Sanità: accordo per servizi in istituti di pena abruzzesi

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Tutela della salute, recupero sociale dei detenuti e degli internati adulti e dei minorenni sottoposti a provvedimenti penali.


Questi gli elementi che costituiscono l'oggetto di un accordo sottoscritto stamattina a Pescara, tra Regione Abruzzo, Provveditorato regionale dell'Amministrazione penitenziaria di Pescara e Centro per la Giustizia minorile dell'Aquila.
L'accordo risolve in una cornice di sinergia istituzionale il passaggio direttamente alle Asl delle funzioni sanitarie all'interno degli istituti di pena.
Per l'assessore alla Salute, Lanfranco Venturoni, si è «riusciti a trovare un buon accordo nonostante la ristretezza dei fondi. Una buona sanità - ha spiegato - non solo è un fatto di civiltà, ma in questo caso, trattandosi di persone recluse, spesso con problemi legati alla tossicodipendenza, alle malattie mentali, alle infezioni, è anche un fatto di prevenzione quello di ripristinare una buona salute, nella prospettiva del reinserimento».
Anche per il Provveditore regionale dell'Amministrazione penitenziaria per l'Abruzzo, Salvatore Acerra, con l'accordo i 2000 detenuti negli istituti di pena abruzzesi «potranno contare su una assistenza ulteriormente migliorata e incrementata, non soltanto sul piano della maggior presenza del personale medico ed infermieritsico, ma anche sul piano della specialistica, in modo da evitare il trasferimento dei reclusi in altri luoghi».
Un aspetto importante dell'accordo riguarda anche il personale sanitario: «abbiamo avviato un percorso per la stabilizzazione - ha aggiunto Acerra - per non disperdere professionalità ed esperienze. Comunque un ringraziamento va fatto all'Osservatorio regionale», rappresentato dal coordinatore Tamara Agostani.
Per il direttore del Centro della Giustizia minorile dell'Aquila, Concetto Zanghi, «l'intesa prevede anche la costituzione di una èquipe multidisciplinare che permetterà di attuare in tempi rapidi tutti gli interventi necessari a risolvere le situazioni d'urgenza. Nel caso di minori - ha aggiunto - la rapidità d'intervento è il viatico ad un giusto reinserimento nel contesto sociale senza più pericolo di delinquere nuovamente».
18/06/10 12.41