Caporossi (Ex manager Asl)«Perché nessuno parla dell’Agenzia sanitaria?»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4530

ABRUZZO. C'è un “buco nero” nel dibattito sulla sanità abruzzese, soprattutto dopo le rivelazioni del sub commissario Giovanna Baraldi in audizione alla Commissione sanità.


Il riferimento non è tanto al Piano operativo che già è stato depositato al Ministero e per il quale abbiamo già registrato le critiche del consigliere regionale Claudio Ruffini e del Pd tutto contro l'uso privato che Chiodi farebbe di questi dati.
Quella di cui non si parla, la grande assente nell'assessorato di Venturoni, il fantasma della sanità abruzzese è l'Agenzia sanitaria.
La struttura che sotto la Giunta precedente aveva il compito di fornire dati, di studiare le statistiche sanitarie, di produrre i risultati delle indagini epidemiologiche e di fornire ai politici gli strumenti aggiornati per le scelte strategiche in sanità, è silente.
Eppure quelle ricerche effettuate nel periodo di funzionamento sotto l'assessore Bernardo Mazzocca sono state in sostanza alla base del Piano di rientro dai debiti che, a quanto dice il presidente Chiodi e conferma il sub commissario Baraldi, sta funzionando bene.
Insomma la promozione dei conti che c'è stata al Ministero dell'economia è dovuta alla programmazione sanitaria del triennio precedente che è stata capace di ottenere tutti i risultati di risanamento.
Il riferimento è al Piano sanitario ancora vigente ed alle leggi 20 e 6 del 2007 (quelle sull'appropriatezza e sull' accreditamento). Ne abbiamo parlato con Michele Caporossi, l'ex manager della Asl Lanciano-Vasto.

Ha letto le dichiarazioni sui risultati del Piano di rientro? Tutto sommato siete stati promossi anche voi manager di centrosinistra defenestrati?
«Questo è certamente un segnale di onestà intellettuale, visto che le previsioni di chiusura del 2009 si attesterebbero a circa meno 32 milioni di euro (10 in più rispetto alla perdita programmata dal commissario Luigi Redigolo e dai nostri piani industriali) – spiega Caporossi - Se si aggiunge che a tutt'oggi non è dato di conoscere il metodo e il volume di accantonamenti a fondo rischi e valutazione di sopravvenienze passive dello stesso bilancio consuntivo, visto che le Asl hanno avuto una proroga di due mesi, si può dire che il vero artefice del risanamento è il lavoro svolto dalla Giunta Del Turco, dall'Agenzia Sanitaria diretta da Franco Di Stanislao e dalle Asl. Altro che un miracolo fatto in soli 6 mesi...»

Ma come fa ad essere così sicuro?
«Lo stesso Piano Sanitario conteneva gia' allora (oltre 2 anni fa) tutti i calcoli di fabbisogno di posti letto, per acuti o residenziali, così come tutta la classificazione delle unità operative ospedaliere, dei Distretti, e dell'articolazione dei servizi non core. Che bisogno c'è quindi di altri 6 mesi per ricalcolare tutto ciò? e che bisogno c'è di terrorizzare ancora le popolazioni locali con la minaccia di chiudere piccoli ospedali (penso ai miei 3 di Lanciano Vasto e cioè Casoli, Gissi ed Atessa) che sono già completamente riconvertiti?»

Ma l'assessore ha anche detto che il lavoro della vecchia Agenzia sanitaria sull'accreditamento è inapplicabile e va rifatto.
«Sì, ho sentito dire a proposito dei manuali di accreditamento che ci sono critiche e che si vorrebbe mandare tutto il quadro dirigenziale a formarsi presso la Regione Emilia Romagna considerata il "best in class". Il mio modesto parere è che quella legge e quei manuali debbano solo essere applicati, anche modificando ciò che si manifesta inadeguato o parzialmente efficace. Ma la cosa peggiore è quella di non applicarla. Tutto si è fermato alla fine della vera operatività dell'Agenzia Sanitaria Regionale e al ripudio di strumenti avanzati come la BSC, la balanced score card, che aveva reso operativo un sistema di monitoraggio e valutazione dei risultati rispetto agli obiettivi e che ci veniva invidiato in tutt'Italia».

Il filosofo Schopenauer scrive che “dovunque e comunque si manifesti l'eccellenza, subito la generale mediocrità si allea e congiura per soffocarla”.
«Non so se noi eravamo eccellenza, qualcosa però abbiamo prodotto ed il tempo è galantuomo. Vedo che la Regione produce poco a livello di programmazione e di dati epidemiologici, anche se ci critica spesso, come nel caso dell'accreditamento. Eppure la versione 2010 del "Manuel de certification des établissements de santé" del ministero francese basa sorprendentemente la sua metodologia sul ciclo di Deming, con le stesse parole, esattamente le stesse con le quali si apriva il manuale di accreditamento abruzzese: prevoir- mettre en ouvre-evaluer et ameliorer: sarà una coincidenza? Quando arrivammo a fine 2005 non c'erano dati nè economici né di governo clinico. Faticosamente l'Agenzia cominciò a costruire banche dati affidabili. Ora che sta succedendo? La BSC non c'è più e l'Agenzia sanitaria non mi sembra essere più al centro dei pensieri dell'assessore».


Sebastiano Calella 12/06/2010 9.08