui sotto. La circolazione è garantita e la polizia scorta i tir che vogliono riprendere la marcia. Si è registrata qualche tensione tra quelli che vogliono continuare la protesta e chi vuole rimettersi in viaggiare con tanto di taglio di pneumatici.  Gli autotrasportatori ammettono di essere molto stanchi: a tre giorni dall’inizio del blocco c’è difficoltà per mangiare e lavarsi.  In più oggi anche il freddo e la neve aumentano il malessere. Il presidio degli autotrasportatori è nell'area di servizio Thomas.