L’AQUILA.

Inchiesta Caligola, il gip:«non ci sono prove» e scarcera Troiano (Cyborg)

Battuta d'arresto per l'inchiesta Caligola. Pronto il ricorso del pm Picardi

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5358

Corrado Troiano

Corrado Troiano

Una ordinanza di poco più di 20 righe del gip fa vacillare l’inchiesta Caligola.


L’AQUILA. Una ordinanza di poco più di 20 righe del gip fa vacillare l’inchiesta Caligola.
Se il giudice per le indagini preliminari Marco Billi aveva confermato l’ipotesi accusatoria del pm Antonietta Picardi e firmato i sette arresti, adesso l’altro gip, Ferrari (che sostituisce Billi assente per problemi personali), -e non il tribunale del Riesame- ha disposto la libertà per Corrado Troiano, vertice della ditta Cyborg, e ha respinto la richiesta di interdizione dai pubblici uffici di Bernardo Notarangelo, Direttore dell’Area Organizzazione e Riforma e dirigente del Servizio Mediterraneo della Regione Puglia, anche lui coinvolto nell’indagine relativa all’aggiudicazione dell’appalto per il servizio di valutazione in itinere del Programma di cooperazione transfrontaliera Ipa Adriatico 2007-2013.
«Il dirigente pugliese non faceva parte della commissione di gara - ha spiegato l’avvocato Gaetano Castellaneta - E' stato indagato per un episodio che lo ha visto completamente estraneo e per un ruolo che non ha mai ricoperto». «Ringrazio la magistratura per aver fatto luce sulla vicenda – dichiara Notarangelo - e ancor più per la tempestività con la quale è stata pronunciata l'ordinanza di rigetto».
Quanto a Troiano, il gip Ferrari è netto e dice che: per quanto riguarda il reato fine della associazione a delinquere «gli indizi addebitati non risultano dotati di sufficiente gravità non emergendo la concreta partecipazione dell’indagato ad accordi diretti alla attuazione di illeciti ed irregolarità dirette all’alterazione della gara di appalto».
Non risultano inoltre nemmeno «indizi di idonea gravità che consentano di identificare e dimostrare la pattuizione o la dazione delle illecite remunerazioni da parte della Cyborg in favore di beneficiari della Andreola (la dirigente regionale e principale indagata».
Anche sulla contestazione della associazione a delinquere il gip è altrettanto chiaro fino ad essere ripetitivo: «gli indizi addebitati all’indagato non appaiono di idonea gravità» e «non emergono elementi sufficienti alla ricostruzione del programma associativo criminale di cui l’indagato sia consapevolmente partecipe». Infine «non sussistono elementi per ritenere che il Troiano abbia posto in essere condotte materiali inequivocabilmente preparatorie di attività illecite determinate». Per queste ragioni l’arresto è revocato.
Difficile interpretare in modo diverso una ordinanza tanto breve quanto dirompente per una inchiesta che va avanti da due anni e che ha prodotto già numerosi faldoni di prova, oltre ad informative di polizia di oltre 300 pagine poi culminate in una ordinanza di arresto di 150 pagine firmata dal gip Marco Billi. Con le 20 righe di Ferrari, invece, viene tutto cassato nell’arco di una giornata e gli indagati tirano un sospiro di sollievo. Il pm Antonietta Picardi probabilmente nei prossimi giorni presenterà ricorso al tribunale del Riesame che dovrà ristudiare le carte dell’indagine e valutare se il provvedimento in questione sia perfetto.
Difficile a questo punto inquadrare anche la conferma degli arresti già effettuati dal primo giudice, Billi, nei confronti di Andreola e Quarta, tra gli altri, che pure dopo aver ascoltato gli indagati ha confermato l’impianto accusatorio.
E’ ipotizzabile ora una serie di ricorsi al tribuanale del Riesame anche da parte di chi si è visto confermare le misure e sarà dunque il secondo grado a decretare se questa inchiesta debba andare avanti o se invece debba perdere pezzi. Con la mancanza di indizi di colpevolezza per Troiano tutta la parte dell’impianto accusatorio legato alla Cyborg potrebbe crollare e sfilacciarsi ma per ora è presto ipotizzare scenari.

CHE COSA DICE L’ORDINANZA SU TROIANO
Troiano è indagato, insieme a Gruttadauria (Ecosfera), Teodoro, Quarta, Andreola, Galdi per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione aggravata. Nel capo di imputazione si dice che «il grande capo di Cyborg» (così lo chiamava Andreola), insieme ai coniugi Gruttadauria avrebbero condizionato le procedure di gara di evidenza pubblica mediante la dazione corruttive costituite da contratti di consulenze o assunzioni clientelari (tra le quali una consulenza da 6 mila euro al mese per 9 mesi al marito della dirigente Andreola da parte delle società di Welfare Net di Gruttadauria). Il gip Billi rileva la presenza di Troiano anche al pranzo a Roma a tre con Andreola e Mario Gay nel corso del quale c’è la sostituzione della polizza fideiussoria sbagliata che avrebbe potuto compromettere la vittoria di Ecosfera per la gara Ipa Adriatico. Per quell’episodio Troiano non è indagato ma il gip rileva: «la consegna avviene in presenza di Troiano, circostanza dalla quale trova ulteriore conferma il fatto che lo stesso fosse al corrente di tutto. Del resto la Cyborg s.r.l, come visto, era interessata in parallelo all’altro aspetto della vicenda corruttiva in esame. Dall’altro lato l’incontro era finalizzato anche a presentare e mettere in contatto diretto Mario Gay e Corrado Troiano per le future attività, sempre attraverso l’intermediazione di Andreola che aveva il marito che prestava la sua collaborazione per la Cyborg»