Pesca, la proposta di Febbo: «fermo per due anni per non meno di 3 mesi»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il fermo biologico per almeno due anni e che duri non meno di tre mesi.


E' questa la proposta che l'assessore alla Pesca, Mauro Febbo, ha anticipato sarà avanzata, con le regioni Puglia, Marche e Molise, al ministro per le Risorse agricole, Giancarlo Galan, nel prossimo incontro di mercoledì 16.
«Ma non basta», ha avvertito Febbo, nel corso di una conferenza stampa, convocata per riferire del colloquio di lunedì a Roma tra Galan e il coordinamento delle quattro regioni e per presentare un convengo operativo sulle problematiche della pesca che si svolgerà sabato a Teramo.
«Chiederemo, anche con il supporto di studi scientifici - ha aggiunto - che si arrivi ad individuare un piano di gestione locale che fissi sì delle regole certe per tutti, ma adeguate alla conformazione e alla tipologia di pescato del mare Adriatico».
L'assessore, enucleando i principali temi di contestazione e di protesta della marineria abruzzese, è stato perentorio, sulla base di quanto confermato anche dal Minsitro, sulla impossibilità di intervenire con una qualche iniziativa di modifica del regolamento comunitario che inserisce sia l'uso dlele maglie larghe e sia le distanze dal litorale.
«C'è da dire su questo - ha dichiarato l'assessore - che la norma risale al 2006 e la marineria ha avuto quattro anni per controdedurre, anche con studi scientifici, ipotesi di mediazione guardando alla reltà del nostro mare che è certamente diversa da quella dei mari del nord».
La richiesta del prolungamento del fermo biologico, il relativo sostegno economico e di salvaguardia dei livelli occupazionali, il piano di gestione locale costituiranno i punti della piattaforma che gli assessori delle quattro regioni stanno predisponendo in queste ore, in vista dell'incontro di mercoledì prossimo con il monistro Galan.
«Intanto - ha aggiunto Febbo - anche per consentire un confronto operativo tra le istituzioni, ai massimi livelli rappresentate, e la marineria delle quattro regioni - abbiamo deciso di organizzare un convegno».
Il convegno si si terrà sabato 12 giugno a Teramo (sala convegni Camera di commercio, via Savini, 50).
«Un convegno che è un vero momento di lavoro - ha spiegato il consigliere regionale, Bernardo Rabuffo - perché consentirà alle marinerie di fare proposte ed interloquire con il livello tecnico e politico, che sarà presente anche con l'europarlamentare e componente la Commissione europea pesca, Enzo Rivellini».
Secono Rabufffo, che ha riconosciuto nell'azione dell'assessorato «un forte slancio alla ricerca di soluzioni strutturali ed organiche», le questioni veramente nodali da affrontare riguardano il pesce azzurro e la pesca delle vongole.
«Il primo perché, per le modalità in cui si svolge, scevro da regole, danneggia il prodotto ittico e limita le possibilità di reddito, il secondo perchè tutta la pesca è limitata al litorale abruzzese sul quale insiste da poco anche un parco marino che ha sottratto sette chilometri di costa. Ecco perché - ha consluso - accanto alla richiesta di un de minimis sarebbe opportuno fissare regole».
Il presidente della commissione consigliare Agricoltura, Antonio Prospero, ha invece sottolineato anche il risvolto negativo della crisi della marineria sul turismo della ristorazione, ma anche una evidente «incapacità di fare lobbing commerciale, con il risultato di subire decisioni che potrebbero essere facilmente controvertite. Per questo - ha concluso - è un ottimo segnale che le quattro regioni limitrofe abbiano costituito un coordinamento».
Al convegno, che sarà coordinato dal consigliere regionale, Bernardo Rabuffo, interverranno gli assessori delle regioni Marche, Sara Giannini, Molise, Nicola Cavaliere, Puglia, Dario Stefano e Abruzzo, Mauro Febbo, l'eurodeputato, Enzo Rivellini, e le associazioni di categoria.
Concluderà il senatore Fabrizio Di Stefano, presenzierà il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi

10/06/2010 14.39