Sanità, Uil-Fpl: «rischo "default"». Campo: «mostrare il Piano rientro»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «La carenza di personale medico e paramedico costituisce, oramai, una realtà denunciata da molto tempo ma mai come quest'anno gli ospedali abruzzesi rischiano il 'default'».


Lo afferma, in una nota, il segretario regionale della Uil-Fpl, Fabio Frullo che sottolinea come il piano di rientro dal debito sanitario e i blocchi del turn over previsti dalle norme statali, rischino di mettere in seria crisi i dipendenti e gli stessi cittadini.
«Medici e infermieri - rileva il sindacalista - sono costretti a turni massacranti, anche di 10 ore, che minano la salute degli operatori e che rischiano di diminuire la qualità del servizio prestato giacche', tutto questo, rappresenta una situazione pericolosa da gestire soprattutto nelle eventuali emergenze».
Tra luglio e agosto i posti letto saranno almeno il 10% in meno a causa degli accorpamenti dei reparti e gli operatori dovranno prepararsi ad un'estate difficile caratterizzata da turni più lunghi e da notti piu' frequenti.
«Una situazione», ammette il sindacato, «che potrebbe diventare cronica viste anche le disposizioni della manovra finanziaria».
Il tutto, rileva Frullo, «mette a rischio anche uno dei diritti contrattuali fondamentali dei lavoratori e cioè il diritto alle ferie di cui non tutti i lavoratori potranno fruire nonostante il programmato piano ferie fatto a inizio anno».
Una situazione paradossale poichè in Abruzzo mancano almeno 1000 infermieri in quanto il rapporto tra personale infermieristico e abitanti è ben al di sotto della soglia ottimale.
«Praticamente uno ogni 219 contro l'uno ogni 170 previsti dall'Ocse», spiega il sindacato.
«La regione non può gestire la sanità con un semplice calcola ragionieristico perchè a rischio c'è la salute del personale e degli utenti. E' quindi necessario prevedere, per la stagione estiva, piani straordinari perchè, altrimenti, la situazione collassera' definitivamente e tutto a danno dei lavoratori e degli utenti».
28/06/10 10.47

»RENDERE PUBBLICO PIANO RIENTRO

Intanto Roberto Campo della Uil chiede che il nuovo piano di rientro della sanità regionale (piano operativo 2010), prosecuzione del precedente, che il presidente Chiodi sta definendo con il Governo, venga reso pubblico e oggetto di confronto.
«La bozza del documento che abbiamo avuto informalmente, e non dal governo regionale», spiega Campo, «contiene un obiettivo ambizioso, il pareggio dei conti della sanità al 31 dicembre 2010, ma anche scadenze importanti per la riorganizzazione del sistema, come l'impegno ad inviare il cronoprogramma delle riconversioni delle strutture ospedaliere entro il 31 luglio 2010. Chiodi-Commissario non è tenuto a confrontarsi, ma Chiodi-Presidente sì, e dovrebbe ricordarsi del suo programma di governo, che prevedeva una forte condivisione delle scelte di riordino del servizio sanitario regionale (tavolo delle responsabilità)».
Il punto debole del risanamento della sanità abruzzese, sostiene l'esponente della Uil, è la riorganizzazione vera e propria, «sulla quale si è realizzato molto poco».
«Di fatto», continua il segretario provinciale, «si è messa su una politica dei due tempi, prima il pareggio dei conti, poi la riforma. Il risultato è che il perseguimento del pareggio senza riorganizzazione vera del sistema ha peggiorato il servizio e gonfiato la sanità privata non convenzionata».
La Uil chiede un tavolo di confronto con, oltre al presidente-commissario Gianni Chiodi, gli assessori Lanfranco Venturoni (Sanità) e Paolo Gatti (Sociale): «senza l'intreccio socio-sanitario, non si va da nessuna parte», chiude Campo.

28/06/10 13.34