Pesca. Reti, fondi e fermo biologico: a Roma il fronte comune delle marinerie

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Le Regioni Abruzzo, Marche, Molise e Puglia presenteranno dopodomani, mercoledì 16, a Roma al Ministro per le Politiche Agricole e della Pescca, Giancarlo Galan, una piattaforma congiunta di proposte.



Lo scopo è quelo di rappresentare le esigenze delle marinerie del medio e basso Adriatico, alle prese con una serie di problemi e di criticità di difficile soluzione.
La conferma è arrivata, a Teramo, nella sala convegni della Camera di Commercio, nel corso di un convegno organizzato allo scopo di trovare un punto di convergenza sui problemi della pesca del medio e basso Adriatico tra istituzioni ed associazioni di categoria.
All'evento teramano, coordinato dal consigliere regionale, Berardo Rabbuffo, ed al quale ha assistito anche il presidente della Commissione Agricoltura del Consiglio regionale, Antonio Prospero, sono intervenuti il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ed i dirigenti di settore delle Regioni Abruzzo, Marche, Molise e Puglia.
Le conclusioni sono state affidate al senatore Fabrizio Di Stefano.
Erano presenti anche i rappresentanti delle principali organizzazioni di settore e dei mercati ittici regionali.
«La grande novità è che, per la prima volta, quattro Regioni bagnate dall'Adriatico hanno sposato una linea comune portando avanti un lavoro di approfondimento e di proposta per individuare soluzioni praticabili sia a livello regionale che centrale - ha esordito l'assessore alla Pesca, Mauro Febbo - e tra gli obiettivi principali - ha continuato - c'è quello di individuare un piano di gestione locale che fissi delle regole certe per tutti ma che tenga anche conto delle tipologie di pescato del mare Adriatico».

GLI ATTREZZI DEI PESCATORI AL CENTRO DELLA DISCUSSIONE

Diverse le questioni che saranno portate sul tavolo ministeriale.
Tra le più importanti, quella relativa agli attrezzi visto che la Commissione europea ha introdotto pesanti restrizioni alle attività di pesca proprio in relazione al loro utilizzo.
In particolare, in merito alle ipotesi di modifica del regolamento comunitario che stabilisce l'obbligo di usare maglie larghe ed il rispetto di distanze minime dal litorale, l'assessore Febbo preferisce non alimentare particolari aspettative tra gli operatori ittici.
«La normativa è entrata in vigore all'inizio di questo mese ma risale addirittura al 2006 e sarà alquanto difficile indurre la Commissione europea a fare marcia indietro. Si tratta, senza dubbio, di un costo aggiuntivo a fronte di un prelievo sensibilmente diminuito».
Resta aperta, invece, la questione relativa al fermo biologico.
Spesso il fermo impedisce alla marineria adriatica di colgiliere le opportunità di vendita offerte dal momento centrale della stagione turistica, con la conseguenza di attivare anche meccanismi di sostituzione del prodotto locale con quello proveniente da Paesi terzi.
«Abbiamo chiesto un fermo straordinario per almeno due anni che dovrà essere sostenuto da fondi nazionali ma la questione dovrà essere affrontata con grande impegno dal nostro Governo e dai nostri parlamentari europei poiché coinvolge anche i Paesi che si affacciano sull'altra sponda dell'Adriatico come Croazia, Slovenia e Montenegro. Soprattutto la Croazia, che aspira ad entrare presto nell'Unione europea, - ha sottolineato Febbo - dovrà adeguarsi ai Regolamenti comunitari anche in tema di pesca».
Altra questione sollevata dall'assessore Febbo è quella del parassita Anisakis che ha di fatto messo fuori mercato il pesce azzurro dell'Adriatico.
«A tal proposito - ha proseguito l'assessore - abbiamo chiesto l'intervento del Ministero della Salute anche al fine di ricondurre la vicenda nei giusti binari e privilegiare una corretta informazione che scongiuri il propagarsi di ingiustificati allarmismi».
In merito, poi, all'attivazione del FEP, il fondo europeo per la pesca, l'assessore Febbo ha confermato che la Regione sta superando i ritardi iniziali, registratisi anche a livello centrale, con riferimento sia all'organizzazione del sistema di gestione del Programma che all'attivazione delle misure nazionali. Entro l'anno saranno attivate almeno sei misure.
Intanto, l'europarlamentare Enzo Rivellini, si è impegnato entro la fine dell'estate ad organizzare un incontro a Bruxelles con la Commissaria europea per la Pesca, Maria Damanaki.
14/06/10 12.11