PrimaDaNoi.it informa, il vicecommissario Cicchetti chiede 250mila euro per danni

Le storie parallele della ricostruzione de L'Aquila e la reazione dei potenti

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Antonio Cicchetti

Antonio Cicchetti

ABRUZZO. Se la prima diffida-intimazione poteva essere una mossa poco riflessiva, la citazione per diffamazione da 250mila euro del vicecommissario alla ricostruzione è un atto ben meditato.

ABRUZZO. Se la prima diffida-intimazione poteva essere una mossa poco riflessiva, la citazione per diffamazione da 250mila euro del vicecommissario alla ricostruzione è un atto ben meditato.

Una spiacevole e offensiva diffida era già arrivata mesi fa dandovene prontamente conto.
In realtà abbiamo sperato che il buon senso potesse prevalere insieme a ragioni di opportunità, invece il vicecommissario alla ricostruzione Antonio Cicchetti ha deciso di essere controparte di un quotidiano che nemmeno i nostri più acerrimi nemici riescono a dire schierato, di parte, non autorevole, denigratorio.
Dunque da una parte c’è un giornale che tra mille sforzi deve schivare e difendersi dagli attacchi dei potenti, dagli sgambetti delle istituzioni, dalle liste di proscrizione che mette all’angolo questo quotidiano e, dall’altra, amministratori pubblici che  non sopportano che si raccontino fatti, figuriamoci se possono tollerare eventuali critiche che nel nostro caso sono sempre sfumate e legate strettamente a fatti veri. Purtroppo criticare è ancora legittimo.
La citazione per danni di Antonio Cicchetti arriva in un momento particolare della ricostruzione post terremoto (3 anni sono passati…) e per fortuna gli Aquilani stanno capendo pian piano che i loro problemi non saranno risolti a breve, che molti problemi hanno rallentato la ricostruzione, che la politica contrapposta ha peggiorato le cose, che persino a detta degli stessi vertici commissariali (Chiodi e persino Cicchetti) hanno ammesso qualche errore e lentezza. Nelle querele che riceviamo i ritornelli sono sempre gli stessi: "intento diffamatorio", "volontà persecutoria" e frasi simili ma nessuno spiega perchè mai avremmo interesse  a diffamare e la volontà persecutoria sarebbe il mezzo per ottenere quale fine. Non regge, non ha mai retto e non reggerà più sostenere simili teorie ed iltempo dirà. 
Gli aquilani dopo il terremoto stanno scoprendo l’amaro di una realtà nella quale sono piombati, possono tranquillamente capire dove sta la verità dei fatti, chi diffami, chi faccia campagne denigratorie e chi offenda l’onore di personaggi illustri che sono pur sempre personaggi pubblici e per la carica che rivestono devono sottostare al controllo della gente.
Tra le tante cose Cicchetti, supportato dal suo legale romano, contesta il fatto che parlando delle sue direttive abbiamo detto che sono state poco gradite dalla popolazione. Ttra l’altro anche dopo l’ultima direttiva di pochissimi giorni fa non abbiamo registrato grandi salti di gioia dei cittadini.
Ci viene contestato anche il fatto di aver ricordato che la nomina di Cicchetti era stata accompagnata da polemiche legate ad una vicenda giudiziaria (la Perdonanza) che ad alcune forze politiche fece parlare di «inopportunità». Ne hanno parlato tutti e tutti lo hanno detto ma se a dirlo siamo noi allora diffamiamo. Forse il problema era aver pubblicato entrambe le sentenze integralmente così da dare modo a tutti di capire di cosa si parlava? Forse il problema è l’informazione stessa, il fatto che esista qualcuno che non ha paura della verità e non si inchina davanti ai potenti? 
C’è chi dice che in fondo tutto questo ce lo meritiamo: hanno ragione. Ma tutto questo succede perché c’è gente che vuole fare soltanto il proprio mestiere e l’anomalia non siamo noi.
L’operazione del vicecommissario Cicchetti però è particolarmente sgradita e ci offende perché lavoriamo tra mille sacrifici, rischiamo in proprio con onestà e trasparenza cercando di lanciare messaggi a chi governa, messaggi che cadono inevitabilmente nel vuoto.
L’idea che ci siamo fatta è chiara e siccome è ancora legittimo (forse) poter dire la propria opinione la diciamo: il momento è particolarmente delicato e sulla ricostruzione si sono agitati interessi e dinamiche che si intuiscono ma che sono oscure alla gente. Quello che la gente vede è il risultato finale, è solo la parte emersa dell’iceberg. Ebbene figure istituzionali come il  vicecommissario Antonio Cicchetti e lo stesso commissario Gianni Chiodi invece di sfruttare il nostro lavoro e le informazioni che diffondiamo, invece di supportare la nostra battaglia per la legalità e la trasparenza si pongono loro stessi  come antagonisti e cercano di distruggere e ammutolire la nostra voce.
Ne prendiamo atto e siamo sicuri che molte persone lo faranno con noi. Pian piano, ma lo faranno.
Per quanto riguarda il merito della questione crediamo che sia inutile e riduttivo dimostrare che tutto quello che abbiamo scritto è vero (tra l’altro si tratta di notizie riprese dal Corriere della Sera) poiché il reale obiettivo di questa -come altre citazioni di altri soggetti- non è quello di arricchirsi chiedendo cifre che non abbiamo mai visto ma offendere, intimidire e stroncare persone oneste come noi che amano questa terra e vorrebbero vederla libera da ingiustizie.

Chi vuole sapere cosa abbiamo scritto di così offensivo su Cicchetti può comunque leggere qui dove ne abbiamo già parlato.

a.b.