Inchiesta Caligola: «Senza mazzette crolla tutto»

Gli sfoghi di Gruttadauria con la moglie: «io vivo di imbrogli…non faccio altro… ma chi cazzo me lo fa fare!»

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Pierfrancesco Muriana

Pierfrancesco Muriana

L'AQUILA. Ieri sera si sono conclusi gli interrogatori di garanzia di una parte degli indagati.Confermate tutte le misure. Alla dirigente Andreola arresti domiciliari ma solo per motivi familiari.


L’AQUILA. Il condizionamento «in tutte le fasi» della gara d’appalto Ipa Adriatico in favore di Ecosfera, e la commessa girata alla ditta Cyborg sono al centro dell’indagine che ha portato ieri all’arresto di 7 persone .
Il gip della Procura de L’Aquila, Marco Billi, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare (197 pagine) su richiesta del procuratore Alfredo Rossini e del pm Antonietta Picardi, descrive una «attività sistematica e a tappeto» messa in atto dagli indagati per «sfruttare ogni opportunità connessa a finanziamenti comunitari appoggiandosi a funzionari pubblici compiacenti». Il gip sposa la tesi dei pm e conferma che il rischio di reiterazione del reato è «elevatissimo» e vengono intercettate anche alcune conversazioni tra Giovanna Andreola (dirigente regionale) e Corrado Troiano (socio Cyborg) nel corso delle quali si starebbe studiando la possibilità di partecipare a bandi in Sardegna e Toscana. Anche in quel caso, sostiene sempre l’accusa, ci sarebbe la volontà di ricorrere a «metodologie illecite».
Intanto ieri sera si sono conclusi gli interrogatori di garanzia di una parte degli indagati. Per ultimi sono stati ascoltati Giovanna Andreola ed il marito Michele Galdi. Al termine dell'interrogatorio l'avvocato Francesco Carli ha annunciato che Andreola ha rimesso nei giorni scorsi il suo mandato nelle mani del presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, in riferimento alle deleghe da dirigente e a quello di autorita' di gestione del programma comunitario di cooperazione transfrontaliero Ipa-Adriatico. La decisione e' stata presa dopo un articolo di stampa sull'inchiesta. In merito all'interrogatorio, Carli ha spiegato che i due indagati «hanno risposto a tutte le domande rigettando gli addebiti e hanno anche dato una loro lettura e interpretazione di tutto quello che emerge nelle intercettazioni. Sono state date precisazioni di ordine tecnico soprattutto da parte della Andreola, e naturalmente la questione va approfondita: tutti devono farlo. C'e' un lavoro imponente da parte degli inquirenti che va valutato, rispettato ed esaminato con attenzione pero' la prima sensazione e' che la realta' delle cose contestate e' suscettibile di una lettura diversa da quella che per ora e' stata data», ha spiegato il legale.
Tuttavia in tarda serata lo stesso giudice ha confermato

tutte le misure cautelari, ad eccezione di una. Dei quattro destinatari della misura cautelare in carcere solo Vanna Andreola ha ottenuto gli arresti domiciliari, peraltro a Salerno, per motivi personali, considerati i problemi di salute della madre. Ieri mattina la squadra mobile ha rintracciato Andreola proprio a Salerno. Confermate per gli altri indagati le altre tre misure della custodia cautelare in carcere e le altrettante misure degli arresti domiciliari.

«CAPACITA’ CRIMINALE»

Il gip punta l’accento sulla «capacità criminale» e sulla «scaltrezza» del sodalizio nell’evitare di parlare al telefono, nel prendere accordi illeciti e anche nel sostituire i documenti. Il tutto con un solo scopo: fare in modo che la società Ecosfera si aggiudichi l’appalto da 1 milione di euro del progetto Ipa Adriatico.
Tutti gli indagati, nessuno escluso, avrebbero partecipato al piano per «alterare significativamente la gara pubblica». Ognuno con un proprio ruolo. E così con il passare delle settimane ci sarebbero stati, ricostruisce la procura de L’Aquila, la presentazione delle offerte, la sostituzione della polizza fideiussoria errata (Andreola consegna quella corretta a Mario Gay - vice presidente dell'Osservatorio Interregionale Cooperazione Sviluppo - per inserirla nel fascicolo del bando) e l’aggiudicazione in favore della Ecosfera. Alla fine le casse delle società non sarebbero state le uniche a sorridere perché tutti gli indagati avrebbero conseguito «consistenti disponibilità di beni e di denaro». Quarta, ricostruiscono gli inquirenti, avrebbe alcuni quadri di grosso valore, come ha rivelato lui stesso all’ex presidente Del Turco in una telefonata intercettata. I coniugi Gruttadauria e Teodoro (titolari di Ecosfera) risultano invece intestatari di depositi di denaro all’estero, (Principato di Monaco). Andreola riceve le consulenze per il marito e vengono sistemate persone su precisa richiesta, come ad esempio un autista.


SENZA TANGENTI CROLLA TUTTO

Per la Procura Ecosfera lavorava «essenzialmente in maniera illecita» con il ricorso al «pagamento di tangenti». Per supportare questa tesi i giudici inquirenti si affidano proprio alle parole (intercettate) di Gruttadauria che si è detto più volte ben cosciente che nel ‘mondo’ degli appalti e delle commesse pubbliche non c’ è un modo lecito per emergere ed è possibile conseguire successi solo attraverso legami illeciti con i politici di riferimento. E sono diversi gli ‘sfoghi’ intercettati con la moglie (la donna in tutta la vicenda «ha un ruolo determinante quanto il marito»): «mi rifiuto di pensare che la mia attività sia soltanto quella del distributore di mazzette! È anche di convincimento…eccetera…però il grosso è lì…perché se non ci fosse quello crolla tutto».
Sono ancora le riflessioni dell’imprenditore, che parla a ruota libera con la consorte, che fanno emergere la realtà quotidiana con cui deve fare i conti. Duilio sintetizzerà con la moglie la sua vita da imprenditore: «io veramente …passo dalla mattina alla sera a fare cose che sono contro la legge!»; «ma è possibile che la mia vita si occupa solo di cose delittuose?», «io mi occupo solo di cose illegali! Quando sono sceso dal treno c’era B. che mi aspettava…di che cosa abbiamo parlato? Di delitti!!».
O ancora: «io vivo di imbrogli…è una cosa impressionante…non faccio altro….non faccio altro…», «io vivo di cose …da galera». E la moglie gli chiede di fare le cose per bene: «nonostante rischi la galera…poi le cose vanno fatte…non è che rischi la galera e poi andiamo al mare».
«Il 95% delle cose di cui mi occupo sono reati…sono cose vietate dalle legge! Perché? Perché mi occupo di favorire che Ecosfera vinca le gare», si domanda ancora l’uomo. «Devo stare ai margini della legalità», continua, «…la legalità trombonesca di questo….per assicurare il futuro a gente che possa avere un suo ruolo…ma chi cazzo me lo fa fare!»

IL RUOLO CENTRALE DELLA DIRIGENTE

Centrale nella vicenda ricostruita dagli inquirenti, con il supporto della squadra Mobile diretta da Piefrancesco Muriana, è stato il ruolo del funzionario pubblico «corrotto», ovvero la dirigente della Regione Abruzzo Vanna Andreola che «ha asservito la propria funzione ad interessi privati».
Se Ecosfera e Cyborg hanno ottenuto uno l’appalto da 1 milione di euro e l’altro le ‘estensioni’ da 100 mila euro, il dirigente avrebbe fatto richieste di assunzioni clientelari e avrebbe ottenuto anche «reiterate e ben pagate» consulenze per suo marito, Michele Galdi, arrestato anche lui ieri dagli uomini della Mobile. Proprio le assunzioni e le consulenze, dice la procura, sono stati il compenso per l’attività contraria ai doveri d’ufficio prestata. La condotta del funzionario pubblico si sarebbe mossa «secondo l’ottica esclusiva del favore per l’interesse privato» e «senza alcun riguardo per l’interesse collettivo». Avrebbe «violato le regole di trasparenza e di buon andamento della pubblica amministrazione». La sua assistenza al privato (Ecosfera e Cyborg) è stata «assoluta e costante».
Gli amministratori di Ecosfera dopo aver appreso a marzo scorso l’aggiudicazione della gara Ipa si sono adoperati per assumere alcune persone segnalate dal funzionario regionale Vanna Andreola. «Totalmente assente», scrive ancora il gip Billi, «il perseguimento del fine pubblico e dell’interesse collettivo». «Manca», annota con amarezza il giudice per le indagini preliminari, «un disegno politico in senso nobile ed autentico che orienti le scelte sulla base dell’interesse collettivo. Tutte le scelte sono mosse esclusivamente da ragioni di carattere economico e massimizzazione dell’interesse privato di volta in volta conseguito.
Gay e Notarangelo (dirigente della regione Puglia), invece, vengono descritti come «attivamente coinvolti nell’alterazione della gara di appalto Ipa Adriatico e sempre in collegamento con Andreola».
Alessandra Lotti