Inchiesta Caligola, «la dirigente regionale favoriva amici»

Il Gip: «sistematico e naturale atteggiamento di arroganza» della funzionaria regionale

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Inchiesta Caligola, «la dirigente regionale favoriva amici»
ABRUZZO. Come si sceglie un software per migliorare la gestione dei servizi all’interno della pubblica amministrazione?


ABRUZZO. Come si sceglie un software per migliorare la gestione dei servizi all’interno della pubblica amministrazione?
Si scegli il più economico? Il più efficace? La dirigente Vanna Andreola, indagata nell’ambito dell’inchiesta Caligola e arrestata lunedì insieme ad altre 6 persone, secondo quanto emerge dalle carte della procura aquilana avrebbe orientato le sue decisioni per favorire gli amici («un’amicizia sostenuta e mediata da Lamberto Quarta»).
La funzionaria, attualmente ai domiciliari e dimessasi spontaneamente a seguito di alcune notizie sull’inchiesta (precedenti agli arresti), è indagata per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione aggravata, falso in atti pubblici, occultamento di atto pubblico. Il gip Marco Billi descrive la dirigente regionale mettendone in luce il «sistematico e naturale atteggiamento di arroganza» e dalle carte dell’ordinanza esce fuori uno spaccato inquietante delle manovre che sarebbero state utilizzate non per favorire il buon andamento della pubblica amministrazione ma piuttosto i suoi amici (Cyborg) che a loro volta ringraziavano con contratti di consulenza.
A ottobre del 2010 Andreola aveva annunciato la necessità di un software in grado di gestire le valutazioni del Fondo europeo di sviluppo regionale nella sua qualità di dirigente del servizio attività internazionali. Per acquisirlo aveva due possibilità: acquistarlo dalla Valle d’Aosta che ne aveva uno da adeguare alle esigenze della Regione Abruzzo o adeguare il sistema già in uso negli uffici regionali.
La sua scelta è stata determinata «dalla necessità di favorire la Cyborg», scrive il gip Billi che si sarebbe occupata, dietro compenso, dell’adeguamento del sistema in uso.

ECOSFERA SI ARRABBIA
Ma da Ecosfera, ditta vincitrice dell’appalto di 1 milione di euro Ipa Adriatico, sempre grazie all’interessamento di Andreola e Quarta, non tutti hanno preso bene ‘l’aiutino’ lanciato a Cyborg di Corrado Troiano per la questione software
Anna Maria Teodoro, moglie di Duilio Gruttadauria (presidente Ecosfera) non nasconde l’irritazione di essere rimasta a bocca asciutta. Dal momento che tramite la controllata Sercam la sua società aveva avuto la gestione del servizio di assistenza tecnica all’implementazione e al monitoraggio del Fesr della Regione, avrebbero voluto anche l’affidamento della commessa relativa all’acquisizione del software per il monitoraggio, andata invece a Cyborg. E le intercettazioni con il marito si rivelano sempre eloquenti
«Vanna vuole dare i soldi a questi (Cyborg). Noi potremmo prendere 100-150 mila euro per aiutarli. Con 200...250 mila euro l’Abruzzo avrebbe un programma splendido… cento li diamo a quelli che hanno fatto il lavoro per Cluster …ed è un programma meraviglioso….e cento li teniamo per noi… lei no! Lei vuole dare i soldi a questi…». Qualora fosse andata in porto l’ipotesi dell’ampliamento con l’affidamento a Ecosfera- Sercam, Teodoro avrebbe dunque guadagnato non facendo praticamente nulla.
E il marito: «sono amici (quelli di Cyborg)…sono amici intimi di Lamberto…questi, l’assessore che gli hanno…con cui hanno montato insieme tutta questa cosa….della banda larga….»
Il progetto, fa notare la donna, «ce lo avranno a fine 2011 e non funzionerà… amen! Che ci dobbiamo fare? Ci possiamo spararci tutte le volte?»
Poi marito e moglie, che già pregustano l’aggiudicazione dell’appalto su Ipa Adriatica, convengono che dal momento in cui la loro società si è aggiudicata «numerose commesse» nell’ambito della Regione Abruzzo, era meglio non agitarsi troppo e insistere sulla commessa del software: meglio accontentarsi di ottenere alcuni appalti e cederne altri.
Duilio: «te lo hanno detto pure in musica che debbono dare i soldi a To…»
Anna: «quindi Amen»
Duilio: «così come noi li pigliamo pure noi i soldi su altre cose!!!! Eh??»


«LE ANOMALIE DELLA DIRIGENTE»

La procura sottolinea inoltre «l’anomalia» del comportamento del funzionario regionale Andreola che chiede al soggetto privato (Teodoro della Ecosfera) indicazioni su come procedere per assegnare un appalto. Ecosfera «era attivamente coinvolta nel processo decisionale, demandato istituzionalmente al funzionario regionale che avrebbe portato a scegliere se esprimere se fare una gara d’appalto o procedere ad una estensione».
Secondo gli indagati, inoltre, un concentramento eccessivo di appalti in capo alla stessa azienda avrebbe potuto creare pericolosi sospetti: «perché ha fatto capire abbiamo anche…quell’altra vittoria…per cui io non ho detto o noi o la morte….un’eccessiva avidità impaurisce…non vorrei in queste condizioni dare però l’idea di quelli che pigliano tutto anche perché impaurisce».
E Ecosferà ‘piglierà’ l’appalto da 1 milione di euro anche grazie alla soppressione e sostituzione di un atto pubblico nella gara in quanto era stata prodotta erroneamente una garanzia fideiussoria, così come richiesto, a nome della società Solco srl di Marco Avarello, (socio di Ecosfera) invece di quelle di Ecosfera. Quando una ditta ha chiesto l’accesso agli atti il documento è stato sostituito. In caso contrario la società sarebbe stata estromessa per mancanza di requisiti.
Per questo episodio sono indagati Andreola, Quarta, Gruttadauria, Teodoro e Mario Gay, vice presidente dell'Osservatorio Interregionale Cooperazione Sviluppo (l’accusa è di falso in atti pubblici e occultamento di atto pubblico)


LA DIGIS ENERGIA
Ma è sempre il ‘chiacchierone’ Gruttadauria che sposta per qualche pagina dell’ordinanza l’attenzione della procura sulla Digis Energia. Corrado Troiano ne detiene la maggioranza del pacchetto di proprietà, annotano gli inquirenti, ma ne fanno capo anche Luigi Ricciardi e Cesare Nicola. Proprio Cesare è legato da «un forte vincolo di amicizia con Vanna Andreola» e avrebbe seguito tramite la sua società l’installazione di un parco fotovoltaico nel terreni di proprietà della funzionaria. Questi rapporti troppo stretti, in pratica, preoccupavano Gruttadauria e l’esito finale del bando Ipa Adriatica. La stessa Digis, annota la Procura, si era aggiudicata l’appalto con procedura aperta per l’affidamento del servizio di assistenza tecnica per l’attuazione del programma operativo 2007-2013 della Regione dal valore di oltre 3,5 milioni di euro.
In una intercettazione Gruttadauria dice: «Vanna voleva far entrare (nella gara, ndr) quelli della Digis. Io ho tenuto duro e ho detto Digis non entra…è questa linea è passata». Insomma, il privato detta legge.
Alessandra Lotti