D’Alfonso indagato per corruzione: «devi sistemarmi Massimo Luciani»

Quarta e l’incarico in Ecosfera al «tirapiedi di D’Alfonso»

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Luciano D'Alfonso e Massimo Luciani

Luciano D'Alfonso e Massimo Luciani

PESCARA. L’ennesimo spaccato della politica nostrana ci viene fornito dall’inchiesta ‘Caligola’ della procura de L’Aquila che da mesi indaga e raccoglie informazioni su una serie di appalti e consulenze.

PESCARA. L’ennesimo spaccato della politica nostrana ci viene fornito dall’inchiesta ‘Caligola’ della procura de L’Aquila che da mesi indaga e raccoglie informazioni su una serie di appalti e consulenze.

La novità che si conferma è che pur emergendo ipotesi di corruzioni molto gravi, sembra non girino molti soldi e così in tempo di crisi le mazzette diventano consulenze vuote, cioè inutili, che possono mascherare, ma solo ad un primo sguardo, la corruzione stessa.
Le tangenti travestite da consulenze sembrano chiederle proprio tutti ed è così che Gruttadauria, il numero uno di Ecosfera, può arrivare a dire che «se si tolgono le mazzette crolla tutto» e che in Italia ha trionfato «il sistema del Regno delle due Sicilie». Se lo dice lui, probabilmente, c’è da crederci.
Persino il potente Luciano D’Alfonso dopo tentativi infruttuosi si rivolse all’allora numero due della Regione, Lamberto Quarta, (il centrosinistra nel 2008 era al vertice della “potenza” e “dominava” gran parte delle istituzioni) affinchè questi potesse sistemargli «l’amico Massimo».

LA LINGUA LUNGA DI QUARTA: «QUELLA CONSULENZA INUTILE»
 E’ il dicembre 2010 quando la Squadra Mobile diretta da Nicola Zupo e poi passata a Pierfrancesco Muriana, intercetta una ambientale nell’ambito dell’inchiesta Caligola.
Quarta parla e disquisisce con un suo conoscente delle ultime notizie di cronaca, di politica e del Pd, inevitabile finire a parlare proprio di D’Alfonso che in quel periodo cerca di rifarsi una vita politica dopo gli arresti e il volontario esilio a Termoli. Già allora si parlava di nuova candidatura ed il processo Housework non era nemmeno cominciato.
«Non è giusto che il Partito Democratico voglia far candidare Luciano D’Alfonso con i guai che ha, mentre sta allontanando tutti gli altri che hanno avuto problemi con la giustizia», dice Quarta ed allora sembra tornargli alla memoria un episodio che risale al 2008…
«Un giorno D’Alfonso mi chiamò e mi disse che doveva sistemare Massimo Luciani -che è il suo tirapiedi- e mi parlò del fatto che il Comune doveva fare la valorizzazione di un quartiere o non so… insomma cercò di vendermi la cosa… ma sai com’è lui (D’Alfonso) ha dato un sacco di inculature…»
  Poi Quarta continua il suo racconto e dice che ne parlò con Duilio Gruttadauria ma presentò la consulenza di Luciani come se fosse «un favore personale» e non da fare a D’Alfonso «…e meno male», chiosa Quarta all’amico, «visto quello che poi successe appena qualche settimana dopo». Il riferimento è proprio all’arresto dell’ex sindaco di Pescara (15 dicembre 2008).

«Luciani è pure un bravo ragazzo, mi sta anche simpatico», ha voluto aggiungere Quarta nel pieno del relax, «ed è stato in Ecosfera per quasi due anni per non fare nulla… non ha prodotto un cazzo…».
Millanterie si dirà poiché quando si parla tra amici se ne dicono di fesserie.
I fatti però sono questi: le procedure amministrative per affidare le consulenze da parte del Comune di Pescara (giunta D’Alfonso) per la redazione del piano regolatore portuale iniziano a febbraio 2008. Ad agosto 2008 il Comune affida l’incarico ad Ecosfera per la parte della redazione finanziaria (proprio quella consulenza sbandierata pochi giorni fa dal consigliere Pd Enzo Del Vecchio nell’ambito di una schermaglia politica con l’attuale giunta di Centrodestra) . Nel frattempo Luciano D’Alfonso nell’estate 2008 cerca di proporre il suo amico Luciani senza riuscire a piazzarlo.
La prima consulenza di Massimo Luciani con Ecosfera è datata 1 settembre 2008. Il primo rinnovo è del gennaio 2009 e stando alle millanterie di Quarta sarebbe durata almeno due anni.

D’ALFONSO ASSUME LUCIANI IN COMUNE E POI COSTRETTI DALLE POLEMICHE…
Era poco prima della estate del 2008 e l’ex assessore Ds, Massimo Luciani, considerato il “Gianni Letta di D’Alfonso” si apprestava a tornare in Comune dopo aver lasciato la giunta. D’Alfonso gli aveva preparato un posto da funzionario proprio a Palazzo di Città, un incarico naturalmente pagato con soldi pubblici.
Alla notizia il Pdl insorse e seguirono polemiche anche sui giornali. Dopo alcuni giorni lo stesso Luciani fu costretto a rinunciare a quella sistemazione che sembrava cosa fatta. Tutta l’amarezza della rinuncia finì in una lettera firmata proprio da Luciani: «Siamo in un tempo in questa città, in cui la battaglia politica sta degenerando nella volgarità» . Per la consulenza in Ecosfera Luciano D’Alfonso è stato iscritto nel registro degli indagati dal pm Antonietta Picardi per il reato di corruzione poiché avrebbe ottenuto per sé la promessa dell’utilità di una assunzione per un suo uomo. E’ probabile (lo chiarisce il codice) che se questo dovesse rimanere il capo di imputazione potrebbero rispondere del concorso per lo stesso reato sia Luciani che lo stesso Gruttadauria. Le difese sono al lavoro anche su questo versante che è trapelato pur non essendoci alcun cenno nelle misure cautelari. Quarta e D’Alfonso sono entrambi difesi da Giuliano Milia (l’ex braccio destro di Del Turco anche da Giandomenico Caiazza di Roma) che ha già ridimensionato le accuse e parlato di «ruolo marginale» di Quarta mentre su D’Alfonso circolano per ora solo indiscrezioni.

L’inchiesta intanto prosegue e sono molte le circostanze da verificare: sono molti i fatti emersi nei mesi di intercettazioni e non si esclude che anche questa inchiesta possa trascinarsi dietro una serie di filoni e stralci che possano mettere davvero in crisi i vertici della Regione Abruzzo, ancora una volta colpita dall’ennesimo terremoto che si chiama corruzione.

a.b.