Tagli spesa, assessore Masci: «avviato riordino enti»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Quanti e quali sono gli uffici di rappresentanza e le sedi distaccate della Regione, all'estero e in Italia?


La domanda l'aveva posta nei giorni scorsi il consigliere del Pd, Camillo D'Alessandro all'assessore Masci. Ma proprio l'assessore al Bilancio oggi rivela: «l'interrogazione non andava inoltrata a me ma alla collega Federica Carpineta».
«Tuttavia», annuncia Masci, sono pienamente convinto e consapevole della necessità di razionalizzare l'organizzazione degli uffici regionali e la spesa».
Su questi presupposti ricorda di aver provveduto a ridurre da 19 a 11 le Comunità Montane: «come il consigliere D'Alessandro sa certamente, se il processo di riordino fosse stato portato a termine dalla precedente amministrazione di sinistra (che pure avrebbe dovuto per legge concluderlo entro dicembre 2008), il numero di Comunità Montane risultanti sarebbe stato pari a 15. Il risultato da me assicurato è stato evidentemente più rilevante ed è stato raggiunto in perfetta condivisione sia con la Conferenza Regione-Enti Locali, sia con il Consiglio Regionale».
L'assessore ha quindi ricordato di aver eliminato una posizione dirigenziale della direzione che fa capo all'assessorato e di aver soppresso e riconvertito ben 3 Uffici ex Co.Re.Co. dislocati sul territorio regionale e le cui funzioni principali, di controllo sugli atti degli Enti Locali, erano state eliminate da circa un decennio.
«Un'attenta attività di ridefinizione delle necessità organizzative della Direzione Bilancio - ha spiegato Masci - ha permesso di ridisegnare le funzioni degli uffici e di ricollocare gli stessi all'interno delle sedi centrali, oltre che ridistribuire il personale per consentirne il miglior utilizzo».
L'assessore spiega ancora di star svolgendo, attraverso la Struttura Ispettivo Contabile che fa capo al suo assessorato, un analitico esame su tutti gli enti dipendenti e partecipati dalla Regione per verificarne l'economicità.
«I risultati di tale analisi consentiranno alla Regione di scegliere in maniera informata quale sarà il futuro e finanziariamente sostenibile assetto del sistema istituzionale che la Regione si darà per lo svolgimento delle politiche di sviluppo».

07/07/2010 9.27