Squadra Mobile all’Arit: sequestrati documenti della «gara truccata»

Affidamento in somma urgenza: «è una decisione politica»

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Corrado Troiano
PESCARA. Poca sorpresa negli uffici dell’Arit questa mattina quando si sono presentati gli uomini della Squadra Mobile di Pescara con un mandato di perquisizione.


PESCARA. Poca sorpresa negli uffici dell’Arit questa mattina quando si sono presentati gli uomini della Squadra Mobile di Pescara con un mandato di perquisizione.
L’inchiesta è quella denominata Caligola che sta squarciando il velo sugli appalti e sulle presunte tangenti disegnando un intreccio di interessi trasversali, si direbbe un sistema gelatinoso, che dalla costa arriva fin nell’interno, da pochi anni più ricco e appetitoso per la ricostruzione post terremoto.
Gli uomini coordinati da Pierfrancesco Muriana sono andati a colpo sicuro ed hanno richiesto tutta la documentazione inerente una precisa gara di appalto che ha visto come vincitore la ditta Cyborg di Corrado Troiano (anche lui arrestato lunedì mattina).
Si tratta della gara per l’adattamento del software già in possesso della Regione Abruzzo e che andava adeguato per la gestione anche del Por Fers, denominato “Sistema informativo per la gestione dei progetti e monitoraggio unitario”
Con una delibera del 3 agosto 2011 l’Arit presieduta da Carlo Greco aveva nominato le commissioni amministrative e tecniche tra i quali figurano il dirigente amministrativo Arit, Lucia Grosso e alcuni dipendenti.
Nella delibera Arit si parla esplicitamente di «anomalia sospetta sia dell’offerta tecnica che economica presentata dalla Cyborg», unica ditta ad aver risposto all’appello dell’Arit nonostante il fatto che ad essere chiamate siano state altre 19 ditte.
Una anomalia che ha fatto subito scattare i chiarimenti chiesti come legge impone da parte dell’Arit. Due giorni dopo la ditta fornisce tutte le spiegazioni che convincono senza indugi l’Arit che le anomalie tali non sono e così il responsabile del procedimento sancisce la «fondatezza delle giustificazioni addotte».
Dunque gara aggiudicata per importo di 95.400 euro, e svolta in pieno solleone e con la procedura di somma urgenza.
Questi i fatti che emergono spulciando alcuni dei documenti che probabilmente sono stati prelevati oggi dagli investigatori. Ma c’è molto di più e sono cose che la Procura de L’Aquila conosce bene e da tempo.
Il sospetto che la gara sia stata truccata emergerebbe da molti indizi: la somma urgenza sarebbe sospetta e potrebbe aver indotto l’ente a fare le cose

lascia stare Valerio perché è una questione politica

rapidamente così da mettere fuori gioco le atre 19 ditte che per ragioni al momento ignote non hanno voluto o potuto partecipare. C’è da dire che le richieste del capitolato tecnico erano molto specifiche e forse riuscire ad approntare una offerta in pochi giorni non era cosa semplice.
Non così invece per la Cyborg che invece potrebbe aver conosciuto informazioni in anticipo per il fatto che la vittoria di questa ditta onnipresente nel campo dell’informatica nelle pubbliche amministrazioni era stato decido a livello politico.
Qualche mese prima alcune intercettazioni hanno messo sull’avviso i poliziotti che ascoltavano e che hanno poi potuto effettivamente verificare in tempo reale l’aggiudicazione.
La vittoria di Cyborg sarebbe stata spinta dalla dirigente regionale al centro della inchiesta, Giovanna Andreola, la procura non ha dubbi.
Che ci fosse una «anomalia» nella assegnazione del bando se ne erano accorti anche Paola Angelozzi (Sercam, una delle società che gravita nel grippo Ecosfera) e Valerio Nicolatti Altimari (Sercam): i due in una telefonata intercettata parlano di come l’indirizzo del comitato in merito alla riunione prevista per definire l’aggiudicazione fosse quella di avvantaggiare la Cyborg sebbene tutti si fossero accorti che la struttura tecnica della società non avesse adempiuto al meglio al proprio lavoro ed aveva presentato una relazione «stringata».
Angelozzi e Altimari pensano anche che la loro presenza alla riunione avrebbe potuto creare «situazioni imbarazzanti» perché era talmente palese l’intenzione «politica di avvantaggiare la ditta» che la presenza di tecnici competenti nella materia avrebbe potuto mettere in difficoltà gli altri.
Angelozzi infatti dice al telefono: «senti, adesso ti giro la documentazione che mi ha girato Antonio Mancini… praticamente la nuova relazione… il nuovo preventivo di…. Cyborg…. E la relazione invece che … verrà presentata lunedì in quella riunione…Come vedrai nella relazione… la parte relativa a Cyborg… quindi la proposta presentata… c’è scritto in relazione alla assistenza tecnica… ma non è … non è così… insomma è abbastanza strin… stringata… abbastanza… rispetto al resto… e non è stata per niente … esplosa»

20 ditte invitate, risponde solo la Cyborg di Corrado Troiano

Altimari: «e questa qui di Cyborg… »
Angelozzi: «esatto sì già questo ti fa capire qual è l’indirizzo del comitato…»
Altimari: «e noi che dobbiamo fare?»
Angelozzi: «no.. no.. no.. no… ho parlato con Anna e gli ho chiesto… e le ho detto non ho ancora sentito Valerio… gli devo dare conferma se deve venire o meno e lei mi ha detto… lascia stare Valerio che è una questione politica vista la situazione… visto come stanno le cose… evitiamo… quindi ti chiamo per dirti che sei libero da questa incombenza»
Altimari: «sono libero da questa incombenza che significa?... non devo fare niente?...»
Angelozzi: «significa che la tua partecipazione lunedì non è richiesta»
Altimari: «ah, non è… questa sì che è una grande notizia… oddio non è grande mi dispiace perchè è poi mi… però… appunto effettivamente e poiché ci stanno un po’ tutti là probabilmente anche il nostro ruolo è meglio che non …»
Angelozzi: «sicuramente…. pure io me la scampo, ha detto no forse è il caso che tu ci vada ma avrei fatto sinceramente… fatto a meno per una questione… per non trovarmi in imbarazzo…»
Già prima Anna Teodoro, moglie di Gruttadauria, aveva detto all’Angelozzi: «lascia stare Valerio perché è una questione politica».
Anna Teodoro, scrive il gip, «si era rassegnata ad una decisione politica decidendo di deporre le armi» e «avendo piena consapevolezza di essere stata già favorita in relazione ad altri bandi».
Alessandro Biancardi