Incendi. Legambiente:«Comuni in ritardo sulla prevenzione»

Alessandro Biancardi

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ROMA. Gli incendi boschivi diminuiscono, ma il fenomeno non pare attenuarsi al Sud e sulle isole.
Come lo scorso anno, anche nel 2009 il numero dei roghi in Italia è calato, passando da 6.479 del 2008 a 5.422, segnando la quota più bassa degli ultimi 18 anni e il 20% in meno rispetto al 2008.

Ma nonostante ciò, la situazione rimane da codice rosso soprattutto al Sud e sulle isole, dove il fenomeno degli incendi non sembra attenuarsi.
A rilevarlo è il dossier 2010 di Legambiente e della Protezione civile.
A conferma del fatto che l'emergenza riguarda soprattutto l'Italia meridionale e insulare, basti pensare che nell'ultimo anno solo in Sardegna sono bruciati 37mila ettari di territorio, più della metà di tutta la superficie italiana colpita dalle fiamme.
Tuttavia, rileva il rapporto, rimane il dato positivo del calo degli incendi, che nel 2009 hanno coinvolto il 16% dei comuni italiani contro il 19% del 2008. Un risultato positivo che in alcune regioni sembra rappresentare un punto di svolta, come l'Umbria, che nell'ultimo biennio è riuscita a diminuire del 70% i municipi interessati dagli incendi, la Basilicata che li ha dimezzati, e la Puglia, dove i comuni colpiti sono diminuiti di un terzo.
Tuttavia, anche se il numero degli incendi si è ridotto nell'ultimo biennio, è aumentata la superficie totale percorsa dalle fiamme passando dai 65.393 ettari del 2008 agli attuali 73.360, soprattutto a causa di alcune situazioni localizzate che hanno assunto dimensioni di vera emergenza. Solo nella provincia di Sassari tra luglio e agosto 2009 sono bruciati infatti oltre 17mila ettari di territorio.
Un comune su tre in Italia è ancora in ritardo sulla prevenzione anti-incendio, ma sono sempre più numerosi i municipi che aggiornano il catasto delle aree bruciate, strumento istituito nell'86% dei comuni colpiti da incendi nell'ultimo biennio, con l'affiancamento della Protezione civile. Tuttavia solo il 56% dei comuni lo ha aggiornato nell'ultimo anno.
A rilevarlo è 'Ecosistema incendi', il dossier 2010 di Legambiente e Protezione civile. Il rapporto traccia il quadro dell'impegno degli enti locali sul fronte della lotta agli incendi. Ed emerge che il 37% dei comuni realizza campagne informative nelle scuole e per i fruitori dei boschi, il 42% organizza reti per l'avvistamento e il presidio delle aree boschive, svolge una regolare pulizia dei terreni e attività selvicolturali per arginare l'innesco di piccoli focolai.
Positiva anche la situazione delle politiche messe in atto dal 59% dei comuni per supportare con accordi e convenzioni il volontariato di protezione civile specializzato nell'antincendio.
Nel complesso, a 10 anni dall'emanazione della Legge Quadro 353/2000, ben il 70% delle amministrazioni comunali svolge complessivamente un lavoro positivo di mitigazione del rischio incendi boschivi, dimostrando una crescente sensibilità e attenzione verso la tutela dei boschi e delle aree forestali.
Un buon risultato che però non può nascondere quel 30% di comuni che svolgono ancora un lavoro complessivamente negativo, di cui il 6% risulta gravemente inadempiente. E si tratta di amministrazioni che hanno subito incendi di una certa rilevanza nell'ultimo biennio.
26/07/2010 12.40