Abruzzo Engineering, sciopero, tensione alta e silenzio assordante

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. I circa 190 dipendenti di Abruzzo Engineering sono tornati a scioperare per sensibilizzare le istituzioni a chiarire il futuro.

Un folto gruppo ha promosso un sit-in ieri davanti a palazzo Silone sede della Giunta regionale.
I lavoratori, di cui 80 in cassa integrazione, sono senza stipendio da tre mesi con l'azienda che vive una prospettiva poco rosea vista la mancanza di commesse e il grave indebitamento.
AE è una società pubblica nata con la mission di abbattere il digital divide in Abruzzo, che ha anche competenze di protezione civile, controllata al 60% dalla Regione Abruzzo, al 30% da Selex Service Managment, partner industriale presente per conto di Finmeccanica, e al 10% dalla provincia dell'Aquila. «Dopo aver pazientato un anno in attesa che Regione», dicono i dipendenti, «socio di maggioranza, Provincia dell'Aquila e il partner industriale Selex Se.Ma. decidessero in merito al futuro di AE e dessero attuazione al Piano Industriale, dopo 3 mesi di mancata corresponsione dello stipendio, con 80 dipendenti già in CIG in deroga, è stato indetto uno sciopero per rivendicare il diritto al lavoro».
«Non si comprende - prosegue la nota - come mai i lavoratori di un' azienda che ha partecipato alla predisposizione del tristemente noto 'Censimento per la verifica della vulnerabilita' del rischio sismico degli edifici pubblicì commissionato dalla stessa Regione - dossier sulla base del quale la stessa magistratura ha predisposto le indagini preliminari sui crolli causati del sisma - non siano stati ad oggi utilizzati a pieno nelle complesse attività della ricostruzione, ma si sia fatto solo ricorso a strutture esterne».
I lavoratori sottolineano che «su 196 dipendenti solo 31 sono stati ad oggi impiegati in attività di supporto al Comune dell'Aquila (20) e D.P. per i Beni culturali (11) a fronte di una "disponibilità" più volte ventilata dagli stessi dipendenti di una forza lavoro ben più ampia di tecnici (laureati e diplomati) formati dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile».
L'azienda avrebbe un debito di almeno 20milioni di euro con il socio Selex. Sulperchè di un ritardo nei pagamenti dei lavori effettuati anche di tre anni è mistero.

10/06/2010 12.04