Sanità. Macchinari rotti e liste infinite: quando curarsi è una impresa

Alessandro Biancardi

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CHIETI. In una regione dove la Sanità succhia l'80% delle risorse ci sono anche liste d'attesa infinite e macchinari rotti.







CHIETI. In una regione dove la Sanità succhia l'80% delle risorse ci sono anche liste d'attesa infinite e macchinari rotti.


Perché dietro i bei discorsi della politica sulla sanità, le polemiche sui costi e gli sprechi ci sono sempre i malati che devono scontare pene aggiuntive e spesso umilianti.
Storie quotidiane e sempre più comuni di un disagio che si riflette sulla qualità della vita dei malati e non.
E se la politica discute (e litiga) sugli ospedali da tagliare, sulle spese da ridimensionare il cittadino ingaggia ogni giorno una battaglia con un sistema decisamente da migliorare. Inutile dire chi abbia la meglio.
Ne sa qualcosa il sindaco di Canistro, Angelo Mariani, che ieri si è indignato alla notizia che un suo concittadino era stato trasferito presso l'ospedale di Chieti in condizioni gravi dopo un incidente sul lavoro.
La Tac dell'ospedale di Avezzano, dove il giovane era stato portato, era rotta e così è stato necessario il trasferimento.
Perplesso il primo cittadino che denuncia: «i cittadini sono stanchi di questa situazione. La Regione deve agire e non parlare; se il diritto alle cure diventerà, così come previsto dai tagli programmati nella nostra regione, un diritto di pochi; come si può avere una diagnosi rapida, come auspicato da molti manager, se al momento ci mancano i servizi essenziali?»
Il sindaco chiede di sostenere iniziative immediate per la riaqualificazione dei luoghi di primissimo soccorso: «bisogna ridare dignità ai luoghi di attesa in cui si riversano centinaia e centinaia di persone sofferenti. Dobbiamo sforzarci di creare un ambiente idoneo in cui il personale sanitario riesca a dare il massimo delle proprie potenzialità ed affiancarli da più personale già nell'organico delle strutture».
Secondo Mariani non sempre sarebbero necessarie cifre eclatanti per migliorare la situazione: «lasciamo, una volta ogni tanto, gli uffici del palazzo e le auto blu e usciamo ad osservare e renderci conto di quante piccole realtà potrebbero funzionare meglio con qualche attenzione in più».
E di strumenti rotti ne sa qualcosa anche Nadia, trentenne che per fare una mappatura e controllo dei nei dovrà aspettare sei mesi.
La lettrice esegue questo esame precauzionalmente ogni anno da quando - nel dicembre 2005 – è stata operata di melanoma (tumore della pelle). L'impegnativa del medico riporta però la data del 20 maggio 2010.
«Solo il 14 luglio 2010», racconta la donna, «dopo telefonate pressochè quotidiane ai Cup di Chieti e Lanciano, sono riuscita a prenotare un posto che mi è stato fissato per il pomeriggio del 14 gennaio 2011. Tra ben 6 mesi».
In passato questo esame la donna lo effettuava a Roma, a pagamento, presso una clinica specializzata.
«Due anni fa finalmente ho scoperto che qui in Abruzzo la stessa prestazione sanitaria viene erogata con qualità all'ospedale di Lanciano e anche quest'anno contavo di poterne usufruire ad un'ora di macchina da casa, nel giro di, al massimo, un paio di mesi. Invece dal 20 maggio mi sento ripetere dal Cup frentano che l'apparecchiatura è rotta e gli appuntamenti sospesi a tempo indeterminato».
Per farla a Chieti probabilmente dovrà tornare dal medico curante perché all'ospedale clinicizzato di Colle dell'Ara richiedono una dicitura diversa sull'impegnativa (non "visita dermatologica + epiluminescenza digitale" come a Lanciano, bensì solo "epiluminscenza digitale").
«E c'è anche da appurare se me la faranno effettivamente, perché l'iter prevede prima la visita dermatologica».
Ma anche lì i tempi d'attesa sono molto dilatati.
«Faccio il controllo tutti gli anni a Chieti perchè in famiglia c'è stato un caso di melanoma e quindi anche noi figli veniamo tenuti sotto controllo», ci racconta un altro lettore.
«Di norma aspettiamo 6 mesi quindi se voglio essere controllato tutti gli anni devo ricordarmelo per tempo e a volte ho come la sensazione che anche per fare prevenzione devi scalare una montagna… e stiamo parlando di salute cioè la cosa più importante».
Adesso che all'ospedale di Lanciano il macchinario è rotto tutti gli utenti dell'area frentana si potrebbero riversare all'ospedale teatino e le liste d'attesa potrebbero risentirne ulteriormente.
A Pescara, invece, l'epiluminescenza non è ancora digitale.
Tra guasti, scelte senza senso e burocrazia lenta per curarsi bisognerebbe avere una salute di ferro.

a.l. 16/07/2010 8.53

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