Guida Blu. In Abruzzo spiagge accessibili e sostenibili, ma nessuna eccellenza.

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Presentata a Roma la Guida Blu di Legambiente Touring Club Italiano la “bussola” per le vacanze sostenibili arrivata quest’anno alla sua decima edizione.


Su scala nazionale l'Abruzzo si colloca al sesto posto. La Sardegna mantiene il timone anche in questa edizione con una media di 3,4 vele per località, seguita da Puglia, Toscana, Campania e Sicilia; a pari merito l'Abruzzo, la Basilicata e le Marche con una media di 2,5, seguite da Lazio, Calabria, Emilia Romagna e Veneto a pari merito, Liguria, Molise e, in chiusura, il Friuli Venezia Giulia con 1,5.
Sono dodici i centri balneari abruzzesi selezionati da Legambiente sulla base di dati raccolti sulle caratteristiche ambientali, sulla qualità dell'ospitalità e valutati dai circoli locali e dall'equipaggio di Goletta Verde.
Rocca San Giovanni si conferma sul podio conquistando le 4 vele, seguita da Ortona, Pineto, Roseto, San Vito Chietino e Vasto con tre vele; Giulianova, Martinsicuro, Silvi, Torino di Sangro e Tortoreto con due vele; e Alba Adriatica con una vela.
Ad esse si aggiunge anche la località balneare lacustre di Scanno, con 3 vele.
«Le località che segnaliamo ogni anno con la Guida Blu sono quelle che stanno scommettendo sulla qualità – spiega Luzio Nelli, della segreteria regionale di Legambiente Abruzzo – e che cercano di coniugare l'offerta turistica al rispetto dell'ambiente, trasformandolo in un punto di forza. All'acqua pulita e servizi efficienti si aggiungono spesso progetti per una migliore gestione dei rifiuti e qualità dell'aria, la valorizzazione del paesaggio, dei centri storici e delle produzioni tipiche, la cura dell'offerta enogastronomica, migliorando le condizioni di soggiorno per tutti i turisti».
«I buoni livelli raggiunti dalla nostra regione rischiano di essere vanificati da una non sempre corretta pianificazione del territorio - ammonisce Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo – che tende in genere a privilegiare nuovo cemento e consumo di suolo rispetto al recupero ed alla valorizzare del patrimonio edilizio esistente. L'Abruzzo del turismo balneare, infine, è messo a dura prova dal rischio sempre maggiore di petrolizzazione della costa e del mare. Serve una risposta istituzionale forte e convinta che riaffermi senza tentennamenti le scelte strategiche che hanno nel tempo dato vita al marchio forte dell'Abruzzo Regione Verde d'Europa».

12/06/2010 10.51