Terremoto, gli esperti tranquillizzarono la città, Bertolaso: «è una operazione mediatica»

Ai funerali delle 309 vittime: «metti Silvio in prima fila»

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Terremoto, gli esperti tranquillizzarono la città, Bertolaso: «è una operazione mediatica»
L'AUDIO. L’AQUILA. La riunione della Commissione Grandi Rischi del 31 marzo 2009, a 6 giorni dal terremoto che devastò L’Aquila, fu una operazione «mediatica».

ASCOLTA L'AUDIO. L’AQUILA. La riunione della Commissione Grandi Rischi del 31 marzo 2009, a 6 giorni dal terremoto che devastò L’Aquila, fu una operazione «mediatica».
Venne organizzata al solo scopo di tranquillizzare la popolazione. E’ quanto emerge da una intercettazione telefonica pubblica oggi da Repubblica.it. La telefonata, spiega il giornalista Giuseppe Caporale, fa parte delle 2.200 telefonate dell’ex capo della Protezione Civile agli atti del processo G8-Maddalena. «La gran parte non sono mai state trascritte in quanto non pertinenti. Sono importanti invece perché rivelano la gestione "mediatica" delle due emergenze, Campania e Abruzzo, che tra marzo e aprile 2009, il governo Berlusconi sbandiererà come due vittorie».
E quello che emerge è che quella del 31 marzo 2009 si trattò di una «riunione farsa». Lo spiega direttamente Bertolaso a Daniela Stati, allora assessore Regionale alla protezione civile fino a quando non fu costretta a lasciare l’incarico perché indagata nell’ambito di una inchiesta che ipotizzava favori e appalti ad Abruzzo Engineering. «Sono Guido Bertolaso». «Caspita, quale onore», risponde la Stati. «Ti chiamerà De Bernardinis adesso, il mio vice, al quale ho detto di fare una riunione lì all'Aquila domani su questa vicenda di questo sciame sismico che continua, in modo da zittire subito qualsiasi imbecille, placare illazioni, preoccupazioni, eccetera». Probabilmente il riferimento è agli annunci di Gianpaolo Giuliani il tecnico che sostiene di riuscire a prevedere le scosse dalla quantità di radon che fuoriesce dalla terra. In quei giorni, infatti, si generò il panico tra gli aquilani proprio per previsioni non confortanti.
«Ti ringrazio Guido, grazie mille», replica la Stati.
«Però devi dire ai tuoi», continua Bertolaso, «di non fare comunicati che dicono che non faranno nuove scosse perché queste sono delle cazzate. Non si dicono mai queste cose quando si parla di terremoti. E’ uscita una agenzia che dice ‘non sono più previste altre scosse’ ma questa cosa non si dice mai Daniela, neppure sotto tortura». «Io non lo sapevo», si scusa Stati, «esco ora dalla giunta e mi scuso per loro».
«Quando devono fare dei comunicati», avverte Bertolaso, «dì che parlassero con il mio ufficio stampa che ormai ha la laurea honoris causa in informazione dell’emergenza, sanno come ci si comporta ed evitano boomerang. Perché se poi c’è una nuova scossa? Il terremoto è un terreno minato».


«VENGONO I LUMINARI»
Poi i due passano a parlare della riunione della Grandi Rischi. Bertolaso prende accordi: «io non ci sarò, vengono i luminari. Barberi, Boschi. E' più un'operazione mediatica, hai capito? Così loro, che sono i massimi esperti di terremoti diranno: è una situazione normale, sono fenomeni che si verificano...meglio che ci siano 100 scosse di 4 scala Richter piuttosto che il silenzio perchè 100 scosse servono a liberare energia e non ci sarà mai la scossa, quella che fa male».
«Questa riunione», continua Bertolaso, «non è perché siamo preoccupati e spaventati ma perché vogliamo tranquillizzare la gente e facciamo parlare i massimi scienziati».
Come tutti sanno, in realtà, la scossa distruttiva arrivò 7 giorni dopo e 309 furono le vittime.
«Di sicuro», scrive Caporale, «questa intercettazione cadrà come un macigno sul processo contro De Bernardinis e gli scienziati di quella riunione che si sta svolgendo a L’Aquila. Sono tutti accusati di omicidio plurimo e disastro colposo per non aver valutato correttamente lo sciame sismico in quella riunione. Ora si scopre che furono spediti a L’Aquila non per una riunione tecnica ma per una operazione mediatica»

‘COLPO MEDIATICO’ ANCHE AI FUNERALI

Anche per i funerali solenni delle 309 vittime del terremoto dell'Aquila ci fu una gestione "mediatica". Gianni Letta chiama Bertolaso più volte perché seriamente preoccupato e vuole sciogliere un nodo: se ci sono Napolitano, Schifani, Fini e il presidente della Corte Costituzionale, a Berlusconi toccherà solo la seconda fila. Ma Bertolaso tranquillizza Gianni: «sono funerali solenni non di Stato : facciamo capire ai presidenti di Camera e Senato che devono mantenere gli impegni che hanno». Scettico Letta, troppo preoccupato di una eventuale seconda fila. Alla fine il giorno dei funerali sia Fini che Schifani saranno in prima fila. Così come Berlusconi che però per stare davanti deve mettersi tra i parenti delle vittime.

a.l.