Referendum acqua, in Cassazione oltre 1,4 mln di firme

Alessandro Biancardi

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ROMA. Sono 1 milione e 401.492 le firme raccolte dal comitato promotore dei referendum per l'acqua pubblica in tutta Italia.



Le firme sono state consegnate oggi a Roma presso la Corte di Cassazione, al Palazzo di Giustizia. Il presidio è iniziato questa mattina alle 9.30 in piazza Navona, dove il 'popolo dell'acqua' si è riunito insieme ad artisti, rappresentanti delle associazioni e dei comitati territoriali per festeggiare la raccolta firme degli ultimi tre mesi con un muro simbolico di scatole «per porre un argine alla privatizzazione dell'acqua».
L'obiettivo dei manifestanti è di portare «almeno 25 milioni di italiani» a votare i tre sì della proposta referendaria contro la privatizzazione dei servizi idrici.
Le associazioni e i comitati territoriali chiedono al Governo «di emanare un provvedimento legislativo che disponga la moratoria degli affidamenti dei servizi idrici previsti dal decreto Ronchi almeno fino alla data di svolgimento del referendum», e alle amministrazioni locali di «non dare corso alle scadenze previste» dallo stesso decreto.
«Un milione e quattrocentomila firme rappresentano una delegittimazione di qualunque scelta tesa ad applicare il decreto - spiega il Comitato - a maggior ragione per quelle amministrazioni che vogliono addirittura anticiparne le scadenze».
Il prossimo appuntamento del popolo dell'acqua, conclude il Comitato, sarà il prossimo 18 e 19 settembre probabilmente a Firenze, dove si terrà l'assemblea dei movimenti per l'acqua.
«L'acqua è un bene comune e un diritto umano universale», spiegano ancora i promotori dell'iniziativa.
«Un bene essenziale che appartiene a tutti. Nessuno può appropriarsene, né farci profitti. L'attuale governo ha invece deciso di consegnarla ai privati e alle grandi multinazionali. Noi tutte e tutti possiamo impedirlo. E' una battaglia di civiltà. Nessuno si senta escluso».

19/07/2010 17.19