Servizi per la prima infanzia, per D’Alessandro (Idv) «400 giovani fuori dal mercato del lavoro»

Una delibera di giunta sotto l'attacco del consigliere regionale

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2968

Paolo Gatti

Paolo Gatti


L’AQUILA. «Un regolamento regionale illegittimo nella forma e penalizzante nel contenuto».
Così Cesare D'Alessandro, vice capogruppo dell'Italia dei Valori al Consiglio regionale, definisce il disciplinare dei servizi per la prima infanzia approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alle Politiche del Lavoro, Paolo Gatti.
Una delibera di Giunta (DGR n. 935/2011) con la quale si fissano i criteri per l’accreditamento dei servizi educativi destinati alla prima infanzia.
«La procedura adottata dalla Giunta regionale», dichiara il dipietrista, «è intanto illegittima nella forma, perché la competenza regolamentare (il disciplinare) appartiene per Statuto al Consiglio e non alla Giunta ma soprattutto nel merito penalizza i tantissimi giovani, probabilmente in maggioranza donne, che perdono così ogni speranza di poter lavorare come assistenti per la prima infanzia».
Secondo D’Alessandro, infatti, «l’articolo 6 del disciplinare permette l’inquadramento a chi, nelle strutture private, ha svolto per almeno due anni il compito di educatore, pur non avendo il relativo titolo di studio».
«Perché la stessa possibilità», si chiede D’Alessandro, «non viene offerta a chi, fidandosi della Regione, ha seguito gli appositi corsi professionali?».
Quanto poi alla forma (secondo D’Alessandro la Giunta ha adottato con provvedimento di Giunta quelli che sono veri e propri regolamenti, quindi demandati alla competenza del Consiglio regionale), «chiederò», dice, «di effettuare una ricognizione di tutti gli atti approvati dalla Giunta Chiodi in forma di ‘disciplinari’ e ‘decreti di attuazione’, valutando anche il comportamento di quei dirigenti che si sono prestati a violare le norme statutarie della Regione».