Precari trascinano in tribunale la Regione: «vogliamo essere assunti»

L’Ente si oppone, deciderà il giudice del Lavoro

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Precari regione Abruzzo

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ABRUZZO. Alcuni collaboratori della Regione Abruzzo chiedono di essere assunti. La Regione non cede e si costituisce in giudizio.

ABRUZZO. Alcuni collaboratori della Regione Abruzzo chiedono di essere assunti. La Regione non cede e si costituisce in giudizio.
E’ fissato al 30 gennaio il confronto tra le parti: un confronto importante che potrebbe aprire nuovi scenari e ‘precedenti’.  Il fatto sta agitando non poco le stanze della Regione e fa stare in ansia i collaboratori storici e meno storici dell’ente.  La Regione si opporrà con i suoi rappresentanti legali: due membri dell’Avvocatura regionale.
A puntare i piedi sono 46 lavoratori che hanno presentato ricorso, sia singolarmente che congiuntamente dinanzi al Tribunale de L’Aquila, (giudice del lavoro) per ottenere il riconoscimento della natura subordinata del rapporto di lavoro in luogo dell’ incarico di collaborazione intercorso.
In poche parole, i collaboratori chiedono di essere assunti «perchè asseriscono di aver prestato la propria attività in modo del tutto analogo a quella dei lavoratori dipendenti da questa Regione». Ora si aspettano una assunzione di fatto. La Regione non ha la minima idea di accontentare la richiesta e passa al contrattacco.

Per contrastare «l’avversa richiesta», così la definisce la Regione, l’Ente si rimbocca le maniche. Nella seduta consiliare, presieduta dal presidente Alfredo Castiglione, alla presenza di 5 assessori (Gianfranco Giuliante, Carlo Masci, Giandonato Morra, Luigi De Fanis e Mauro Febbo) la Giunta ha deciso di resistere in giudizio e ha nominato come difensori gli avvocati dell’avvocatura regionale, Carlo Massacesi e Alessia Frattale.
La delibera precisa che «in caso di condanna della parte avversa alle spese di lite queste andranno ripartite tra i membri dell’Avvocatura regionale». L’udienza per la comparazione della parti sarà il 30 gennaio.

m.b.