TERAMO

«Cricchette», porte in faccia e l’«anomalia Teramo», minacce di querele e offese in tv

In un dibattito tv veleni e dubbi su decine di operazioni delle amministrazioni teramane

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5044

Un momento della trasmissione

Un momento della trasmissione

L’«anomalia Teramo», come la definisce il consigliere regionale dell’idv, Carlo Costantini, al centro di un acceso scontro, prima sui giornali e poi negli studi di una trasmissione televisiva del canale teramano Teleponte.

TERAMO. L’«anomalia Teramo», come la definisce il consigliere regionale dell’idv, Carlo Costantini, al centro di un acceso scontro, prima sui giornali e poi negli studi di una trasmissione televisiva del canale teramano Teleponte.
Da un lato Costantini e Claudio Ruffini (Pd), dall’altro il senatore del Pdl Paolo Tancredi e il presidente della provincia Valter Caterra. In mezzo l’«anomalia Teramo», come la definisce Costantini, e i problemi di Teramo Lavoro e Team.  Costantini si chiede perché se a Montesilvano si proroga l’appalto dei rifiuti alla società mista, il sindaco finisce sotto inchiesta, mentre se lo stesso accade a Teramo, «il sindaco va in televisione per vantarsene».
Perché, si domanda sempre il consigliere regionale, «se in Italia un ente pubblico affida un servizio senza metterlo a gara, la Corte dei Conti pretende dall’amministratore pubblico il risarcimento del danno erariale, mentre se a Teramo alla società mista costituita per i rifiuti si affida senza gara la gestione dei cimiteri, dei servizi museali, la gestione dell’auditorium e non so quanto altro ancora, per un valore di decine di milioni di euro sottratti al mercato ed alla concorrenza, va tutto bene ed è tutto regolare».
E ancora: «perché se a Pescara l’Aca S.p.a. assume personale senza seguire scrupolosamente le procedure di evidenza pubblica previste dalla legge per l’assunzione di personale da parte degli enti pubblici, i responsabili finiscono rinviati a giudizio, mentre se a Teramo, la S.r.l. Teramo Lavoro assume, senza rispettare le medesime procedure, un giovane esponente del Pdl, la ex segretaria di un parlamentare, la nipote di un consigliere provinciale, la figlia di un primario vicina al sindaco di Teramo e tanto altro ancora, non solo è tutto regolare, ma nessuno può neppure permettersi anche solo di ipotizzare che si tratti di “raccomandati”».
Perché se in Italia l’amministratore di una società pubblica «non può assumere nessuno senza concorso, a Teramo si arriva al punto che si autoassume, che assume se stesso; se il Comune di Marano di Napoli, ricevuta l’informativa antimafia dalla Prefettura di Venezia, ha immediatamente risolto il contratto di appalto con il partner privato di Team (delibera della Giunta Municipale di Marano n. 146 del 22 ott. 2010), a Teramo, ricevuta la stessa informativa, nessuno ha mosso un dito, almeno fino all’intervento dell’autorità giudiziaria. Perché?»
 Per il Pdl Costantini parla così di una «magistratura connivente». E il consigliere smentisce: «io registro i fatti»

TANCREDI: «AL RUZZO TUTTI RACCOMANDATI»
Per il senatore del Pdl Paolo Tancredi se Costantini sa qualcosa di rilevante penalmente «è bene che vada a denunciarlo ai magistrati». «Al Ruzzo», ha detto il senatore, «si faceva più o meno quello che si faceva all’Aca: si facevano entrare le persone, posti a tempo determinato poi trasformati in indeterminati. Tutti sono stati assunti così».
«E’ vietato», ha ribattuto Costantino. «Bene, rivolgiti alla magistratura e a chi ci stava prima», ha chiuso il senatore.

TERAMO LAVORO
Poi si è passati a Teramo Lavoro dove c’è una inchiesta in corso.
«Su Teramo Lavoro», ha detto il presidente della Provincia Valter Catarra, «avevo scelto di avere un comportamento istituzionale, avevo scelto di non andare sulla stampa a smentire continuamente le stupidate che saltano fuori e scelto di affrontare la questione nel corso del Consiglio provinciale o se fossi stato chiamato dalla magistratura avrei parlato con i giudici perché se si sta indagando è bene che lo si faccia. Finalmente verranno a galla tante castronerie».
Per Catarra avvicinare Teramo Lavoro con i fatti contestati all’Aca è «assolutamente inesatto, è falso». «Non c’è stata nessuna assunzione senza selezione come da legge», ha garantito Catarra. «E’ stato istituito l’ufficio per controllo analogo che ha dato l’ok e certificato che ‘non sussistono elementi di dubbio’ su selezione e ‘non risultano operazioni non riconoscibili’». «Ci sono degli esposti?», ha chiesto Catarra. «Forse abbiamo rotto uno status quo? La procura indaga e qualcuno ci rimetterà le penne».

«VI DOVETE CALMARE»
«Ragazzi dovete un attimo calmarvi», ha chiesto il consigliere Costantini. «Tu mi hai detto che devo andare in galera», ha replicato Tancredi stizzito. «Io? Ma per favore», ha ribattuto Costantini. «Più o meno…», ha continuato il senatore. Tancredi e Catarra hanno poi chiesto a Ruffini, oggi consigliere regionale del Pd ma ex presidente della Provincia di Teramo prima di D’Agostino, di spiegare come venissero selezionati i dipendenti.
Proprio Ruffini ha spiegato che grazie al soldi del Fondo sociale europeo si permetteva alla Provincia di implementare l’ufficio centro per l’impiego e prima del 2000 vennero selezionate 40 persone. Un reclutamento «con evidenza pubblica». Tutto regolare, insomma, fino agli ultimi tempi quando, sempre secondo il consigliere del Pd, ci sarebbe stato un incremento del personale, chiamato «per fare dell’altro, sono dipendenti che non stanno ai centri per l’impiego, ma destinati ad altre mansioni e dunque non possono essere utilizzati soldi del fondo europeo».
Ma per Catarra questa ricostruzione sta «fuori dalla grazia di dio, non si deve parlare di cose che non si conoscono. Io ho trovato 98 persone e almeno 30 facevano altro e con altre modalità. Sono state confermate tutte da me, tramite accordi sindacali». Oggi i lavoratori di Teramo Lavoro sono passati da 96 a 110: «bisogna dire le cose come stanno», ha esortato Catarra, «altrimenti la procura si muove, poi finisce tutto in una bolla di sapone ma intanto si è mosso un carrozzone mediatico e politico che fa spavento».

«10 -15 RACCOMANDATI»
Ma Costantini non ha mollato la presa e sostenuto che ci sarebbero 10-15 «raccomandati imbucati in Teramo lavoro». Non persone qualunque ma che avrebbero «rapporti di vicinanza con questo o quell’altro politico. Non faccio nomi ma espongo il mio punto di vista di chi vede queste cose dal di fuori».
Secondo Costantini starebbe passando il messaggio «chi non fa parte della cricchetta non ha alcuna opportunità. Ho le prove del fatto che ulteriori assunti non sono stati assunti con procedure di legge. La legge del 2004 prevede che le assunzioni delle società in house seguano le stesse procedure per un ente. Per una parte non state rispettate. Io non dico che si deve arrestare nessuno. Limitiamoci ad analizzare i fatti».

«LA TEAM GRIDA VENDETTA»
La vicenda Team «grida vendetta», ha poi virato Costantini. «Ti dovremmo denunciare», ha replicato Tancredi. «anzi qualcuno ti sta già denunciando».
«E’ illegale la proroga se nel contratto c’è una scadenza, è illegale l’estensione di servizi che non ci azzeccano nulla con servizi messi a gara. Lo ha detto l’Antitrust, è l’abc. Qui la situazione è preoccupante, c’è una perdurante violazione, una sostanziale impunità e assenza di indignazione. Si prenda atto, e lo dicono anche alla mia parte politica, che le regole del gioco devono essere rispettate».
Ma per Tancredi la storia della Team è in ordine e certificata con l’ok dell’ufficio legale del Comune che «ci ha messo la firma».
Sull’opportunità politica il senatore ha ammesso che c’è spazio per ragionare: «quando ho conosciuto il socio privato della Team mi sono messo le mani nei pochi capelli che ho», ha ammesso. «Ero molto preoccupato. Ma qui c’è un senso etico e giacobinismo generale... sapevamo dell’ inchieste su Gavioli... è che facevamo? Il sindaco Brucchi era pressato da qualcuno che diceva di togliere la convenzione. Io gli ho consigliato di informarsi bene….anche se c’è una inchiesta non è che uno perde i diritti civili. Il Comune davanti ad un contenzioso avrebbe difficilmente vinto. Politicamente», ha proseguito Tancredi, «avremmo dovuto interrompere il rapporto con Teramo Ambiente, non con Gavioli, ma avremmo deperito il patrimonio del comune e messo nell’ incertezza i dipendenti. Cosa avremmo dovuto fare?»
Tancredi ha poi ricordato che la Team ha partecipato ad una gara a Termoli. «Disse all’amministratore delegato Cardarella che non avrebbero potuto vincere né partecipare perché erano già società in house altrove. Invece hanno vinto e dopo il ricorso delle due perdenti il tribunale ha confermato la vittoria. Non sono cose che competono a noi queste. Davanti a parere legale noi avremmo dovuto così… annullare tutto, ….perchè c’è chi dice che Gavioli è un mafioso e un ladro?»

I RACCOMANDATI
Sui dipendenti della Provincia il presidente Catarra non ha lesinato critiche: «su 380 ce ne sono almeno 340 raccomandati di ferro. Io non ne ho messo nemmeno uno».
E in chiusura i toni si sono nuovamente accesi. Catarra: «Costantini dice delle corbellerie. O non sa ci che parla e quindi è ignorante o mente e dunque è un bugiardo. Ha addirittura sostenuto che la Procura è connivente».
Costantini: «questo è un fiume di offese». Tancredi: «stai facendo campagna elettorale in modo becero. Se Costantini ha notizie diverse può andare alla procura». Costantini: «ragazzi io non sto qui a fare la stazione dei carabinieri». Tancredi. «ti informo che sull’Ater qualcuno ti ha già querelato». Costantini: «querelatemi tutti».