Chiusura tribunali. Il senatore Vizzini interroga il Ministro

Il Psi preoccupato per la nuova mappa d’Abruzzo dopo il riordino

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Chiusura tribunali. Il senatore Vizzini interroga il Ministro
SULMONA. Il senatore Carlo Vizzini, capogruppo del Psi in Senato interroga il Ministro della Giustizia Paola Severino, sulla soppressione o accorpamento dei tribunali minori previsto dalla legge nazionale del 14 settembre 2011 per la riorganizzazione degli uffici giudiziari sul territorio.


SULMONA. Il senatore Carlo Vizzini, capogruppo del Psi in Senato interroga il Ministro della Giustizia Paola Severino, sulla soppressione o accorpamento dei tribunali minori previsto dalla legge nazionale del 14 settembre 2011 per la riorganizzazione degli uffici giudiziari sul territorio. Al centro dell’interrogazione la specificità abruzzese. Entusiasmo di Massimo Carugno: «il Psi ha mantenuto la promessa».
«Il Psi ha fatto propria la battaglia per la sopravvivenza dei tribunali abruzzesi e in particolare quello di Sulmona». Così il segretario regionale del partito socialista italiano, Massimo Carugno, commenta l’ interrogazione del senatore.
Se la norma venisse attuata, la geografia giudiziaria abruzzese subirebbe gravi conseguenze, secondo il segretario regionale. «Basta guardare la cartina dell’Abruzzo», dice, «per rendersi conto le 4 sedi di Tribunale superstiti (capoluoghi di provincia) resterebbero tutte comprese tra l’estremo nord della Regione (L’Aquila e Teramo) e l’estremo est (Chieti e Pescara). L’estremo sud e l’estremo ovest sarebbero del tutto sguarnite da sedi giudiziarie.
L’interrogazione di Vizzini mira proprio a far luce sui criteri e le modalità con cui avverrà il riordino. In particolare il senatore chiede di sapere «quali metodi sono stati adottati dal Ministro nella costituzione della commissione ministeriale deputata alla attuazione della legge delega e se non sia giusto ed opportuno che in questa commissione siano presenti anche dei rappresentanti dell’avvocatura (portatori di interessi di parte) se corrisponde al vero che la commissione sta operando tenendo in esclusiva considerazione solo il criterio demografico (la soppressione tout court di tribunali nel cui territorio ricada popolazione inferiore a 200.000 abitanti) e se non sia il caso di considerare anche altri criteri quali le conformazioni orografiche, le altitudini, i collegamenti infrastrutturali, la eventuale contiguità con territori ad alta infiltrazione criminale e l’ eventuale rischio di contagio, la presenza o meno di istituti penitenziari». A tal proposito il senatore chiede anche se non sia il caso di salvaguardare la permanenza delle sedi Giudiziarie in regioni come l’Abruzzo applicando i criteri della specificità territoriale e della situazione infrastrutturale.
«Tra le aree che rimarrebbero sprovviste di presidi giudiziari in Abruzzo», aggiunge Carugno, «Ci sono territori montani e tutti con collegamenti viarii e ferroviari disagevoli e spesso impercorribili per effetto delle avverse condizioni climatiche invernali. Infine notevoli territori meridionali abruzzesi sono a stretto confine con aree a notevole rischio criminalità e il cui propagarsi è certamente dissuaso e scongiurato dalla presenza del Tribunale e dell’ufficio della Procura della Repubblica».
Nella morsa del legislatore, infatti, secondo la legge delega, cadrebbero 6 sezioni distaccate in Provincia di Chieti (Ortona, Atessa), in Provincia di Pescara (Penne, San Valentino in Abruzzo Citeriore), in Provincia di Teramo (Atri e Giulianova) e 32 Uffici dei Giudici di Pace in provincia de “L’Aquila” (Avezzano, Celano, Civitella Roveto, Pescina Tagliacozzo, Capestrano, Montereale, Castel di Sangro, Pratola Peligna, Sulmona), in provincia di Chieti (Francavilla al Mare, Guardiagrele, Lama dei Peligni, Ortona, Orsogna, Atessa, Casoli, Lanciano, Villa Santa Maria, Casalbordino, Castiglion Messer Marino, Gissi, Vasto), in provincia di Pescara (Penne, Pianella, San Valentino in Abruzzo Citeriore), in provincia di Teramo (Atri, Campli, Giulianova, Montorio al Vomano, Nereto, Notaresco).