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Vasto, il caso La Rana approda in Parlamento. Toto (Fli) interroga il Ministro della Giustizia

Richieste iniziative ispettive sul caso

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Vasto, il caso La Rana approda in Parlamento. Toto (Fli) interroga il Ministro della Giustizia
La vicenda giudiziaria del magistrato vastese Antonio La Rana diventa parte della interrogazione parlamentare di Daniele Toto (Futuro e libertà).


VASTO. La vicenda giudiziaria del magistrato vastese Antonio La Rana diventa parte della interrogazione parlamentare di Daniele Toto (Futuro e libertà).
Il politico abruzzese ripercorrendo le fasi giudiziaria del procedimento a carico di La Rana, (il magistrato vastese accusato di trenta reati tra cui calunnia, favoreggiamento, falsa testimonianza e rivelazione di segreti d'ufficio e assolto da tutte le accuse dai tribunali di Bari e Vasto), chiede al Ministro della Giustizia iniziative ispettive sul caso.
Tra i punti che Toto evidenzia ci sarebbe l’atteggiamento «colpevolista da parte dei giudici durante le indagini».
«Per quindici dei reati contestati », dice Toto, «è stata chiesta l'archiviazione, ma non al giudice per le indagini preliminari, giudice naturale indicato dal codice di rito, bensì al giudice dell'udienza preliminare. Lo scopo appare, evidentemente, quello di utilizzare tutta la mole delle imputazioni per indurre a un convincimento colpevolista il giudice dell'udienza preliminare di Bari».
Poi, il politico, pone l’accento su alcuni aspetti poco chiari della vicenda come il falso verbale contro La Rana riscontrato dai carabinieri «per il quale è stata avviata un'indagine non volta a individuare gli autori del falso verbale ma contro i due carabinieri che avevano riscontrata la falsità dell'atto e contro lo stesso dottor La Rana».
La vicenda del magistrato vastese prende le mosse nel 2003. Nel giugno del 2002, La Rana presta servizio presso la Procura Generale di Campobasso. Un anno dopo, nel 2003 il magistrato viene indagato, insieme ad altri undici, per la nota vicenda degli “ombreggi” (concessioni balneari rilasciate per una sola stagione, dalla Regione Abruzzo, a oltre cento persone, tra le quali anche familiari del magistrato).
Secondo La Rana i suoi accusatori (politici vastesi che erano stati da lui indagati quando svolgeva le funzioni di sostituto procuratore della Repubblica di Vasto) inscenarono tutto per creare una incompatibilità ambientale ed impedirgli un ritorno, in qualità di Procuratore della Repubblica, presso gli uffici giudiziari di Vasto. Tra le accuse rivoltegli dall’abuso di ufficio alla tentata concussione. Il procedimento viene trattato dall’Autorità giudiziaria di Bari, competente a decidere sui magistrati in servizio nel distretto Molisano, dove La Rana lavorava dal 2002.
Le indagini durano fino al giugno del 2006, data in cui il Pubblico Ministero di Bari richiede l’archiviazione per quindici episodi, tra i quali anche la vicenda “ombreggi”, ed il rinvio a giudizio di La Rana insieme agli altri undici imputati, per le altre quindici ipotesi di reato. Nel dicembre del 2008, il giudice dell’udienza preliminare di Bari dispone il rinvio a giudizio di tutti gli imputati. Iniziato il processo, il tribunale di Bari riconosce la competenza territoriale dell’ Autorità giudiziaria di Vasto per sei reati e trasmette gli atti al Procuratore della Repubblica di detta città. All’udienza del primo luglio 2011, il Tribunale di Bari assolve La Rana da tutti i reati per insussistenza dei fatti. Sentenza diventata definitiva il 15 novembre 2011. Per gli altri sei fatti (che andavano dal favoreggiamento personale, al concorso in rivelazione di segreti di ufficio, all’accesso abusivo al sistema informatico e alla calunnia) di competenze dell’ autorità giudiziaria di Vasto sarà il giudice dell’udienza preliminare di Vasto, con sentenza dello scorso 22 novembre, ad assolvere La Rana per insussistenza dei fatti.