L’ira di Acerbo, «sveltina bipartisan e regole non rispettate»

La votazione è avvenuta in commissione Trasporti mentre era in corso la conferenza dei capigruppo

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Maurizio Acerbo

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L’AQUILA. Il consigliere di Rifondazione Comunista scrive al presidente del Consiglio Pagano: «intervenga».

L’AQUILA. Il consigliere di Rifondazione Comunista scrive al presidente del Consiglio Pagano: «intervenga».
I membri del consiglio direttivo del Parco Regionale Sirente Velino non sono soggetti a limiti di mandato: è questa la norma ‘intrusa’ che è stata infilata ieri in tutta fretta in IV commissione (trasporti) nel progetto di legge sul sistema sanzionatorio nel trasporto pubblico. Ma cosa c’entra? Assolutamente nulla. Non solo: la votazione, denuncia un adirato Maurizio Acerbo (Rc), è avvenuta stranamente in contemporanea («non accade mai che coincidano») con la conferenza dei capigruppo. In questo modo il consigliere (capogruppo e unico rappresentante del suo partito in Consiglio regionale) non poteva avere certo il dono dell’ubiquità e, non avvertito, è rimasto al suo posto.  
«Ho scritto al presidente Pagano», racconta Acerbo, «e denunciato questa evidente violazione della correttezza istituzionale e delle norme. Non vorrei che questa diventasse un'abitudine per aggirare il confronto con il sottoscritto o altri capigruppo. Di regola i lavori delle commissioni si sospendono durante la riunione dei capigruppo».

Ma «ancor più incredibile», va avanti il consigliere, «è che si inserisca una norma che non c'entra nulla. Perché una legge sul sistema sanzionatorio nel trasporto pubblico locale viene sfigurata con una norma intrusa che non c'entra nulla?» Cosa c'entra, infatti, il trasporto pubblico con una norma che consente ai membri del consiglio direttivo del Parco Regionale Sirente Velino di non essere soggetti a limiti di mandato?
«Non solo si tratta di una norma intrusa, ma anche di una materia che non compete alla quarta commissione», accusa ancora Acerbo. E’ infatti la seconda commissione quella competente in materia di parchi e riserve.

Tra l'altro Rifondazione si domanda quale sia l’urgenza di introdurre la non applicabilità del limite di mandato per i membri del Consiglio direttivo di un Parco. «Devo constatare - ma la cosa non mi stupisce», chiude il consigliere di estrema sinistra, «che la "sveltina" è bipartisan essendo stato l'emendamento votato all'unanimità dai consiglieri presenti del PDL e del PD».
Acerbo confida nel presidente Pagano: «rispedisca al mittente questo provvedimento taroccato».